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  ioJulia
 
Diario
 


Non voglio parlare di me, ma seguire il secolo, il rumore e l’evolversi del tempo
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*Copyright: Alcune foto presenti su questo blog sono state scattate da me altre reperite in internet. Qualora qualcuno ritenesse violati i suoi diritti d'autore mi può contattare per chiederne la rimozione.


13 marzo 2008

MEN AT WORK

Lavavetri al lavoro sulle finestre di un palazzo

"Zlote Tarasy"  -  Varsavia  -  10 marzo 2008 (by Julia) 


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4 marzo 2008

SUNSET

Sunset è la mia gerbera. Ha lo stesso colore del tramonto, da qui il suo nome. I suoi fiori cominciano a perdere tono.. altri stanno nascendo. L'ho raccolta così.. mentre si specchia sulla superficie di vetro del tavolo.



"Sunset " - marzo 2008 - (
by Julia)



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24 febbraio 2008

VORREI

Vorrei che qualche volta  fossero solo le mie scarpe a portarmi in viaggio...

Due uomini camminano lungo una strada

Dorothea Lange - Toward Los Angeles - 1932


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21 febbraio 2008

CORVI IN CITTA'

Si sta in inverno
sugli alberi
come le foglie



Gruppo di corvi sui rami di un albero


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12 febbraio 2008

ATTICA - ARGOLIDE

Prima di partire per questo breve viaggio ho letto i primi due libri dell'opera di Pausania Periegesi della Grecia, una guida particolare scritta tra il 160 e il 177 d.C. che offre notizie sui luoghi della Grecia, sui monumenti, sulle tradizioni, sulla storia fusa tra mito e realtà. Sicuramente la Grecia che avrei voluto visitare era questa... La maggior parte delle opere architettoniche e d'arte descritte nel libro non ci sono più ma l'emozione di aver toccato con mano alcuni di questi luoghi è stata davvero grande e indimenticabile. Lascio la parola a Pausania:   

"....Per l’Acropoli vi è un solo ingresso; non ne ha un altro, perché è tutta scoscesa e ha un muro solido. I Propilei hanno un tetto di pietra bianca e per ornamento e per grandiosità ancora ai miei tempi eccelleva. Sulle effigi dei cavalieri non ho da parlare con esattezza, se sono i figli di Senofonte o diversamente, fatte con straordinaria bellezza. Alla destra dei Propilei c’è il tempio di Nike êpterow [senza le ali]. Da qui si può vedere il mare, e da questo punto dicono che Egeo si gettò giù e morì...
Per quanti entrano nel tempio che chiamano Partenone, per essi quante decorazioni stanno nei cosiddetti frontoni, tutte riguardano la nascita di Atena, nella parte posteriore c’è invece la contesa di Posidone contro Atena per la terra; la statua è fatta di avorio e di oro...
Vi è anche un edificio chiamato Eretteo: davanti all’ingresso vi è l’altare di Zeus Hypatos [Altissimo], dove non sacrificano nessun essere vivente, ma dopo avervi deposto focacce non usano neppure far uso di vino. Per chi entra dentro vi sono altari, di Posidone, sul quale fanno sacrifici anche per Eretteo secondo un oracolo.  Sulle pareti vi sono dipinti della stirpe dei Butadi e – l’edificio è infatti a due stanze – dentro vi è in un pozzo acqua di mare. Questo non è grande prodigio: infatti altri l’hanno anche quelli che abitano l’entroterra e pure i Cari di Afrodisia; ma questo pozzo, (è degno) di nota, produce l’eco delle onde quando soffia il vento da sud. Sulla roccia vi è il segno di un tridente: queste cose raccontano che Posidone mostrò come segni per la contesa della regione...
C’è poi una pietra non grande, ma quanto vi si possa sedere un uomo piccolo: su di essa raccontano che quando Dioniso venne nella regione riposò Sileno. Chiamano Sileni quelli dei Satiri più avanti in età; sui Satiri, chi siano, volendo saperne più di ogni altro, con molti sono venuto in discussione su di loro...."
   
   

 Teatro di Erode Attico                                              Eretteo

           

Particolare del portico dell'Eretteo                    Partenone

         

 Satiro del Tempio di Dioniso                                         Panorama di Tolo

  

Le foto postate sono state scattate da me (Fuji FinePix F31 fd digital)
Potete copiarle ma per favore riportate la fonte.
                  



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8 febbraio 2008

HAIKU

Medusa viola
in acque cristalline
ondeggia lieve
 
Julia


Medusa affiora dall'acqua di mare

Medusa Cassiopea - Tolo - Grecia - Settembre 2007  (photo by Julia)

 


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7 febbraio 2008

LO SGUARDO SULLA BELLEZZA. HERBERT LIST

Herbert List, un magico diario di viaggio per immagini.

