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*Copyright: Alcune foto presenti su questo blog sono state scattate da me altre reperite in internet. Qualora qualcuno ritenesse violati i suoi diritti d'autore mi può contattare per chiederne la rimozione.


8 febbraio 2020

PRIMA VISIONE





1914, l’Italia sta per entrare in guerra. Una comune di giovani nordeuropei ha trovato sull’isola di Capri il luogo ideale per la propria ricerca nella vita e nell’arte. Ma l’isola ha una sua propria e forte identità, che si incarna in una ragazza, una capraia il cui nome è Lucia. Il film narra l’incontro tra Lucia, la comune guidata da Seybu e il giovane medico del paese. E di un’isola unica al mondo, la montagna dolomitica precipitata nelle acque del Mediterraneo che all’inizio del Novecento ha attratto come un magnete chiunque sentisse la spinta dell’utopia e coltivasse ideali di libertà. Lucia è una carta bianca pronta per essere scritta, una creatura vergine indecisa sulla via da intraprendere, divisa tra visioni del mondo distanti e confliggenti: il medico (la scienza, il positivismo) e la rivoluzione sociale; il pittore guru (l’anima, la spiritualità) e la rivoluzione interiore (la comunità fondata dall’artista, che rassembra quelle degli anni 70, considerata dalla società isolana come un oggetto alieno, una congrega di pervertiti); la famiglia (le radici ataviche dell’identità) e gli affetti che non può rinnegare né respingere.


Un film interessante. Alcune cose andrebbero ridimensionate, tipo il passaggio da analfabeta a bilingue e assidua lettrice di Lucia, il fluente e argomentativo inglese del medico che nemmeno oggi lo si trova, le lunghe danze liberatorie per lasciare piu' spazio all'arte e alla psicologia. Perche' va detto che il personaggio di Seybu riprende quello reale del pittore simbolista Karl Wilhelm Diefenbach che visse a Capri fino alla morte nel 1913 e che la frase " la rivoluzione siamo noi" pronunciate sempre da Seybu e' la straordinaria affermazione/opera di Joseph Beuys, una fotografia a grandezza naturale in cui l'artista si incammina verso di noi e ci chiama alla marcia, per essere con lui artisti e rivoluzionari. E' Beuys il vero spirito guida di Capri - Revolution.

Come e' Lucia il  vero spirito libero, l'unica a mio avviso a conquistare la liberta', gli altri credono di essere liberi ma sono comunque incapaci di uscire dal mondo delle loro regole e convinzioni.


Per approfondire



Joseph Beuvys


Karl Wilhelm Diefenbach





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1 febbraio 2020

FEBBRAIO

                                                 Paul Gauguin - Autoritratto I miserabili - 1888


Di Paul Gauguin esistono una decina di autoritratti, tra i più famosi "Autoritratto con Aureola", "Autoritratto con Cristo giallo", "Autoritratto con cappello" ma quello che ho scelto ha una storia particolare. Nel settembre del 1888 Van Gogh propose il suo progetto di scambiare opere con i colleghi con cui intratteneva rapporti ami­chevoli, secondo l'esempio degli incisori giapponesi. Chiese quindi a Gauguin e ad Emile Bernard che si ritraessero a vicenda, ma entrambi scelsero di dipingere un autoritratto. Per accontentarlo, comunque, inserirono tutti e due nei loro autoritratti un ritratto schematico dell'altro. Gauguin si dipinse nelle vesti di Jean Valjean, il protagonista di I miserabili di Victor Hugo. Come commento al quadro lascio che sia lo stesso Gauguin a farlo nella lettera che scrisse a Van Gogh nella quale egli para­gonava l'eroe di questo romanzo, emarginato dalla società ma ricco d'amore e forza interiore, agli artisti non compresi come Van Gogh e se stesso.

