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  ioJulia
 
Diario
 


Non voglio parlare di me, ma seguire il secolo, il rumore e l’evolversi del tempo
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*Copyright: Alcune foto presenti su questo blog sono state scattate da me altre reperite in internet. Qualora qualcuno ritenesse violati i suoi diritti d'autore mi può contattare per chiederne la rimozione.


30 gennaio 2008

GANDHI

    Il 30 gennaio del 1948  veniva assassinato Gandhi. Vorrei ricordarlo così: 

"Acquistiamo il diritto di criticare severamente una persona solo quando siamo riusciti a convincerla del nostro affetto e della lealtà del nostro giudizio, e quando siamo sicuri di non rimanere assolutamente irritati se il nostro giudizio non viene accettato o rispettato. In altre parole, per poter criticare, si dovrebbe avere un'amorevole capacità, una chiara intuizione e un'assoluta tolleranza."

"Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta è la tolleranza reciproca. La coscienza non è la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, I'imposizione di questa condotta a tutti sarebbe un'insopportaibile interferenza nella libertà di coscienza di ognuno"

"Le generazioni a venire, forse, a fatica crederanno che un individuo, come questo, in carne ed ossa camminò su questa terra." (Albert Einstein)


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28 gennaio 2008

MADELEINE PEYROUX

Madeleine Peyroux  - Don't wait too long -






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28 gennaio 2008

DESIDERIO DI DIO

Per Henri de Lubac.."L'uomo è attratto da Dio, è desiderio di vedere Dio, è desiderio naturale del soprannaturale.
Questo desiderio non è una semplice velleità, ma non è neppure una esigenza; è il desiderio naturale ma inefficace di un dono, del " donum perfectum".
E' il paradosso dell'uomo come spirito finito di essere aperto sull'infinito: il suo desiderio di vedere Dio è un desiderio essenziale e naturale iscritto nel dinamismo della sua natura spirituale; è un desiderio assoluto e non platonico e condizionato. Ma è un desiderio essenzialmente umile che mette lo spirito nell'atteggiamento di attesa del dono divino."

(fonte: R. Gibellini  "La teologia del XX secolo") 





Rembrandt - Filosofo in meditazione -



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27 gennaio 2008

Czestochowa - Cracovia - Oswiecim

A neanche quattro ore di macchina da Varsavia c'è Cracovia, la città polacca  più ricca di storia di qualsiasi altra essendo stata capitale del regno per cinquecento anni. Prima di raggiungerla, a circa metà strada, ho visitato un luogo che non conoscevo, sebbene sia ogni anno meta di pellegrinaggio per oltre quattro milioni di fedeli provenienti da tutto il mondo. E' il santuario di Jasna Gòra dove è conservata dal 1382 l'icona della Madonna di Czestochowa, così unica perchè la leggenda vuole  sia stata dipinta da san Luca che, essendo contemporaneo alla Madonna riuscì a dipingerne il vero volto. Volto che oltre ad essere di carnagione scura presenta due sfregi dovuti a colpi d'ascia inferti durante l'invasione di popoli barbari. Particolarità questa che la rende ancora più speciale.
Ciò che porto nel cuore di Cracovia è la chiesa di Santa Maria e l'Hejnal o  la "chiamata a raccolta" che viene eseguita ogni ora dalla torre più alta della chiesa stessa; la visita al Collegium Maius che insieme all'Università Jagellonica, fondata nel 1364, sono gli edifici universitari  tra i più antichi d'Europa e la visione della " Dama con l'ermellino" di Leonardo al museo Czartorysky.
A sessanta chilometri da Cracovia ecco Oswiecim, più tristemente conosciuto con il nome tedesco di Auschwitz, e Birkenau, detto anche Auschwitz II. Contrariamente a quello che si vede nei films o si crede fu Birkenau il campo di sterminio dove confluì la maggior parte dei prigionieri e nel quale persero la vita circa un milione di persone; Auschwitz era più che altro il centro amministrativo del complesso. Qui furono uccise circa 70.000 persone, per lo più intellettuali polacchi e prigionieri di guerra sovietici. Ho visitato entrambi, ogni luogo e locale e i sentimenti che ho provato non riesco a descriverli qui.
                                                                    
                                           
   Madonna di Czestochowa                                                      Chiesa di Santa Maria

                    
Chiostro del Collegium Maius                                         Interno del Collegium Maius

                 
Entrata del campo di Auschwitz                                     Birkenau



Le foto postate sono state scattate da me (Fuji FinePix F31 fd digital)
Potete copiarle ma per favore riportate la fonte




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27 gennaio 2008

CARMINA BURANA - O FORTUNA -

        " Non so scrivere in modo poetico: non sono un poeta. Non so distribuire le frasi con tanta arte da far loro gettare ombra e luce: non sono un pittore. Non so neppure esprimere i miei sentimenti e i miei pensieri con i gesti e con la pantomima: non sono un ballerino. Ma posso farlo con i suoni: sono un musicista "                                
Omaggio a Wolfgang Amadeus Mozart nel giorno della sua nascita (Salisburgo, 27 gennaio 1756).







