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tempo
 


Non voglio parlare di me, ma seguire il secolo, il rumore e l’evolversi del tempo
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*Copyright: Alcune foto presenti su questo blog sono state scattate da me altre reperite in internet. Qualora qualcuno ritenesse violati i suoi diritti d'autore mi può contattare per chiederne la rimozione.


26 gennaio 2015

TEMPI

La domanda che si pone il sociologo Norbert Elias è come si possa misurare una cosa che non è percepita dagli organi di senso:"Chi ha mai visto un'ora?"
Innumerevoli sono le spiegazioni che filosofi e psicologi hanno trovato per risolvere il mistero del tempo. E'stato considerato come atto della mente, della ragione, della percezione, dell'intuizione, dei sensi, della memoria, della volontà, e di tutte le loro combinazioni e interferenze; ritenuto un senso che accompagna ogni contenuto mentale allo stesso modo del dolore e del piacere; dichiarato a priori, innato, intuitivo, empirico, meccanico.
La fisica sostiene che il tempo è un'illusione. Che cos'è allora il senso che di esso abbiamo? Secondo le neuroscienze cognitive che lo studiano come evento biologico del cervello, è prodotto da meccanismi nervosi emersi per selezione naturale in quanto necessario all'esistenza. Per la varietà dei suoi aspetti, il senso del tempo è complesso: si tratta di durate e intervalli, eventi reali, attese, immagini, suoni, pensieri, fantasie e stati d'animo, connessi alla memoria, all'affettività. La visualizzazione del funzionamento del cervello con immagini elettriche ha mostrato che il senso del tempo è collegato ad aree corticali pre-frontali, specie quella destra, alla parte inferiore dei lobi parietali, al cervelletto, alla parte anteriore della corteccia cingolata e all'insula d'entrambi gli emisferi, ai gangli della base. Queste aree sono collegate ai centri della memoria, all'ippocampo e al sistema limbico dell'affettività. Questi, a sua volta, è regolato prevalentemente dall'emisfero cerebrale destro, mentre la parte razionale del senso del tempo sarebbe regolata da quello sinistro. Queste aree, estese a gran parte del cervello, trasmettono ai meccanismi nervosi della coscienza il senso del tempo.
Il cervello non ha bisogno di vedere un'ora, perché è lui che la crea.

Dedico questo esile corollario sul tempo a Garbo


Fonte: A. Benini




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19 gennaio 2015

PENSIERO DEL GIORNO

“Stamme a sentì. Tu credi che il tempo passi? Non è vero. Il tempo è una convenzione. Se gli uomini non si fossero organizzati in questo mondo, tu come potresti trovarti ad un appuntamento? Se ognuno di noi vivesse senza impegni, senza affari, voglio dire una vita naturale, primitiva, tu dureresti. Dureresti senza saperlo. Dunque, il tempo sei tu.” 


Eduardo De Filippo, La grande magia


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23 aprile 2013

A MEMORIA

In italiano si dice "conoscere a memoria". In francese " connaître  par cœur". In inglese "to have by heart". La nostra lingua offre spazio solo ad un meccanismo puramente mentale.  Attrae la forma francese: ciò che conosciamo a memoria, senza uno strumento intermedio, la conosciamo "per mezzo del cuore" ossia l'amiamo. Come se il ricordare fosse amare.
L'inglese è ancora più preciso perchè letteralmente significa "avere nel cuore" vale a dire che ciò che ricordiamo lo conserviamo nel luogo stesso degli affetti.