''Mio caro Vincent, abbiamo esaudito il vostro desiderio, pur se in un altro modo ma che mporta, se poi il risultato è lo stesso? I nostri due ritratti.Sento il bisogno di spiegare quel che ho inteso fare non perché voi non siate in grado di percepirlo da solo, ma perché non credo d'esse­re riuscito nel mio intento. La maschera di brigante malvestito e pos­sente come Jean Valjean, che ha una sua nobiltà e dolcezza interio­re. Il sangue in fregola inonda il volto, e i toni da fuoco di fucina che contornano gli occhi indicano la lava incandescente che accende la nostra anima di pittori... E quel Jean Valjean perseguitato dalla società, messo fuori legge, col suo amore e la sua forza, non è anche l' immagine di un impressionista odierno? Dandogli i miei tratti, voi avete la mia immagine personale come pure il ritratto di tutti noi, povere vit­time della società, che ci vendichiamo facendo del bene. Ah, mio caro Vincent, avreste di che divertirvi a vedere tutti i pittori di qui impregnati della loro mediocrità come tanti cetrioli sott'aceto! ...




fonte: Quaderni COMUnicazione





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27 gennaio 2020

CORRISPONDENZE


Non ascoltavo Mahler da molto tempo. Me ne ha dato l'occasione l'amico accadebis nel suo post e il collegamento a Thoreau mi è venuto spontaneo. Mahler si rinchiudeva per lavorare in una casetta in mezzo al bosco a Dobbiaco in Tirolo, come se la sua anima si potesse nutrire solo a contatto con la natura, il mondo "altro" e "felice" contrapposto a quello meschino e di sofferenza degli uomini. Come romantico aveva una spiccata propensione all'espressione di sé e in questa nuova dimensione ascetica iniziò ad abbozzare la Nona Sinfonia, nell'estate del 1908. Nel primo saggio a lui dedicato è stato definito musicista e poeta dei suoni perchè aveva il dono di plasmare la musica in senso poetico ed i suoi lavori simboleggiavano le sue esperienze ed emozioni in veste poetica; compositore dotato di una mente filosofica capace di infondere alla propria musica pensieri universali, pensieri che vanno al di là della mera descrizione di eventi particolari, obiettivo specifico dei poemi sinfonici. Le sue prime sinfonie si possono invece collocare fra le composizioni di musica assoluta, quella musica che non ha nessun fine esplicativo ma è fine a se stessa. Mahler diventerà nel tempo diffidente riguardo ai programmi fino a pronunciare la famosa frase "A morte i programmi!"Grande e celebrato direttore d'orchestra ebbe invece una carriera difficile e controversa come compositore. La sua vita la spese in una lotta continua per essere riconosciuto come autore.

"Sono ben conscio che, come compositore, non avrò riconoscimento durante la vita. Mi è possibile attenderlo solo dopo la morte.. Finché sarò il Mahler che si aggira tra di voi, « un uomo tra gli uomini», come creatore posso solo aspettarmi un trattamento troppo umano. Devo prima scrollarmi di dosso la polvere terrena, perché mi sia resa giustizia. Io sono, per usare un’espressione di Nietzsche, un uomo che non appartiene al proprio tempo. Definizione questa che si applica soprattutto ai miei lavori".

La storia lo conferma. Con l'avvento del nazionalsocialismo la sua musica venne proibita e fino al 1960 rimase poco conosciuta. Saranno i grandi compositori delle generazioni successive a proclamarlo un grande della storia della musica e pioniere della nuova musica del Novecento. Fu Bernstein a replicare alla famosa frase di Mahler "Il mio tempo verrà" quando affermò "Il suo tempo è arrivato".Conosco Mahler attraverso le letture, non bene come vorrei la sua musica. Amo la Nona Sinfonia, il suo congedo dalla musica e dalla vita. Fu eseguita per la prima volta postuma il 26 giugno 1912 a Vienna diretta dall'amico e allievo Bruno Walter.



Per la stesura di questo post mi sono avvalsa del bellissimo libro

Gustav Mahler: Il mio tempo verrà. La sua musica raccontata da critici, scrittori e interpreti.1901-2010.

E per saperne di più, altrettanto affascinante

Alma Mahler. La mia vita





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23 gennaio 2020

PENSIERO DEL GIORNO


"Volgi il tuo occhio all'interno, e scoprirai migliaia di regioni, nel tuo cuore, vergini ancora. Viaggiale tutte, e fatti esperto di cosmografia interiore".


