.
Annunci online

  ioJulia
 
Diario
 


Non voglio parlare di me, ma seguire il secolo, il rumore e l’evolversi del tempo
www.flickr.com

Julia's currently-reading book montage

le tonalita' emotive
Un incontro casuale: Le vite intrecciate di scrittori e artisti americani
Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo
Quando inizia la nostra storia: Le grandi svolte del passato che hanno disegnato il mondo in cui viviamo


Julia Dot's favorite books »
*Copyright: Alcune foto presenti su questo blog sono state scattate da me altre reperite in internet. Qualora qualcuno ritenesse violati i suoi diritti d'autore mi può contattare per chiederne la rimozione.


1 ottobre 2020

OTTOBRE

                                                         Gustave Caillebotte  - Autoritratto  -  1892

Se pensiamo agli impressionisti, pensiamo a Monet, Manet, Renoir, Degas, qualche volta Sisley o Pissarro. Ma accanto ai nomi principali, ci furono anche artisti che non sono finiti nell’immaginario collettivo e non perche' fossero figure meno suggestive dei loro colleghi più famosi. Uno di questi artisti solitamente dimenticati dal grande pubblico è Gustave Caillebotte. 

Eppure Caillebotte è stato uno degli impressionisti più moderni e innovativi, decisamente avanti rispetto ai tempi. Pochi altri, come Caillebotte, negli anni Settanta dell’Ottocento compresero l’importanza dell’aiuto che l’appena nata fotografia poteva apportare alla pittura. Ne risulta, dunque, che i dipinti di Caillebotte ci appaiono come vere istantanee della vita parigina di fine Ottocento.

Il suo talento era noto ai contemporanei come pero' la sua fama di garçon riche (“ragazzo ricco”) che faceva sì che molti lo considerassero poco più che un dilettante che poteva permettersi di oziare dipingendo. E proprio grazie alle sue ricchezze, Caillebotte si diede parecchio da fare per il gruppo dei pittori impressionisti, di cui egli fu parte integrante. Diventò insomma non soltanto uno dei maggiori pittori del gruppo, ma ne fu anche uno dei principali mecenati. Dopo la sua scomparsa prematura, i suoi esecutori testamentari fecero rispettare le sue volonta. Aveva infatti scritto nel suo testamento, già redatto nel 1876: “Io dono allo Stato i dipinti che possiedo; tuttavia, siccome voglio che questo dono sia accettato nella misura in cui le opere non finiscano in una soffitta o in un museo di provincia, ma finiscano prima al Luxembourg e poi al Louvre, è necessario che trascorra un po’ di tempo prima che questa clausola venga eseguita, e cioè fino al momento in cui il pubblico non dico che capirà queste opere, ma almeno le accetterà”. Caillebotte aveva previsto bene.


                                               




permalink | inviato da ioJulia il 1/10/2020 alle 21:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

sfoglia     settembre       
 

 rubriche

cittadina del mondo
Varsavia
ioleggo
ioascolto
haiku
iopenso
cose curiose
tempo
io e Dio
ioviaggio
ioguardo
calendario
persone
colori
Copenhagen
Bucarest
Istanbul
Doha
Brussel
Bangkok

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

ioJulialastfm musica

Blog letto 657401 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom