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  ioJulia
 
io e Dio
 


Non voglio parlare di me, ma seguire il secolo, il rumore e l’evolversi del tempo
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*Copyright: Alcune foto presenti su questo blog sono state scattate da me altre reperite in internet. Qualora qualcuno ritenesse violati i suoi diritti d'autore mi può contattare per chiederne la rimozione.


31 gennaio 2010

Peccatore dove stai andando.. SINNERMAN 2

Questo è il testo della versione traditional del brano spiritual Sinnerman. Fu inciso per la prima volta negli anni '50 dal gruppo folk The Weavers anche se risale ai primi del '900. Nina Simone lo imparò da bambina durante le serate trascorse ad ascoltare i sermoni della madre, ministro metodista, e fece poi la sua versione nel 1965.

Oh, sinner man, where you're gonna run to all on that day?

Oh, sinner man, where you're gonna run to?
Oh, sinner man, where you're gonna run to?
Oh, sinner man, where you're gonna run to all on that day?

Run to the moon, "Moon, won't you hide me?"
Run to the sea, "Sea, won't you hide me?"
Run to the sun, "Sun, won't you hide me all on that day?"

Lord said, "Sinner man, moon'll be a bleeding"
Lord said, "Sinner man, sea'll be a sinking"
Lord said, "Sinner man, sun'll be a freezing all on that day"

Oh, sinner man, where you're gonna run to?
Oh, sinner man, where you're gonna run to?
Oh, sinner man, where you're gonna run to all on that day?

Run to the Lord, "Lord, won't You hide me?"
Run to the Lord, "Lord, won't You hide me?"
Run, run, "Lord, won't You hide me all on that day?"

Lord said, "Sinner man, you should've been a praying"
Lord said, "Sinner man, should've been a praying"
Lord said, "Sinner man, should've been a praying all on that day".




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11 ottobre 2009

SAPIENZA

Pregai e mi fu elargita la prudenza;
implorai e venne in me lo spirito della sapienza.
La preferii a scettri e a troni,
stimai un nulla la ricchezza al suo confronto;
non la paragonai neppure a una gemma inestimabile,
perché tutto l’oro al suo confronto è un po’ di sabbia
e come fango sarà valutato di fronte ad essa l’argento.
L’amai più della salute e della bellezza,
preferii il suo possesso alla stessa luce,
perché non tramonta lo splendore che ne promana.
Insieme con essa mi sono venuti tutti i beni;
nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.

Sap 7,7-11
 




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3 maggio 2009

LO SGUARDO DEL POETA

Dove la terra fu inutilmente arata
e i campi fumano ancora, e le ombre
lontane chiamano inascoltate dai passanti
o dove qualcuno si fermò per un istante e poi scomparve,
linea rovente, rasoterra del tempo,
traccia, impronta di vita che comunque fu,
in qualunque ora e in qualunque modo,
li guardano, e lo chiamano orizzonte,
da cui nasce il tempo, il viaggio, l'avventura
oltre la siepe, il meridiano, il magico
confine dell'atlante.
Li, ascoltami, cadde lo sguardo,
ma non fu a caso, nulla accade per nulla,
fu la tua voce, la voce che sale dalle sponde abitate,
questo è il nostro unico margine,
confine e fuoco,
questa è la direzione dello sguardo.


Roberto Mussapi  da "Poesie di Dio"


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11 febbraio 2009

CONDIVIDERE

"Quando Gesù ci parla di suo Padre noi ci fidiamo delle sue parole.
Quando ci indica la sua casa gli volgiamo le spalle
ma quando ci confida di conoscere il dolore lo stiamo ad ascoltare
perchè quella è una conoscenza anche nostra."