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26 gennaio 2008

ALICIA KEYS featuring ARTURO SANDOVAL

 If I aint got you  -  spanish version






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26 gennaio 2008

PARCO LAZIENKY

Il parco Lazienky è il mio preferito... è, senza dubbio, il più bello e il più vasto di Varsavia, straordinariamente vario nei suoi aspetti paesaggistici e ricco di edifici di  valore artistico. Il castello di Ujazdow, voluto nel 1624 dal re Sigismondo III Waza, nello stile delle ville fortificate italiane. Il giardino botanico dell'Università, fondato nel 1819. Il palazzo Belweder, costruito a forma di villa italiana, inglobato nel parco dal re Stanislao Augusto Poniatowski nel 1767. Presso il laghetto, vi è il Tempio di Diana, piccolo edificio classico in legno e dove il lago finisce, il gemello Tempio Egizio, dello stesso autore e dello stesso periodo del primo. Il bellissimo Palac na Wodzie (Palazzo sull'acqua), l'edificio più importante del parco e uno dei più belli di Varsavia. Fu costruito nel 1683-90 come bagno (Lazienki significa bagno) per l'allora proprietario principe Stanislaw Herakliusz Lubomirski. Dopo la ricostruzione postbellica il palazzo è sezione del Museo Nazionale di pittura e sculture barocche.
E' abitato da una colonia di pavoni, da numerose colonie di uccelli acquatici e da numerosissimi e dolcissimi scoiattoli rossi...




La mia mano e una infinita sensazione di tenerezza


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25 gennaio 2008

IL COLLARE DELLA COLOMBA

 Leggendo il libro "Gli arabi in Italia - cultura, contatti, tradizioni" di Francesco Gabrieli mi sono imbattuta nel giovanile trattato sull'amore e gli amanti dell'arabo andaluso Ibn Hazm (994-1064) "Il collare della colomba".Importante opera della letteratura arabo-ispanica tradotta in varie lingue europee, appartenente a un genere letterario  che potrebbe definirsi dei Codici dell'Amore. Descrive l'amore, le circostanze in cui nasce, le vicissitudini che lo accompagnano e il comportamento che  suggerisce o impone agli amanti. L'argomento viene affrontato dal punto di vista filosofico, filosofia scolastica, e delle differenti cause che lo provocano.
Un brano in particolare ho trovato sublime...

"Son geloso di te, che non ti abbia a toccare il mio stesso sguardo;
mi do pensiero che non ti abbia a dissolvere il tocco della mia mano.
Per evitar ciò mi inibisco di incontrarti, e cerco di incontrarmi con te quando dormo.
Se dormo il mio spirito se ne sta con te solo, sottraendosi e nascondendosi alle membra del corpo.
L'unione dello spirito con te è cosa di mille doppi  più grata che non l'unione del corpo."




Gustav Klimt  -  L'abbraccio




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25 gennaio 2008

ADDIO DEL PASSATO

Lara Fabian - Addio Del Passato - La traviata - Giuseppe Verdi


 



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24 gennaio 2008

POWER FLOWER

Bernie Boston, conosciuto per la foto "Flower Power" simbolo dell’opposizione alla guerra in Vietnam, è morto all'età di 74 anni a Bayse in Virginia. La sua fotografia più famosa, scattata il 22 ottobre del 1967, durante una manifestazione pacifista a Washington, in piena guerra contro il Vietnam, immortala un giovane che introduce dei fiori nelle canne di fucile dei soldati.
Lo scatto "Flower Power" rese celebre Bernie Boston che dopo aver lavorato per anni presso il "Los Angeles Times", "The Washington Star" e il "Dayton Daily News" si ritirò nel 1994 in Virginia. Il suo decesso è stato annunciato dall'Associazione dei fotoreporter della Casa Bianca che ha a lungo presieduto.