Henry David Thoreau




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19 gennaio 2020

DELETE

S - ...supponi che nelle nostre anime si trovi una massa di cera, in qualcuno più grande, in qualcuno più piccola, e in qualcuno di cera più pura, in qualcun altro di cera più sporca e indurita e in altri di cera più molle, in altri ancora di consistenza intermedia.

T – D'accordo.

S – Diciamo allora che questo è dono di Mnemosine, la madre delle Muse, e che in esso, ponendolo sotto le nostre percezioni e i nostri pensieri, come se vi imprimessimo dei sigilli, imprimiamo ciò che vogliamo ricordare fra le cose che vediamo, udiamo o pensiamo. Di ciò che viene impresso abbiamo memoria e scienza...; ciò che viene cancellato...invece, lo dimentichiamo e non ne abbiamo scienza.

Teeteto, Platone


Per millenni ricordare fu difficile e facile dimenticare. Per aiutare la memoria si invento' la pittura, scultura, scrittura, fotografia, registraziene, cinema. In questa epoca digitale viviamo una condizione diametralmente opposta. Ogni cosa messa in memoria vi rimane in maniera indelebile, il difficile è dimenticare. The net never forget. Ma se nella mente umana i ricordi svaniscono a poco a poco e in maniera casuale e incontrollabile per cancellare la memoria dai nostri dispositivi basta cliccare il tasto delete. 

Il termine inglese delete, che significa rimuovere qualcosa di scritto o di stampato, come primo significato, e poi cancellare, togliere, viene direttamente dal latino deleo, che significa cancellare.

C'e' chi propone di dare una data di scadenza ai dati custoditi nelle memorie digitali programmando i pc a dimenticare come fanno gli umani.

Ricordare è «bene», dimenticare è «male»; se invece alla base del dimenticare c'è una volontà attiva di cancellare, il processo è percepito positivamente. Ma tenendo presente i rischi più gravi che corrono gli attuali comportamenti scientifici ( obliovionismo scientifico ) quando si fa cadere nell'oblio qualcosa di importante. 



 Per saperne di piu':

"Delete. Il diritto all'oblio nell'era digitale"

Viktor Mayer Schomberger




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1 gennaio 2020

GENNAIO


                                                                         Carolus Duran - Portrait of Edouard Manet - 1880



Sono stati veramente tanti i dipinti  che si sono succeduti su queste pagine dando vita ai calendari. Per la prima volta ho pensato agli autori cosi' famosi ma nella maggior parte dei casi sconosciuti nelle sembianze ai nostri occhi.

L' autoritratto o il ritratto d’artista ha sempre un grande fascino: non rappresenta solo le fattezze del suo autore ma è uno specchio dello stile, delle emozioni e del carattere. In molti si sono cimentati nelle loro raffigurazioni, lasciandoci capolavori con tracce della loro essenza impresse sulla tela.

"Un ritratto di Edouard Manet é il duplicato morale e fisico della persona", scrisse il critico d'arte Charles Flor. L'artista francese, grande profeta del realismo, si impegnó a dipingere solo quello che vedeva. La realtá nel senso piú vasto del termine: non solo l'aspetto della persona ma anche la sua vita, il suo ruolo sociale, la sua personalitá, gli abiti, gli oggetti, i libri, i quadri, le mille cose che creano e definiscono il suo ambiente. Anche per questo ho scelto lui per aprire il nuovo anno.

Di Edouard Manet esistono due autoritratti, un ritratto eseguito dal pittore Fantin Latour e quello che ho scelto. L'espressione serena e sincera,  la luce gioiosa nello sguardo, la posa rilassata me lo fanno apprezzare e avvicinare piu' di ogni altro.



Una curiosita'.

Un autoritratto con tavolozza è stato battuto all'asta per 22.4 milioni di sterline. Si tratta della cifra più alta mai pagata per un'opera del maestro francese. L'opera, eseguita nel 1878, è una delle due pitture "allo specchio" esistenti al mondo. L'altra, a figura intera, si trova al Bridgestone Museum of Art di Tokyo.




