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Brussel
 


Non voglio parlare di me, ma seguire il secolo, il rumore e l’evolversi del tempo
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*Copyright: Alcune foto presenti su questo blog sono state scattate da me altre reperite in internet. Qualora qualcuno ritenesse violati i suoi diritti d'autore mi può contattare per chiederne la rimozione.


24 aprile 2014

UNA PAROLA

           

Una parola, una frase : emerge dai segni
vita che ha forma, senso improvviso,
si ferma il sole, tacciono le sfere
e tutto intorno ad essa si concentra.

Una parola – una luce, un volo, un fuoco,
getto di fiamme, parabola di stelle -
e poi di nuovo il buio, senza fine,
nel vuoto spazio intorno al mondo e all’io.

Gottfried  Benn




permalink | inviato da ioJulia il 24/4/2014 alle 20:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


17 febbraio 2014

CITTA'

  Ci sono città che sono soltanto città, un posto per fermarsi a dormire. Ci sono città fondate sull´occasione e sulla necessità, che sono abitate ma non fanno sognare i bambini.
Ci sono città immense, grandi, alte, vagabonde ed estenuanti. Salgono verso il cielo senza impressionare i bambini.
Ci sono città semplici e modeste, città povere coperte di sabbia e di stanchezza. Vivono nei romanzi dell´America latina e diventano personaggi.
Ci sono città che si danno come donne disassuefatte dall´amore, città che spalancano porte e finestre perché il vento spazzi via la polvere.
Ci sono città con pareti senza crepe, luoghi dove il tempo ha messo ordine nelle pietre e nei cuori.
Ci sono città segrete che si slacciano le vesti con delicatezza; dalle terrazze fiorite offrono tesori da contemplare a chi si ferma, sorpreso, affascinato e a volte rapito da tanta bellezza, una bellezza radicata nelle profondità della storia, nelle epoche più remote, nelle radici dei valori.


Tahar Ben Jelloun

Molto spesso potrei definire questa città irritante..


 
 


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permalink | inviato da ioJulia il 17/2/2014 alle 10:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


1 gennaio 2014

GENNAIO

 

 «Dimmi, enigmatico uomo, chi ami di più? tuo padre, tua madre, tua sorella o tuo fratello?

- Non ho né padre, né madre, né sorella, né fratello.

- I tuoi amici?

- Usate una parola il cui senso mi è rimasto fino ad oggi sconosciuto.

- La patria?

- Non so sotto quale latitudine si trovi.

- La bellezza?

- L'amerei volentieri, ma dea e immortale.
- L'oro?

- Lo odio come voi odiate Dio.

- Ma allora che cosa ami, meraviglioso straniero?

- Amo le nuvole... Le nuvole che passano... laggiù... Le meravigliose nuvole!»

Charles Baudelaire – Lo Spleen di Parigi

 

Artinvest2000: Renè Magritte "Empire of Light (L'impero della luce) 1953-1954. Olio su tela, Peggy Guggenheim Collection.

                                                     L'impero delle luci  -  Renè Magritte

 

Nuvole… Esisto senza che io lo sappia e morirò senza che io lo voglia. Sono l'intervallo fra ciò che sono e ciò che non sono, fra quanto sogno di essere e quanto la vita mi ha fatto essere, la media astratta e carnale fra cose che non sono niente più il niente di me stesso.
Nuvole… Che inquietudine se sento, che disagio se penso, che inutilità se voglio!
Nuvole… Continuano a passare, alcune così enormi che paiono occupare il cielo intero; altre di incerte dimensioni, come se fossero due che si sono accoppiate o una sola che si sta rompendo in due, a casaccio, nell'aria alta contro il cielo stanco; altre ancora piccole, simili a giocattoli di forme poderose, palle irregolari di un gioco assurdo, da parte, in un grande isolamento fredde.
Nuvole… Mi interrogo e mi disconosco. Non ho mai fatto niente di utile né faro niente di giustificabile. Quella parte della mia vita che non ho dissipato a interpretare confusamente nessuna cosa, l'ho spesa a dedicare versi prosastici alle intrasmissibili sensazioni con le quali rendo mio l'universo sconosciuto. Sono stanco di me oggettivamente e soggettivamente. Sono stanco di tutto e del tutto di tutto.
Nuvole… Esse sono tutto, crolli dell'altezza, uniche cose oggi reali fra la nulla terra e il cielo inesistente; brandelli indescrivibili del tedio che loro attribuisco: nebbia condensata in minacce incolori; fiocchi di cotone sporco di un ospedale senza pareti.
Nuvole… Sono come me un passaggio figurato tra cielo e terra, in balìa di un impulso invisibile, temporalesche o silenziose, che rallegrano per la bianchezza o rattristano per l'oscurità, finzioni dell'intervallo e del discammino, lontane dal rumore della terra, lontane dal silenzio del cielo.
Nuvole… Continuano a passare, continuano ancora a passare, passeranno sempre continuamente, in una sfilza discontinua di matasse opache, come il prolungamento diffuso di un falso cielo disfatto.

Nuvole  - Fernando Pessoa

 

 

 

 

 




permalink | inviato da ioJulia il 1/1/2014 alle 12:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


19 settembre 2013

PROFUMO

"Vorrei qualcosa che non avesse bisogno di espressione e forma qualcosa di veramente puro come un profumo." Con queste parole Gustave Flaubert rendeva omaggio all'aroma. Per Philippe Claudel i profumi sono la tastiera con cui suonare l'elegia dei ricordi perché come disse Nabokov "la memoria può richiamare in vita qualsiasi cosa tranne i profumi benché nulla faccia risorgere il passato come un profumo che gli sia stato associato".  Ma i profumo può essere per alcuni indispensabile... Incarcerato alla Bastiglia il giovane Voltaire oltre ai libri volle un flacone di profumo; Loti che faceva sognare le parigine con i suoi romanzi ambientati in oriente usava abiti orientali intrisi di uno strano profumo, una miscela di benzoino e Patchouli; Cocteau usava solo un profumo inventato dall'imperatrice Eugenia, l'Eau-miracle, un mix di citronella e oppio, la ricetta diventò con successo l'Eau de Chanel; Dorothy Parker ordinava a Londra un profumo alle tuberose, quello usato dagli imbalsamatori per mascherare  l'odore delle salme. Resta irraggiungibile però il gusto di T. E. Lawrence per l'odore del deserto: "E' il profumo migliore; non sa di nulla".

Io qui sento già il profumo dell'autunno che ti arriva in faccia portato da quell'aria tagliente come lo è la luce del sole ormai più basso all'orizzonte, così dorata e ipnotica che esalta le nuvole proprio identiche a quelle di Magritte

 

Da una recensione al libro "Profumi" di Philippe Claudel




permalink | inviato da ioJulia il 19/9/2013 alle 13:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


10 maggio 2013

BRUSSEL

Gare de Bruxelles Central  -  Brussel

 

Bruxelles liberty e déco, Horta e Magritte. Fumetti e cioccolato. Traffico caotico.




permalink | inviato da ioJulia il 10/5/2013 alle 19:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

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