Elegante, classica, fatta di gesti semplici. Così era vista la bellezza da Herbert List. Era austerità mai cupa. Era stupore che va oltre l’apparenza. Era composizione  ispirata dalle vedute di quella Roma che frequentò nei suoi viaggi, incontrando intellettuali, artisti e volti comuni di una generazione sopravvissuta alla seconda guerra mondiale. Le fotografie di Herbert List sono ai Musei Capitolini di Roma, per una retrospettiva che, pur non essendo esauriente, racconta lo stretto legame che ebbe con il nostro Paese. La mostra, dal titolo Lo sguardo sulla bellezza. Roma, l’Italia e l’Europa nelle fotografie di Herbert List, raduna alcune immagini note accanto ad altre inedite scattate tra gli anni Trenta e Cinquanta. Andava all’anima della gente. Che osservava con uno sguardo tanto sensibile da aver influenzato generazioni di fotografi dopo di lui.
List era nato ad Amburgo nel 1903 da una ricca famiglia di mercanti. Aveva iniziato a far foto già negli anni Venti, ma il suo hobby si trasformò in professione solo dopo aver lasciato la Germania nel 1936. Sostò in Grecia tra il 1937 e il 1939, dedicandosi alla natura, ai templi, alla storia. Ma fu l’Italia che per oltre dieci anni lo accolse e lo affascinò. La sua formazione artistica fu profondamente segnata dall’incontro con le avanguardie europee, dal Surrealismo al Bauhaus, dalle visioni di De Chirico alle nature morte di Morandi. Negli anni Cinquanta entrò alla Magnum Photos. Scomparve nel 1975. Perlustrò il sud dell’Europa alla ricerca di un fascino che non fosse effimero, soffermandosi sulle rovine antiche, su scene quotidiane, a volte grottesche, ma sempre intrise di magia.

LA MOSTRA
«Lo sguardo sulla bellezza. Herbert List», Roma, Musei Capitolini, fino al 17 febbraio.

Due carabinieri camminano all'interno del colonnato di san Pietro a Roma                                Edicola e venditore di giornali
Bernini Collonades, Rome, 1950                     Newspaper Seller at Galleria, Naples, 1960



Scalinata che porta ad una chiesa                                           Pittore dpinge dei resti archeologici seduto sotto ad un ombrello
Stairway to Heaven, Rome, 1950                    The Joys of Old Age, Agrigent, 1952
                                               
                                                                              


foto by:  Faheykleingallery
fonti: IlGiornale


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27 gennaio 2008

Czestochowa - Cracovia - Oswiecim

A neanche quattro ore di macchina da Varsavia c'è Cracovia, la città polacca  più ricca di storia di qualsiasi altra essendo stata capitale del regno per cinquecento anni. Prima di raggiungerla, a circa metà strada, ho visitato un luogo che non conoscevo, sebbene sia ogni anno meta di pellegrinaggio per oltre quattro milioni di fedeli provenienti da tutto il mondo. E' il santuario di Jasna Gòra dove è conservata dal 1382 l'icona della Madonna di Czestochowa, così unica perchè la leggenda vuole  sia stata dipinta da san Luca che, essendo contemporaneo alla Madonna riuscì a dipingerne il vero volto. Volto che oltre ad essere di carnagione scura presenta due sfregi dovuti a colpi d'ascia inferti durante l'invasione di popoli barbari. Particolarità questa che la rende ancora più speciale.
Ciò che porto nel cuore di Cracovia è la chiesa di Santa Maria e l'Hejnal o  la "chiamata a raccolta" che viene eseguita ogni ora dalla torre più alta della chiesa stessa; la visita al Collegium Maius che insieme all'Università Jagellonica, fondata nel 1364, sono gli edifici universitari  tra i più antichi d'Europa e la visione della " Dama con l'ermellino" di Leonardo al museo Czartorysky.
A sessanta chilometri da Cracovia ecco Oswiecim, più tristemente conosciuto con il nome tedesco di Auschwitz, e Birkenau, detto anche Auschwitz II. Contrariamente a quello che si vede nei films o si crede fu Birkenau il campo di sterminio dove confluì la maggior parte dei prigionieri e nel quale persero la vita circa un milione di persone; Auschwitz era più che altro il centro amministrativo del complesso. Qui furono uccise circa 70.000 persone, per lo più intellettuali polacchi e prigionieri di guerra sovietici. Ho visitato entrambi, ogni luogo e locale e i sentimenti che ho provato non riesco a descriverli qui.
                                                                    
                                           
   Madonna di Czestochowa                                                      Chiesa di Santa Maria

                    
Chiostro del Collegium Maius                                         Interno del Collegium Maius

                 
Entrata del campo di Auschwitz                                     Birkenau



Le foto postate sono state scattate da me (Fuji FinePix F31 fd digital)
Potete copiarle ma per favore riportate la fonte