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22 gennaio 2008

IL LIBRO

Una passione da quando ero piccola, importante da non poterne fare a meno, un formicolio alle dita davanti agli scaffali delle librerie, letture diverse per ogni momento della giornata, acquistare sempre, dovunque e comunque... Potrei fare mie queste affermazioni: "Non esiste vascello che come un libro ci sa portare in terre lontane. Né corsiero come una pagina di scalpitante poesia. È un viaggio che anche il più povero può fare senza il tormento del pedaggio. Quanto è frugale la carrozza che trasporta l'anima dell'Uomo. (Emily Dickinson)"
"Non riesco a saziarmi di libri. E sì che ne posseggo un numero superiore al necessario; ma succede anche coi libri come con le altre cose: la fortuna nel cercarli è sprone a una maggiore avidità di possederne. L'oro, l'argento, i gioielli recano con sé un godimento inerte e superficiale; i libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di famigliarità attiva e penetrante. (Francesco Petrarca)"  
Ho letto da qualche parte che un libro è un contenitore di tutti e tre i tipi di conoscenza: quella esplicita è nel contenuto, in ciò che dice; quella incorporata è nello stile di scrittura; quella tacita è in tutto ciò che non è stato scritto, ovvero nel lavoro di preparazione che solo l'autore del testo potrebbe cercare di raccontare, nelle scelte fatte e nella capacità stessa di averlo scritto.
George Steiner ha detto:
"Oggi soltanto i professionisti – epigrafisti, bibliografi, filologi – correggono ciò che leggono. Vale a dire coloro che incontrano il testo come una presenza viva, che ha bisogno della collaborazione del lettore per mantenere intatta la sua vitalità, la sua vivacità e luminosità. [...] E chi, fra noi, si prende la briga di trascrivere per piacere personale e per impararle a memoria le pagine che lo hanno interpellato più direttamente, che lo hanno «letto» con maggiore accuratezza?"
Bene io lo faccio quasi sempre, ci vuole tempo e pazienza ma quando non ricordo qualcosa o semplicemente voglio rileggere un passo a me caro lo trovo subito... in quanto ad impararlo a memoria.... non ci ho mai provato!
In un passo di Umano, troppo umano di Nietzsche, tratto dal Il libro diventato quasi un uomo, ho letto:
È cosa che non finisce mai di sorprendere uno scrittore il fatto che il libro, non appena si sia staccato da lui, continui a vivere una vita per conto proprio; per lui è come se la parte distaccata di un insetto proseguisse il suo cammino. Forse egli lo dimentica quasi del tutto, forse si eleva al di sopra delle idee espresse nel libro, forse anche non lo capisce più e ha perduto le ali con le quali volava allora quando concepì quel libro: intanto quello si cerca i suoi lettori, infiamma esistenze e allieta, spaventa, genera nuove opere, diviene l’anima di proponimenti e di azioni, insomma: vive come un essere dotato di spirito e anima e tuttavia non è un uomo. La sorte più felice sarà toccata all’autore che, da vecchio, potrà dire che tutto ciò che è stato in lui di pensieri e sentimenti vivificanti, nobilitanti, rischiaranti, continua a vivere nei suoi scritti, e che egli stesso ormai non rappresenta che la grigia cenere, mentre dappertutto il fuoco viene salvato e propagato. Se poi si considera che ogni azione di un uomo, non soltanto un libro, diventa in qualche modo motivo di altre azioni, decisioni, pensieri, che tutto ciò che accade si annoda in modo indissolubile con tutto ciò che accadrà, si conosce la sola vera immortalità che ci sia, quella del movimento: ciò che una volta ha mosso, è incluso ed eternato nella catena totale dell’essere, come un insetto nell’ombra”.
Ho voluto dedicare questo post all'oggetto che colma ed accresce parte della mia vita
.


 Quint Buchholz  - Der Gruss -  (Stolberg in Rheinland 1957-)




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21 gennaio 2008

SE...