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24 dicembre 2019

BUON TUTTO





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1 dicembre 2019

DICEMBRE


                          James Abbott McNeill Whistler   -  Sinfonia in bianco, ritratto n. 1”  -  1862




"....una donna abbigliata in un'elegante veste di cambrì, eretta davanti a una finestra e a una tenda di mussola che, con le sue trasparenze bianche, filtra agevolmente la luce. La figura, tuttavia, è investita da una potente luce proveniente da destra e pertanto l'opera, fatta eccezione per la sua capigliatura infuocata di rosso, si risolve in un impasto cromatico bianco brillante."

Questa e' la descrizione che lo stesso Whistler fa del suo dipinto. Si tratta di un primo e raffinato studio del rapporto tra i toni, bianco su bianco, che giustifica il titolo di Sinfonia in bianco n. 1.  All'epoca non ebbe successo. Venne respinto dalle gallerie di Londra e Parigi. L' uso delle corrispondenzetra pittura e musica tanto care all' amico Baudelaire non fu capito e ricevette aspre critiche. Joanna Hiffernan e' la modella del dipinto e lo sara' anche del Sinfonia in bianco, ritratto n. 2  e n. 3, nonche la sua amante per diversi anni.  Come sara' anche la modella di Courbet.

Tecnicamente il bianco è un colore con elevata luminosità, ma senza tinta. Più precisamente contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico ed è chiamato anche colore acromatico. È l'opposto del nero, che rappresenta l'assenza di colori. 

La tonalità Bianco di Zinco è anche chiamato bianco di neve o lana chimica: è un pigmento di origine sintetica ottenuto dalla combustione ad alta temperature dei vapori di zinco. Il Bianco di Titanio è stato inventato dal dott. Auguste Rossi ed i primi brevetti risalgono al 1898.


Ma si fa presto a dire bianco… Chiamiamo bianco, con estrema leggerezza, tutto ciò che appare come il punto più chiaro del campo visivo. Ma raramente due bianchi coincidono...






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19 novembre 2019

MANI


                                                                                          Cattedrale  -  Auguste Rodin



Il proprietario della Shakespeare and Company, famosa libreria parigina, racconta di come i suoi giovani clienti cerchino di voltare le pagine facendole scorrere..

Filosofi, teorici sociali, psicologi, antropologi, sono tutti concordi nel dire che l'era digitale ha cambiato molti aspetti dell'esperienza ma la sua caratteristica piu' evidente, e forse la piu' trascurata, e' che consente di tenere le mani occupate in molti modi inediti. L'uso delle mani sta cambiando. Ma da che e' mondo le mani creano. Il pensiero è pensum, dal latino pesare, quel quantitativo di lana che serviva poi a lavorare e comporre qualcosa di più complesso. Il pensiero è il materiale grezzo, manipolato dalle mani. Il modo più arcaico e diretto di pesare è attraverso le mani, così le mani sono il mezzo originario che ci permette di pensare.

Quintilliano descrisse il modo in cui le mani possono essere usate " con esse chiamiamo, chiediamo, promettiamo, congediamo, minacciamo, supplichiamo, abominiamo, esprimiamo terrore, neghiamo, giudichiamo, interroghiamo".

Credo poi che Rilke nel suo libro Rodin abbia fatto delle mani poesia:

"Nell'opera di Rodin ci sono le mani, piccole mani autonome che senza appartenere a un corpo, hanno vita. Mani che si levano, irritate e rabbiose, mani le cui cinque dita sembrano abbaiare come le cinque gole di un molosso infernale. Mani che camminano, che dormono, mani che si ridestano; mani delittuose, gravate da tare ereditarie, e mani stanche, senza più volontà, che si sono accasciate in qualche angolo come animali malati, e sanno che nessuno verrà loro in aiuto. Ma le mani sono pur sempre un organismo complesso, un delta in cui molta vita confluisce da lontane origini per riversarsi nella grande corrente dell'azione. Le mani hanno una storia, un cultura, un particolare bellezza; si concede loro il diritto di avere un proprio sviluppo, propri desideri, sentimenti, capricci e passioni."

E le nostre, di mani.....