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26 gennaio 2008

PARCO LAZIENKY

Il parco Lazienky è il mio preferito... è, senza dubbio, il più bello e il più vasto di Varsavia, straordinariamente vario nei suoi aspetti paesaggistici e ricco di edifici di  valore artistico. Il castello di Ujazdow, voluto nel 1624 dal re Sigismondo III Waza, nello stile delle ville fortificate italiane. Il giardino botanico dell'Università, fondato nel 1819. Il palazzo Belweder, costruito a forma di villa italiana, inglobato nel parco dal re Stanislao Augusto Poniatowski nel 1767. Presso il laghetto, vi è il Tempio di Diana, piccolo edificio classico in legno e dove il lago finisce, il gemello Tempio Egizio, dello stesso autore e dello stesso periodo del primo. Il bellissimo Palac na Wodzie (Palazzo sull'acqua), l'edificio più importante del parco e uno dei più belli di Varsavia. Fu costruito nel 1683-90 come bagno (Lazienki significa bagno) per l'allora proprietario principe Stanislaw Herakliusz Lubomirski. Dopo la ricostruzione postbellica il palazzo è sezione del Museo Nazionale di pittura e sculture barocche.
E' abitato da una colonia di pavoni, da numerose colonie di uccelli acquatici e da numerosissimi e dolcissimi scoiattoli rossi...




La mia mano e una infinita sensazione di tenerezza


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24 gennaio 2008

POWER FLOWER

Bernie Boston, conosciuto per la foto "Flower Power" simbolo dell’opposizione alla guerra in Vietnam, è morto all'età di 74 anni a Bayse in Virginia. La sua fotografia più famosa, scattata il 22 ottobre del 1967, durante una manifestazione pacifista a Washington, in piena guerra contro il Vietnam, immortala un giovane che introduce dei fiori nelle canne di fucile dei soldati.
Lo scatto "Flower Power" rese celebre Bernie Boston che dopo aver lavorato per anni presso il "Los Angeles Times", "The Washington Star" e il "Dayton Daily News" si ritirò nel 1994 in Virginia. Il suo decesso è stato annunciato dall'Associazione dei fotoreporter della Casa Bianca che ha a lungo presieduto.




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21 gennaio 2008

SE...

   Se fossi in Italia non mi perderei la mostra "Ritratti" di Gisele Freund apprezzata ritrattista di origine tedesca e nazionalizzata francese che iniziò la sua carriera nei primi anni Trenta, alla quale ora la Galleria Carla Sozzani di Milano dedica una retrospettiva che celebra i noti ritratti di scrittori, intellettuali ed artisti scattati da Gisèle Freund a partire dalla fine degli anni ’30 e il centenario della nascita di questa artista che è considerata una delle pioniere del fotogiornalismo al femminile.
James Joyce è accomodato su una poltrona di pelle nera. A ridosso di un muro di libri. Colto in un momento privato, come è nello stile dell'autrice di questo scatto storico. C'è la Peron che firma documenti con una lunga piuma chiara sul cappello. E poi Walter Benjamin o Virginia Woolf, Henri Matisse o Simone de Beauvoir, Marguerite Duras o André Gide, Frida Kahlo o Tristan Tzara. L'esposizione copre un lasso temporale di oltre mezzo secolo, spiegando attraverso le immagini tutto il percorso professionale di questa fotografa dallo spirito avventuroso e dallo sguardo sentimentale sul mondo e sulle cose. Obiettivo sensibile e acuto, il suo, che venne influenzato dalle frequentazioni, dai molti incontri a ogni livello culturale, dai numerosi luoghi nei quali visse e viaggiò.
Nata a Berlino nel 1908 da una famiglia ebrea alto-borghese, fu sempre attratta dalla letteratura. Durante la guerra fu esule in Argentina, dove si dedicò al reportage. Visitò e fotografò la Patagonia, poi il Cile, il Perù, la Bolivia, il Brasile, l’Ecuador e il Messico. Furono numerose le sue mostre in tutta l’Europa.  Così scrisse la Freund a proposito della sua voluminosa e importante produzione fotografica: «Non ho mai preteso di fare un'opera d'arte né di inventare nuovi linguaggi, ma ho voluto rendere visibile quel che mi stava a cuore: l'essere umano, le sue gioie, le sue pene, le sue speranze, le sue angosce con un linguaggio accessibile a tutti».


          
Frida Kalo                                                             James Joyce

                
 Simone de Beauvoir                 Evita Peron


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18 gennaio 2008

HAWAII

Il 18 gennaio 1778, il capitano James Cook della marina inglese fu il primo europeo a raggiungere queste isole.Cook le nominò isole Sandwich in onore del suo protettore Lord Sandwich, nome che
oggigiorno è considerato coloniale ed antiquato.



Chinaman's hat  - Hoau -  Hawaii








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12 gennaio 2008

VIAGGIO NELL'ARTE ITALIANA

Lo scorso dicembre ho visitato la mostra "Viaggio nell'arte italiana 1950 - 1980" qui a Varsavia. Un centinaio di opere provenienti dalla collezione privata della Farnesina. Non mi ha entusiasmata più di tanto. Riporto qui quello che ho apprezzato.


                                 
U. Bartolini - Tramonto sul lago                                               O. Galliani - Grande disegno siamese
                                    

                         
G. Gallo - Senza titolo                                                                        A. Pomodoro - Il mondo

 


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