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25 luglio 2011

PANCHINE

  La panchina è un oggetto strano. Probabilmente è entrato nella nostra civiltà attraverso i giardini, una versione elaborata e differente della panca, per molto tempo l'unico strumento di cui gli uomini disponevano per sedersi. Le sedie, almeno sino alla fine del Medioevo, erano infatti oggetti legati al potere e alla sacralità, riservate a re, imperatori e immagini sacre. Non è un caso che le sedie siano comparse solo nel XV secolo, in corrispondenza con il diffondersi dell'individualismo borghese. Le panche sono invece oggetti collettivi, ci sono panche nei giardini romani, ma è solo con la nuova architettura dei giardini, a partire dal XVI e XVII secolo, che le panchine appaiono là dove l'otium si sostituisce al negotium, e la cultura dell'attesa, della contemplazione ha la meglio sui traffici, i commerci egli scambi. La panchina è lo strumento migliore per coltivare la "vita solitaria", e tuttavia la panchina è anche un oggetto collettivo. La panchina consente la massima invisibilità. Seduti lì si diventa di colpo un elemento del paesaggio, come se questo arredo pubblico avesse la proprietà di fare scomparire. L'uomo o la donna sulla panchina è chiunque ma anche nessuno. L'attesa, poi, sembrerebbe lo scopo fondamentale della panchina: attesa di qualcuno o di qualcosa, sospensione temporale che è però anche uno stare nel tempo. Oggetto ambivalente, compare in tantissimi film e romanzi: Edward Norton, il protagonista della Venticinquesima ora di Spike Lee, siede su una panchina in compagnia del suo cane nel suo ultimo giorno di libertà, malinconico e depresso; Marcovaldo agogna la panchina nell'omonimo racconto di Italo Calvino, spazio di solitudine dentro la città, ma anche oggetto conteso da tante differenti persone. E ancora, Woody Allen aspetta l'alba in compagnia di Diane Keaton sotto il Queensborough Bridge in Manhattan. Su una panchina siedono i primi due personaggi che compaiono in Il Maestro e Margherita, poco prima che il Diavolo in persona faccia la sua terribile comparsa; e con una panchina si apre Bouvard e Pécuchet di Flaubert,  romanzo della "stupidità" moderna. Le panchine  sono dei luoghi contemporaneamente dentro il mondo e fuori dal mondo: ponti e porte, interstizi, pieghe spazio-temporali, spazi magici, luoghi di sospensione.
Questo è ciò che ho tratto da un pezzo sulla presentazione del libro di Sebaste
"Panchine. Come uscire dal mondo senza uscirne". Personalmente non considero la panchina un luogo di attesa, di solitudine.  Piuttosto un punto di osservazione o contemplazione del mondo..





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20 luglio 2011

PAROLE E AZIONI

La parola critica non viene quasi mai associata alla parola crisi, così in voga di questi tempi.. Entrambe vengono  dal greco kríno, distinguo, separo, giudico. In origine la crisi era la scelta, la decisione e la critica era l’arte o la scienza del giudicare. Dimenticare l’etimologia può risultare pericoloso. Con un maggiore esercizio di critica forse oggi non ci troveremmo in crisi.
L’errore più grave a livello critico è stato forse quello di dimenticare che a questo mondo tutto è legato, tutto si tiene in una rete di relazioni che devono tendere a un equilibrio, a un’economia complessa in cui entrano in gioco infiniti fattori e variabili.
Il primo di questi fattori è il tempo. Quanto la concezione occidentale del tempo condiziona il nostro modo di vedere il mondo, la vita degli uomini e degli esseri viventi..
A dominare la nostra vita attuale sul pianeta Terra è la freccia del tempo: si può procedere solo in una direzione che vede per esempio nella nascita un punto d’inizio positivo e nella morte un punto d’arrivo negativo; oppure nella povertà un punto di inizio negativo e nella ricchezza un punto di arrivo positivo. Tutto è diventato bipolare per noi: procediamo per opposizioni nette perché decidiamo di vedere del mondo soltanto il bianco e il nero, con la critica ridotta ormai a mero pregiudizio etico.  C'è però un modo alternativo di intendere il tempo: bisogna ritrovare il kairós, ritrovare cioè il tempo dell’occasione, del momento giusto, dell’opportunità che implica però che l’uomo riprenda possesso della sua capacità di giudizio e che assuma a punto di partenza di ogni sua azione il principio di responsabilità e il libero arbitrio.
Già nel 1971 si parlava di "pianeta malato", di un sistema capitalistico che dava ampi segni di cedimento, di un inquinamento che avrebbe reso il nostro mondo una discarica universale, si denunciavano le follie di una classe dirigente avida e senza scrupoli. Tanti hanno levato la loro voce, rimasta colpevolmente inascoltata. 
E' forse questo il momento di guardare con il giusto senso critico e un po’ di onestà intellettuale quelli che dovremo presto considerare, che ci piaccia o meno, gli "avanzi di un mondo di sogno", come diceva Walter Benjamin...

Da una rilettura di E. Coen
 




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15 dicembre 2010

GLI ANNI CHE VERRANNO

2011   Il 17 marzo a Torino si terrà la cerimonia inaugurale delle celebrazioni del 150° anniversario dell'unità d'Italia. Il 2011 è stato proclamato dall'Onu Anno internazionale della chimica. Dal 1° gennaio divieto di importazione di lampadine ad incandescenza e di produzione di buste di plastica non biodegradabili.
2012   Negli Usa si voterà per le elezioni presidenziali. Un quarto della popolazione terrestre (1,8 miliardi di persone) sarà connesso ad internet. Dal 27 luglio al 12 agosto Londra è sede delle olimpiadi estive.
2013   A maggio è prevista l'elezione del presidente della Repubblica italiana. In agosto parte la missione spaziale BepiColombo verso Mercurio. Da 10 aprile al 21 luglio a Napoli Forum universale delle culture.
2014   Conclusione prevista per il raddoppio del Canale di Panama. Dal 13 giugno al 13 luglio il Brasile ospita la ventesima edizione dei mondiali di calcio.
2015   Dal 1° maggio al 31 ottobre Milano ospiterà l'Expo universale 2015 dedicato al tema "Nutrire il pianeta". Termine per il raggiungimento degli obiettivi della Dichiarazione del Millennio.
2016   Dal 5 al 21 agosto a Rio de Janeiro in brasile si terrà la 31° edizione dei Giochi olimpici estivi. A partire da quest'anno regole più severe in Europa sui limiti degli inquinanti, con l'obiettivo di prevenire la contaminazione di acqua, aria e suolo.
2017   Secondo l'esperto di media Ross Dawson è questo l'anno che segna l'estinzione dei giornali cartacei negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Irlanda; per l'Italia la scadenza è fissata per il 2027. Il 1° gennaio è la data di inaugurazione prevista per il ponte sullo stretto di Messina.
2018   E' l'anno dei mondiali di calcio edizione 21. Il 50% degli italiani sarà raggiunto dalla fibra ottica.
2019   La capitale europea della cultura potrebbe essere non una città ma una macroarea: il nordest d'Italia si è candidato con Venezia per ospitare l'evento.  A partire dal 1° gennaio in Eurpoa gli edifici di nuova costruzione dovranno produrre da fonti rinnovabili  tanta energia quanta ne consumano.
2020   Il 2 marzo è prevista l'apertura della capsula del tempo di Yahoo. Roma candidata ad ospitare i giochi olimpici estivi.




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5 novembre 2010

ADESSO E MAI


 

           

Uno scontrino per la fila all'ufficio postale e l'infinita attesa si trasforma in una trincea vietnamita. Lo stesso scontrino ci fa riflettere sull'importanza del caso nella nostra esistenza. Si strappa il biglietto e "NEVER": il nostro turno non arriverà mai. Oppure "NOW": è il nostro turno, subito, senza attese e la vita può cambiare in un attimo tra prospettive funeste o colpi di fortuna.