Tratto dalla biografia di Emily Dickinson




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30 luglio 2008

L'INCUBO DEL TEOLOGO

  " L'eminente teologo dr. Taddeus sognò di morire e andare in paradiso. I suoi studi lo avevano preparato, e non ebbe alcuna difficoltà a trovare la strada. Bussò alla porta del paradiso e s'imbatté in uno scrutinio più attento di quanto si fosse aspettato. "Chiedo il permesso di entrare," disse, "perché sono stato un uomo giusto e ho dedicato la mia vita alla gloria di Dio." "Un uomo?" rispose il custode, "che cos'è? E come potrebbe una creatura buffa come te promuovere la gloria di Dio?" Il dr. Taddeus rimase sbalordito. "Non è possibile che non conosciate l'uomo. Dovete per forza sapere che l'uomo è l'opera più sublime del Creatore." "Quanto a ciò," disse il custode, "mi spiace ferire i vostri sentimenti, ma quello che voi dite mi giunge del tutto nuovo. Dubito che chiunque quassù abbia mai sentito parlare di questa cosa che voi chiamate "uomo". Comunque, dato che mi sembrate tanto sbalordito, vi concedo la possibilità di consultare il nostro bibliotecario."
Il bibliotecario, un essere globulare con mille occhi e una bocca, rivolse alcuni dei suoi sguardi verso il dr. Taddeus. "Che cos'è questo?" chiese al custode. "Questo," rispose il custode, "dice di essere un membro di una specie chiamata "uomo", che vive in un posto chiamato "Terra". Ha questa strana teoria secondo la quale il Creatore nutre un particolare interesse per questo posto e per questa specie. Ho pensato che forse ci avresti potuto aiutare a chiarire la faccenda." "Dunque," disse gentilmente il bibliotecario al teologo, "forse mi potrete dire dove si trova questo posto che chiamate Terra." "Oh sì," disse il teologo, "fa parte del Sistema Solare." "E che cos'è il Sistema solare?" chiese il bibliotecario. "Oh," disse il teologo piuttosto sconcertato, "io mi occupavo del Sapere Sacro, e la domanda che mi avete fatto appartiene al sapere profano. Comunque, ne ho imparato abbastanza dai miei amici astronomi per sapere che il Sistema Solare fa parte della Via Lattea." "E che cos'è la Via Lattea?" chiese il bibliotecario. "Oh, la Via Lattea è una delle Galassie, le quali, mi hanno detto, sono qualche centinaia di milioni." "Appunto, appunto," disse il bibliotecario, "non potete certo aspettarvi che me ne ricordi una fra tante. Ma mi ricordo di aver udito la parola "galassia" prima. Infatti, penso che ci sia uno dei nostri sotto-bibliotecari che sia specializzato in galassie. Andiamo a cercarlo per vedere se ci può aiutare."
Dopo non molto tempo, il sotto-bibliotecario galattico fece la sua comparsa. Aveva la forma di dodecaedro. Era evidente che la sua superficie un tempo era stata luminosa, ma la polvere degli scaffali l'aveva resa fine e opaca. Il bibliotecario gli spiegò che il dr. Taddeus, nel tentativo di illustrare le sue origini, aveva menzionato le galassie, e si sperava che si potesse ricavare qualche informazione dalla sua specifica sezione della biblioteca.
"Bene," disse il sotto-bibliotecario, "suppongo che avendo del tempo sarebbe possibile avere qualche informazione, ma dato che ci sono cento milioni di galassie, e ognuna di esse ha un suo volume, ce ne vuole parecchio per trovarne una precisa. Qual è quella che questa strana molecola desidera che io trovi?" "E' quella della galassia denominata Via Lattea", rispose esitante il dr. Taddeus. "Va bene," disse il sotto-bibliotecario, "se posso la troverò."
Dopo circa tre settimane tornò, spiegando che la straordinaria efficienza dell'archivio della sezione galattica della biblioteca gli aveva permesso di trovare la galassia sotto la collocazione numero QX 321.762. "Ci sono voluti tutti i nostri cinquemila impiegati della sezione galattica per trovarlo. Forse volete parlare con l'impiegato che si occupa specificamente della galassia in questione?" Mandò a cercare l'impiegato, che si presentò sotto forma di ottaedro, con un occhio in ogni faccia, e una bocca soltanto in una di esse.
Era stupito e stranito nel trovarsi in un luogo tanto luminoso, lontano dall'oscuro limbo dei suoi scaffali. Dopo essersi ricomposto, chiese, assai timidamente: "Cosa desiderate sapere sulla mia galassia?" Il dr. Taddeus disse: "Ciò che voglio è sapere qualcosa a proposito del Sistema Solare, un insieme di corpi celesti, che ruotano attorno a una stella chiamata 'Sole'." "Uhm," disse il bibliotecario della Via Lattea, è stato già abbastanza difficile trovare la galassia giusta, ma scovare proprio la stella giusta nella galassia è ancor più difficile. So che ci sono circa trecento miliardi di stelle nella galassia, ma neppure io sono a conoscenza di quello che potrebbe diversificare le une dalle altre. Credo, comunque, che una volta l'Amministrazione abbia ordinato di compilare una lista di tutti i trecento miliardi di stelle, e che deve essere ancora conservata nel sotterraneo. Se pensate che ne valga la pena, potrei incaricare del personale speciale dell'Altro Posto per cercare questa stella particolare."
Si convenne che, dato che la questione era stata sollevata, e che era evidente che la cosa facesse soffrire il dr. Taddeus, quella sarebbe stata la cosa migliore da fare.
Diversi anni dopo, un tetraedro molto stanco e provato si presentò al sotto-bibliotecario galattico. "Finalmente," disse, "ho trovato quella stella per la quale era stata fatta richiesta, ma non riesco proprio a immaginare perché abbia suscitato tanto interesse. E' molto simile a moltissime altre stelle di quella galassia. Possiede temperatura e dimensioni normali, ed è circondata da altri corpi celesti più piccoli chiamati pianeti. Dopo un'accurata indagine, ho scoperto soltanto che alcuni di questi pianeti hanno dei parassiti, e credo che quella cosa che ci ha fatto la richiesta sia uno di loro."
A questo punto il dr. Taddeus scoppiò in un disperato e appassionato lamento: "Perché, oh perché il Creatore ha nascosto a noi abitanti della Terra che non eravamo noi quelli che lo avevano spinto a creare i Cieli? Per tutta la vita mi sono messo al suo servizio, diligentemente, credendo che lui avrebbe notato i miei servigi, e mi avrebbe ricompensato con la Beatitudine Eterna. E ora, pare che Egli non sappia nemmeno che io sono esistito. Mi dite che sono un minuscolo microbo di un piccolissimo corpo celeste che ruota attorno a un membro insignificante di un insieme di trecento miliardi di stelle, e che quella stella non è che una dei milioni che compongono tale insieme. Non posso sopportarlo, e non posso più adorare il mio creatore." "Molto bene," disse il custode, "allora potete andare nell'Altro Posto."
A questo punto il teologo si svegliò ed esclamò: "Il potere che Satana ha sui nostri sogni è tremendo."