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10 novembre 2019

BIBLIOTERAPIA

A Firenze è nata la Piccola Farmacia Letteraria, dove le letture sono classificate in base all'emozione di cui parlano. I volumi sono corredati di bugiardini per orientarsi, scegliendo tra "capsule di affetto" o "iniezioni di entusiasmo". E' nata così una libreria che non divide la narrativa per generi o provenienza geografica ma per emozioni. Negli anni trenta lo psichiatra americano Karl Menninger prescriveva la lettura di romanzi a pazienti depressi. I libri possono far emergere sentimenti o pensieri che altrimenti rimarrebbero inespressi e possono cambiare il modo di vedere il mondo. Presso la libreria non si fa terapia ma i bugiardini che accompagnano i volumi sono scritti con la consulenza di una psicologa perchè la lettura scelta e guidata come strumento terapeutico deve essere affidato ad un professionista. Quindi leggere anche per guarire. Tra i più venduti c'è il libro di Durian Sukegawa Le ricette della signora Tokue.
Chi invece vuole sperimentare un weekend diverso dal solito può dare un'occhiata alla catena Golden Book Hotels e provare uno dei resort che hanno deciso di dedicare una parte dei loro spazi non a beauty farm e piscine ma a sale di lettura, in alcuni casi autentiche biblioteche.
Splendide biblioteche d'albergo sono quelle de il Salviatino, villa rinascimentale sul pendio della collina di Fiesole, ex sede dell'università di Stanford custode di centinaia di volumi da sfogliare all'ombra del giardino all'italiana.

"Alcuni mi portano il sorriso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso"
Francesco Petrarca
sui libri



piccolafarmacialetteraria.it
goldenbookhotels.it
salviatino.com




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1 novembre 2019

NOVEMBRE


                                      Claude Monet  -  La Tamise et le Parlement  -  1871


"Non esisteva la nebbia a Londra prima che Whistler la dipingesse" scrisse Oscar Wilde. In fuga dalla guerra franco - prussiana, nel 1871 anche Monet scopri la celebre fog, la coltre di fumi emessa dalle alte ciminiere delle fabbriche che avvolgeva la citta' soprattutto in autunno e in inverno. Monet comincio' a ritrarre " gli effetti di nebbia sul Tamigi". Il pittore dei giardini e delle ninfee che aveva eliminato il nero dalla sua tavolozza  e catturato gli effetti variopinti della luce con tocchi di colore puro, ebbe cosi' il suo periodo grigio. Un grigio compatto e sordo come in La Tamise et le Parlement.  Come pure nel famoso dipinto dal titolo emblematico La cattedrale di Rouentempo grigio che fa parte della serie di vedute dipinte dalle finestre dell’abitazione dell’artista.





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26 ottobre 2019

E SILENZIO


Tacere. O anche silere, perche' la lingua latina distingueva la quiete della natura e delle cose da una parte (silere) e quella degli uomini dall'altra (tacere). Tacere  appartiene al mondo degli esseri umani. Silere appartiene al mondo della natura e delle cose inanimate e da quest'ultimo ha origine silentium, che designa la tranquillità degli uomini e quella delle cose, la mancanza di rumori propria della notte e di luoghi solitari, come pure il silenzio di chi non parla. 

Sono coloro che lo amano, I portatori di silenzio?  Titolo di un libretto della collana dell'Accademia del Silenzio, del poeta Stefano Raimondi. Il silenzio dei poeti è diverso dal silenzio dei filosofi, dei mistici, dei sociologi, degli scienziati o dei musicisti. Per Raimondi si tratta del luogo nel quale il silenzio «ha luogo», trova posto. Il silenzio è il luogo in cui si può abitare allontanandosi dalla chiacchiera che lo offende.

«Che cos'è il silenzio?», «Dove si trova?»e«Perché è più importante che mai?» sono invece le tre domande che si pone l'autore di un altro libro sul silenzio, Erling Kagge, Il silenzio. Uno spazio dell'anima. Il silenzio interno che Kagge trova nella sua testa quando vive in città, a Oslo, e fa l'editore; e il silenzio esterno allorché vive le sue avventure nei luoghi dei grandi spazi e dei grandi silenzi, a cinquanta gradi sotto zero. Il suo non è comunque un silenzio spirituale: il titolo e sottotitolo in lingua italiana con quell'indebito riferimento all'anima traggono in inganno  perche' la traduzione dal norvegese suona ben diversa: Silenzio nel tempo di rumore. La gioia di chiudere fuori il mondo. Il silenzio è, scrive Kagge, «uno strumento per arricchire la vita» rifugiandoci nella nostra testa e chiudendo fuori il mondo. 

