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9 maggio 2010
L' IMPORTANZA DELL' OBLIO
In un suo famoso racconto Borges evoca la figura di un uomo che non dimentica nulla, Funes el memorioso; ricorda tutto del passato e la sua memoria prodigiosa si perde in un'infinità di dettagli.
Nel mondo di Funes esistono solo particolari mentre come ci ha insegnato Proust l'oblio è la virtù che ci permette di innalzarci al di sopra dei particolari per cogliere il senso generale delle cose.
L' eccesso d'informazioni va a scapito della nostra capacità di agire nel presente in modo libero e non gravato da pesi eccessivi. L'arrivo delle tecnologie digitali ha infatti cambiato tutto, possiamo duplicare all'infinito ogni genere d'informazioni (testi, immagini, suoni..) a costo zero e senza che le copie perdano di qualità; inoltre possiamo condividere con altri le informazioni. Oggi grazie a Internet sembra essersi rovesciato il rapporto tra memoria e dimenticanza. Mentre un tempo era costoso e difficile ricordare ora appare al contrario molto oneroso l'oblio. Fa fede la storia di Tracy Snyder aspirante insegnante venticinquenne la cui foto dal titolo pirata ubriaco che la ritrae su MySpace col cappello da pirata in testa mentre beve da un bicchiere è stata la causa della sua interdizione all'insegnamento. L'amministrazione superzelante sostiene che c'è il rischio che i bambini della scuola possano vedere la loro insegnante che beve. Stacy cerca di toglierla dal web ma è già stata indicizzata dai motori di ricerca e archiviata dai web crawler. Fa ricorso contro la decisione e in tribunale perde.
Sino al 2000 Internet era uno strumento di accesso all'informazione ora è uno strumento per condividerla. Noi tutti contribuiamo senza accorgercene ad accrescere il sistema d'informazioni così che non siamo solo consumatori ma attraverso i blog, Facebook, MySpace e gli altri social network, dei produttori di informazioni che altri (aziende, singoli, poliziotti, sociologi, militari..) utilizzano per vari fini molteplici: campagne commerciali, marketing, spionaggio, gossip, saggi, libri, relazioni, pura curiosità. Siamo consumatori e produttori di una miriade di dati, anche i più intimi, di cui perdiamo il controllo. Come scrive Schönberger "una volta condivisa un'informazione, se ne perde il controllo". Ecco perché il problema dell'oblio diventa importante: il passato resta impresso come un tatuaggio sulla pelle digitale e cancellarlo costa denaro, e dolore. Il superamento del confine che separava vita privata da vita pubblica è stato eroso da molteplici fattori tra cui quello che Richard Sennet ha definito "tirannia della intimità" e porta a rendere pubblici aspetti personali proprio come ha fatto l'insegnante americana. L'indebolimento delle identità collettive obbliga gli individui a un faticoso e continuo processo di costruzione della propria identità in cui l'oblio attivo non sembra trovare spazio mentre l'ostensione di sé appare l'elemento prevalente.
Ricordare troppo è pericoloso perché ci espone alla condizione di vivere in un eterno presente.
Fonti Delete di Viktor Mayer Schönberger
Marco Belpolito
| inviato da ioJulia il 9/5/2010 alle 16:23 | |
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