Nella raccolta "Fact and Fiction" (Londra - 1961) con il titolo "The Theologian's Nightmare"
Bertrand Russell




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27 aprile 2008

QUALCOSA O QUALCUNO

 Ammettiamo pure che le precise parole di Gesù non siano giunte sino a noi o addirittura che il personaggio Gesù non sia più recuperabile in senso storico.
E' esistito però Qualcosa o Qualcuno che per il tramite di oscuri individui ha operato quella rivoluzione. C'è stata una ispirazione. Una rivelazione, una illuminazione.
E se non vogliamo ammettere dobbiamo comunque dire che Qualcosa o Qualcuno ha comunicato a quegli oscuri individui una verità nuova. Rivoluzionaria. Che essi non potevano inventare. Di cui nessuno prima avava avuto nemmeno un sentore.
Quel Qualcosa quel qualcuno noi lo chiamiamo Gesù.
Gli riconosciamo un'esistenza, una voce, una personalità.
Gesù è la fonte di quella verità che ha rivoluzionato la fede. Che ha reso possibile la fede a tutti gli uomini, solo che siano capaci di sentire amore.


Questo brano è tratto dal "Diario" di Guido Morselli. Ammiro le pesone che riescono a guardarsi dentro e a comunicare agli altri pensieri su argomenti intimi e delicati come questo, delicatamente... Le parole si fanno strada lievi senza  la minima intenzione di attestare, convincere, confutare..




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10 febbraio 2008

FEDE

 " La fede è questo: il rispetto dell'incognito divino, l'amore di Dio nella coscienza della differenza tra Dio e l'Uomo, tra Dio e il mondo, l'affermazione del 'No' divino in Cristo, il fermarsi, turbati, davanti a Dio […]. La fede è la conversione, il radicale nuovo orientamento dell'uomo che sta nudo davanti a Dio, che per acquistare la perla di gran prezzo è diventato povero e che per amore di Cristo è pronto a perdere la sua anima […]. La fede non è mai compiuta, mai data, mai assicurata, è sempre e sempre di nuovo, dal punto di vista della psicologia, il salto nell'incerto, nell'oscuro, nel vuoto […]. Non vi è nessuna presupposizione umana (pedagogica, intellettuale, economica, psicologica, ecc..) che debba essere adempiuta come preliminare della fede […]. La fede è sempre l'inizio, la presupposizione, il fondamento. Si può credere come Galileo e come Greco, come fanciullo e come vegliardo, come uomo colto o come ignorante, come uomo semplice e complicato, si può credere nella tempesta e nella bonaccia, si può credere a tutti i gradini di tutte le immaginabili scale umane. L'energia della fede interseca trasversalmente tutte le differenze della religione, della morale, delle condotta e dell'esperienze della vita, della penetrazione spirituale e della posizione sociale. La fede è per tutti altrettanto facile e altrettanto difficile. "

                                                                                                        Karl Barth  -  Epistola ai Romani




Albrecht Dürer - Melencolia I

Foto by Citizenarcane


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28 gennaio 2008

DESIDERIO DI DIO

Per Henri de Lubac.."L'uomo è attratto da Dio, è desiderio di vedere Dio, è desiderio naturale del soprannaturale.
Questo desiderio non è una semplice velleità, ma non è neppure una esigenza; è il desiderio naturale ma inefficace di un dono, del " donum perfectum".
E' il paradosso dell'uomo come spirito finito di essere aperto sull'infinito: il suo desiderio di vedere Dio è un desiderio essenziale e naturale iscritto nel dinamismo della sua natura spirituale; è un desiderio assoluto e non platonico e condizionato. Ma è un desiderio essenzialmente umile che mette lo spirito nell'atteggiamento di attesa del dono divino."