Il silenzio, aggiunge Kagge, è un nuovo lusso. Non tutti possono e comprano a caro prezzo lavatrici e auto silenziose, tra le altre cose. Come un nuovo lusso è il buio, silenzio visivo che viene sottratto, rubato, dalle luci dell'illuminazione.

Alle tre domande Kagge propone trentatré risposte, basate sulle sue competenze di esploratore e le sue conoscenze di studioso.

Come raggiungere il silenzio non fa parte delle tre domande canoniche poste dall'autore di questo libro ma la risposta trentadue si occupa proprio di questo, e suona: immergersi nella natura, lasciare a casa ogni dispositivo elettronico... E studiare bene la risposta trentatré: una pagina vuota, nel suo silenzioso biancore..




da una rilettura di F. Rigotti






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24 ottobre 2019

COROLLARIO

Nel 1952, il compositore John Cage presentò la sua partitura 4.33. Si accomodo' al pianoforte per quattro minuti e trentatré secondi, senza suonare nulla. Il pubblico non deveva fare altro che ascoltare, ascoltare la “musica"? che viene creata dai rumori interni alla sala da concerto, bisbigli, colpi di tosse, scricchiolii vari, ed anche da quelli che provengono dall'esterno. Cage dimostro' così che il silenzio assoluto non esiste (nemmeno in una stanza anecoica, e cioè totalmente insonorizzata, perché anche lì uno sente almeno il proprio battito cardiaco). Il silenzio sarebbe da intendersi dunque semplicemente come un rumore di sottofondo. Durante il primo movimento della leggendaria prima esecuzione assoluta di 4'33" si sentiva il vento che spirava, nel secondo la pioggia, e nel terzo il pubblico che parlottava o si alzava indignato per andarsene. Nessuno, o quasi, colse il significato allora. Eppure, con 4.33 Cage rivoluziono' il concetto di ascolto musicale,  rovesciando le cose, cambio' radicalmente l'atteggiamento nei confronti del sonoro, invitando ad ascoltare il mondo. 




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23 ottobre 2019

PROVOCAZIONE





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10 ottobre 2019

IMPRESSIONISMO


Due date per ricordare un movimento effimero che non supero' i vent'anni che vanno dal Salon des Refuses, 1863, a la morte di Manet nel 1883.

E' la pittura dell'attimo fuggente ed e' la mia preferita. 


1863   Pissarro ha 33 anni, Manet ne ha 31, Degas 29, Cezanne e Sisley ne hanno 24, Monet  ne ha 23, Renoir, Bazille, Guillamin, Berthe Morisot ne hanno 22 e Gauguin e' quindicenne 

Napoleone III per accogliere le opere degli artisti rifiutate dall'Accademia di Belle Arti di Parigi organizza il Salon des Refuses. In questa occasione la Colazione sull'erba di Manet suscita scandalo.

Ingres dipinge Il bagno turco.

Costruzione della Gare du Nord a Parigi

Jules Verne pubblica Cinque settimane in pallone

Renan la Vita di Gesu'

Viene rappresentata Les Troyens di Hector Berlioz 

Il barone Haussmann intraprende i lavori di costruzione delle grandi arterie parigine

Manet sposa Suzanne Lenhoff con la quale conviveva da dieci anni

Muore Delacroix

Lincoln abolisce la schiavitu' negli Stati Uniti

A Ginevra sedici nazioni danno vita alla Croce Rossa Internazionale

Viene fondato il Politecnico di Milano


1883    Degas presenta Dopo il bagno

Sisley Sentiero a Louveciennes

Gauguin lascia la borsa per dedicarsi alla pittura

Monet si stabilisce a Giverny

Aprono il ponte di Brooklyn di Roebling e il Ponte di Garabit di Eiffel 

Huysmans pubblica L'Arte moderna

Nietzsche Cosi' parlo' Zarathustra

Collodi Pinocchio. Storia di un burattino

Stevenson L'isola del tesoro

Muoiono Manet, Karl Marx e Richard Wagner




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