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Non voglio parlare di me, ma seguire il secolo, il rumore e l’evolversi del tempo
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22 giugno 2014

CITTA' LETTERARIE

Non so se bisogna più amare la città o la letteratura per fondere entrambe in un unico pensiero, o se basta leggere casualmente un articolo sulle città più letterarie scoprendo, neanche a dirlo, che ai primi posti spiccano Londra, New York, Roma, Parigi...
Le città non sono solo luoghi, ma immani depositi di vita che la letteratura si incarica di descrivere, tramandare e rendere, quando è possibile,
immortali per poi finire col riflettere tensioni e desideri di chi le abita, sia pure sotto forma di personaggi romanzeschi.
Anche se non tutti hanno una città e un libro che la ricorda non credo si possa fare a meno di pensare a Londra senza Dickens, Parigi senza Balzac, Roma senza Moravia, Madrid senza Hemingway, la lista è lunghissima...
Qui ho scelto ciò che ho vissuto e più amato.

Varsavia
Di quando in quando passava sferragliando un tram dipinto di rosso; dai fili elettrici, in alto, si sprigionavano crepitanti scintille azzurre; gli alti palazzi dagli ampi portoni, le vetrine sfarzosamente illuminate dei negozi, il poliziotto russo in piedi in mezzo alle due carreggiate, i Giardini Sassoni, i cui rami fronzuti sporgevano sopra l'alta cancellata. In mezzo al fitto fogliame trapelavano e svanivano piccole luci.
Isaac Bashevis Singer,  La famiglia Moskat


Istanbul
Tutto attorno c'è molto rumore, e cemento, dappertutto. Ma i cambiamenti di superficie non significano niente: a conoscerla davvero, questa è la Costantinopoli di sempre. Il suo fascino è intatto." Istanbul, Orhan Pamuk

Londra
Si accendevano le luci, e dal mattino Londra era incredibilmente cambiata. Era come se, dopo la fatica di tutto il giorno, la gran macchina avesse fabbricato col nostro aiuto qualche metro di qualcosa di molto eccitante e bello, un fiero tessuto splendente, dagli occhi rossi, un mostro abbronzato e ruggente dall'alito caldo.
Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé


Roma
La percorriamo in ogni senso con scrupolo; io mi familiarizzo con la topografia dell'antica e della nuova Roma, osservo rovine ed edifizi, esploro questa e quest'altra villa, lentamente mi accosto alle maggiori bellezze e non faccio che aprire gli occhi e guardare, che andare e venire, giacchè solo a Roma ci si può preparare a comprendere Roma.
Goethe, Viaggio in Italia

Parigi
In veste rosa e verde l'aurora, tremando, avanzava lenta sulla Senna deserta e cupamente Parigi, stropicciandosi gli occhi, imbracciava i suoi attrezzi,
vecchia laboriosa.
Charles Baudelaire, I fiori del male




permalink | inviato da ioJulia il 22/6/2014 alle 19:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

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