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Non voglio parlare di me, ma seguire il secolo, il rumore e l’evolversi del tempo
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30 agosto 2008

ROSSO

Rosso è l’eros. Rosso il cuore, rosso l’inferno. Passione e peccato sono avvolti nella stessa fiamma: rossa. Umanità fiammifera, rapidamente combustibile, per errore o per amore. Il rosso è il colore che ci percorre e ci soccorre. A Parigi, fino al 1° novembre 2009, distribuita in dodici sale, la calorosa monocromia di una mostra composta di oltre quattrocento oggetti, tra moda, pubblicità, giocattoli, arti decorative, gioielli: il rosso attraverso i secoli, nelle sue varianti e nella sua forza evocativa, carica ogni volta di potenti simbologie. Nello spettro dei colori  il rosso è percepito più rapidamente dai bambini, diventando subito per loro qualcosa di primario: gli si associa il sangue, il pericolo, il proibito, il male, l’amore. Il viaggio dentro il rosso non è solo una bella pennellata sugli occhi ma un bagno del corpo, l’immersione dentro psicologie, emozioni, linguaggio. In origine dire colore rosso sarebbe stato un pleonasmo: il latino coloratus (da cui Colorado) indicava il colore per eccellenza, il primo di tutti, il rosso. Rosso è anche il nocciolo etimologico del russo krasnoï, che significa bello: a Mosca, la Piazza Rossa è la Piazza Bella. Pure le emozioni più forti son tinte di rosso: rosso di rabbia, d’ira, divergogna, di piacere...
Ma non esiste un solo rosso. Il rosso è magenta, porpora, pivonio, carminio,cardinale, scarlatto, lacca, cremisi,ciliegia, ruggine, vermiglio, terracotta, bordeaux, borgogna, corallo (scaturito,secondo il mito, dal sangue della Medusa decapitata da Teseo). La mostra parigina illustra l’intero spettro simbolico del colore superstar: il potere (le uniformi civili o religiose), la politica (manifesti, bandiere, Ottobre rosso, maggio francese, libretto di Mao), inferno e redenzione (le fiamme sataniche e il sangue del Cristo), la favola (Cappuccetto Rosso, Babbo Natale, che s’impone negli anni Trenta con l’abito orlato di bianco grazie a una pubblicità dellaCoca-Cola). Ignorando curiosamente riferimenti cinematografici dalle stregate Scarpette rosse di Powell Pressburger a Tre colori: Rosso di Kieslowski a Desertorosso di Antonioni.
Numerose le scoperte inattese. La Croce Rossa è divenuta tale solo dopo la battaglia di Solferino (1859), mentre i pompieri inglesi son rossi soltanto dalla fine dell’Ottocento. È nel 1295 che il Papa, da bianco, diventa porpora, con i Cardinali che restano scarlatti: gerarchia ecclesiastica anche nei colori. Fino all’Ottocento, la sposa era rosso vestita, per sottolineare l’eccezionalità della giornata. Prima della Rivoluzione Francese, il rosso porpora era riservato ai nobili. In passato fino all’Ottocento il rosso di sotto, cioè nell'intimo, ha ereditato una cattiva reputazione, nata nell’obbligo alle prostitute per annunciare a prima vista il loro statuto, d’indossare abiti con almeno un lembo rosso. Il rosso è da sempre una lampadina del sesso.
La mostra si chiude con un bacio: d’una bocca ovviamente vermiglia da femme fatale del più voluttuoso cliché hollywoodiano anni Cinquanta. Sono le labbra di Mae West, divenute il morbido divano firmato Dalì nel suo Museo a Girona, poi trasformate dal design nel multiplo Mae West Sofà. Bacio gigante, avvolgente, totale.
Ma ecco ciò che prosaicamente di rosso amo di più:




permalink | inviato da ioJulia il 30/8/2008 alle 13:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

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