(fonte: R. Gibellini  "La teologia del XX secolo") 





Rembrandt - Filosofo in meditazione -



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24 dicembre 2007

GESU' VISTO DA CHESTERTON

Ci sono dei pensieri che, messi insieme, creano l'impressione che il Cristianesimo è qualche cosa di fiacco e di morboso. Primo, per esempio, che Gesù fu, una creatura delicata, timida e fuori del mondo, un puro inefficace appello al mondo; secondo, che il Cristianesimo sorse e fiori nelle oscure età dell'ignoranza e che a questo la Chiesa vorrebbe ricondurci; terzo, che la gente ancora profondamente religiosa o (se volete) superstiziosa - come gl'irlandesi - è debole, arretrata e priva di spirito pratico. Prendo queste idee solo per arrivare alla stessa affermazione: cioè che, dopo averle esaminate spregiudicatamente, ho trovato non che le conclusioni erano antifilosofiche, ma che i fatti non erano veri. Invece di cercare libri e pitture sul Nuovo Testamento, ho aperto il Nuovo Testamento e vi ho trovato non già la storia di una persona con i capelli divisi sulla fronte o con le mani congiunte in atto di preghiera, bensì di un essere straordinario dalle labbra tuonanti e dai gesti bruschi e decisi, che rovesciava tavole, cacciava demonii, e passava col selvaggio mistero del vento dall'isolamento della montagna ad una specie di paurosa demagogia; un essere che spesso agiva come un dio irato - e sempre come un dio.
Cristo ha avuto anche uno stile letterario suo proprio che non trova riscontro, credo, in nessun altro, e che consiste nell'uso quasi furioso dell'a fortiori. I suoi «quanto più» si accavallano gli uni sugli altri come castelli sulle nubi. La letteratura su Cristo è stata, e forse saggiamente, dolce e remissiva. Ma la parola di Cristo è stranamente gigantesca: piena di cammelli che saltano attraverso le crune degli aghi e di montagne scaraventate nel mare. Anche moralmente è terrificante: Egli ha chiamato se stesso strumento di strage e ha detto agli uomini di comprare spade a costo di vendere il vestito. Che, poi, Egli abbia usato anche più forti parole nel senso della non-resistenza, non fa che rendere più fitto il mistero; se mai, aggiunge piuttosto altra violenza.
Né possiamo spiegarci ciò, chiamandolo un essere anormale: la pazzia generalmente segue una linea coerente; il maniaco è generalmente un monomaniaco. Qui dobbiamo richiamare la difficile definizione del Cristianesimo già data: il Cristianesimo è un paradosso sovrumano per cui due opposte passioni possono fiammeggiare accanto. La sola spiegazione del linguaggio del Vangelo che sia una spiegazione, è che esso è la vista di uno che da un'altezza soprannaturale scruta una più sorprendente sintesi.
La gioia, che fu la piccola appariscenza del pagano, è il gigantesco segreto del cristiano. Nel chiudere questo caotico volume, riapro lo strano libriccino da cui venne tutto il Cristianesimo; e di nuovo sono turbato da una specie di confermazione. La immensa figura che riempie i Vangeli s'innalza per questo rispetto, come per ogni altro, su tutti i pensa tori che si credettero grandi. Il Suo pathos fu naturale, quasi casuale. Gli storici antichi e moderni ebbero l'orgoglio di nascondere le loro lacrime. Egli non nascose mai le Sue lacrime. Egli le mostrò chiaramente sul Suo viso aperto.

 
Chesterton Gilbert Keith




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23 dicembre 2007

TI STO CERCANDO

La ricerca porta alla verità. Ma ormai è giunta l'ora di andare io a morire e voi invece a vivere. Ma chi di noi vada verso ciò che è meglio è oscuro a tutti tranne che a Dio. (Socrate)
 


Un amico mi ha risposto citando S.Agostino che "chi cerca Dio, l'ha già trovato"... voglio credere che sia così ma non smetterò di cercare un incontro ravvicinato che sciolga il freddo nodo dei dubbi e scaldi con il calore della fede.


La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità. (Incipit dell'enciclica "Fides et Ratio")


DICKINSON EMILY (1830-1886) Aneliti

La preghiera rimane

Gesù, non so trovare dove sia
La tua camera nel cielo,
E busso ad ogni porta.
Tu che nel Sud scateni i terremoti
Ed apri le voragini nel mare,
Dimmi, Cristo di Nazaret, Gesù,
Non hai, non hai una mano Tu per me?


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