Le immagini sono due serigrafie di  Leonardo Sonnoli




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19 aprile 2008

I DEMONI

 copertina del libro con figure di demoni  " Quando l'umanità sarà giunta alla vera felicità non esisterà più il tempo poichè non sarà più necessario"... E' una frase pronunciata da Kirillov, il personaggio del libro Demoni di Dostoevskij. Il passare del tempo non è forse il passare degli esseri e quindi il loro divenire.. Trasferirsi, trasformarsi, sia verso qualcosa di migliore che di peggiore significa forse che non siamo più o non siamo ancora ciò che dovremmo essere..

Rileggendo forse si dovrebbe evitare di immergersi in libri come questo specie durante il weekend.. inducono a pensieri inquietanti..




permalink | inviato da ioJulia il 19/4/2008 alle 12:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


16 febbraio 2008

IL TEMPO INNAMORATO

" Di quei crisantemi, che non vogliono cedere alla stagione, avrebbe detto che il tempo se ne era innamorato. Ci sono delle apparenze e delle creature che trattengono il tempo, lo ingannano, lo stregano, lo innamorano; per cui, a poco a poco, sono respinte dalla vita: tutte salve, senza ferite, senza segni, quasi fatte d'una sola stagione, finiscono col somigliare ai frutti finti o agli uccelli imbalsamati."

da "Il tempo innamorato"  Gianna Manzini


natura morta

"Natura morta" - Caravaggio



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4 febbraio 2008

L'USO DEL TEMPO

Fa' così, caro Lucilio: renditi veramente padrone di te e custodisci con ogni cura quel tempo che finora ti era portato via, o ti sfuggiva. Persuaditi che le cose stanno come io ti scrivo: alcune ore ci vengono sottratte da vane occupazioni, altre ci scappano quasi di mano; ma la perdita per noi più vergognosa è quella che avviene per nostra negligenza. Se badi bene, una gran parte della vita ci sfugge nel fare il male, la maggior parte nel non fare nulla, tutta quanta nel fare altro da quello che dovremmo. Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo e alla sua giornata, e che si renda conto com'egli muoia giorno per giorno? In questo c'inganniamo, nel vedere la morte avanti a noi, come un avvenimento futuro, mentre gran parte di essa è già alle nostre spalle. Ogni ora del nostro passato appartiene al dominio della morte. Dunque, caro Lucilio, fa' ciò che mi scrivi; fa' tesoro di tutto il tempo che hai. Sarai meno schiavo del domani, se ti sarai reso padrone dell'oggi. Mentre rinviamo i nostri impegni, la vita passa. Tutto, o Lucilio, dipende dagli altri; solo il tempo è nostro. Abbiamo avuto dalla natura il possesso di questo solo bene sommamente fuggevole, ma ce lo lasciamo togliere dal primo venuto. E l'uomo è tanto stolto che, quando acquista beni di nessun valore, e in ogni caso compensabili, accetta che gli vengano messi in conto; ma nessuno, che abbia cagionato perdita di tempo agli altri, pensa di essere debitore di qualcosa, mentre è questo l'unico bene che l'uomo non può restituire, neppure con tutta la sua buona volontà....

Epistulae morales ad Lucilium, I,1 - Lucio Anneo Seneca


L'immaggine rappresenta Salvador Dalì con i numeri e le lancette di un orologio disegnati  sul volto

foto by  Philippe Halsman  (Easyart)




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12 dicembre 2007

IL TEMPO SPECIALE

Ci sono due parole per identificare il tempo, chronos e kairos. Chronos si riferisce al tempo che scorre uguale in tutte le sue parti, in modo uniforme e costante, che leggiamo sui nostri orologi. Kairos significa un "tempo nel mezzo" che non si misura, che non possiamo e non dobbiamo misurare, è il tempo per... Il suo valore non è in relazione alla sua durata ma al come e al perchè viene vissuto. E' il tempo che ci è regalato, che possiamo e vogliamo regalare. E' un lasso di tempo nel quale ciò che accade è qualcosa di speciale.


Salvador Dalì - Galatea -




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