   Se fossi in Italia non mi perderei la mostra "Ritratti" di Gisele Freund apprezzata ritrattista di origine tedesca e nazionalizzata francese che iniziò la sua carriera nei primi anni Trenta, alla quale ora la Galleria Carla Sozzani di Milano dedica una retrospettiva che celebra i noti ritratti di scrittori, intellettuali ed artisti scattati da Gisèle Freund a partire dalla fine degli anni ’30 e il centenario della nascita di questa artista che è considerata una delle pioniere del fotogiornalismo al femminile.
James Joyce è accomodato su una poltrona di pelle nera. A ridosso di un muro di libri. Colto in un momento privato, come è nello stile dell'autrice di questo scatto storico. C'è la Peron che firma documenti con una lunga piuma chiara sul cappello. E poi Walter Benjamin o Virginia Woolf, Henri Matisse o Simone de Beauvoir, Marguerite Duras o André Gide, Frida Kahlo o Tristan Tzara. L'esposizione copre un lasso temporale di oltre mezzo secolo, spiegando attraverso le immagini tutto il percorso professionale di questa fotografa dallo spirito avventuroso e dallo sguardo sentimentale sul mondo e sulle cose. Obiettivo sensibile e acuto, il suo, che venne influenzato dalle frequentazioni, dai molti incontri a ogni livello culturale, dai numerosi luoghi nei quali visse e viaggiò.
Nata a Berlino nel 1908 da una famiglia ebrea alto-borghese, fu sempre attratta dalla letteratura. Durante la guerra fu esule in Argentina, dove si dedicò al reportage. Visitò e fotografò la Patagonia, poi il Cile, il Perù, la Bolivia, il Brasile, l’Ecuador e il Messico. Furono numerose le sue mostre in tutta l’Europa.  Così scrisse la Freund a proposito della sua voluminosa e importante produzione fotografica: «Non ho mai preteso di fare un'opera d'arte né di inventare nuovi linguaggi, ma ho voluto rendere visibile quel che mi stava a cuore: l'essere umano, le sue gioie, le sue pene, le sue speranze, le sue angosce con un linguaggio accessibile a tutti».


          
Frida Kalo                                                             James Joyce

                
 Simone de Beauvoir                 Evita Peron


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20 gennaio 2008

NIHIL SUB SOLE NOVI...

 Leggendo L’Italia del Settecento di Dino Carpanetto e Giuseppe Ricuperati, si conferma l’idea che per inquadrare i molteplici aspetti dell’oggi è bene rivangare il passato, con gli strumenti scientifici della storia.
Nel 1764 Napoli rivestì la maglia nera tra le capitali europee, ultima metropoli a subire una moria per fame. Delle 200mila vittime in Campania, 40mila appartenevano ai vicoli e ai bassi partenopei. Non sappiamo se torreggiassero rifiuti, in quell’emergenza tragica. C’era poco da consumare, in una carestia prevedibile, perché in quell’anno i raccolti erano stati scarsi in Europa, e i prezzi galoppavano. Quali rimedi aveva posto in atto l’Annona, il superministero dell’alimentazione, capace sulla carta di sfamare più di 300mila bocche? «Quella - scrisse un letterato dell’epoca, Ferdinando Galiani - era difettosa in tempi normali, inutile in tempi calamitosi».
Alle falde del Vesuvio c’era troppo poco Stato. Anzi, non ce n’era neppure l’ombra. Le direttive del Palazzo s’incagliavano in una rete di baronie, di grovigli d’interesse feudale, di esenzioni particolaristiche, di privilegi ecclesiastici che tarpavano le ali a qualsiasi provvedimento. Questa era l’analisi (confermata dagli storici moderni) degli intellettuali napoletani, i Giannone, i Genovesi, i Filangieri, vicini ai lumi di Montesquieu e di Rousseau, indipendenti e vivaci nei loro girotondi di parole e di utopie, ma non interessati a scendere in campo, a dare contributi di lotta e di progresso politico. Il Borbone, re di Napoli con il nome di Carlo VII, si atteggiava a despota illuminato, ma dal 1759 teneva casa a Madrid. Aveva nominato, è vero, un Reggente, un autocrate (anche i Romani antichi, quando si metteva male, eleggevano un dittatore ad interim), Bernardo Tanucci, un politico non sprovveduto che nel carteggio registrò lucidamente le magagne della società napoletana (amministrazione inefficiente, protervia e ignoranza degli aristocratici, miseria di un popolo strangolato dalla corruzione dei dipendenti pubblici), ma procedeva alla giornata, con empirismo, e non ce la fece a navigare nel mar dei sargassi di una mentalità immobilistica....

Fonti: Ilgiornale





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19 gennaio 2008

EDGAR ALLAN POE


  Ero una ragazzina, mi piacevano tra le altre cose i racconti  polizieschi e i gialli psicologici e amavo i libri di Edgar Allan Poe, il loro inventore... ho letto quasi tutto. Sono una ragazza grande e continuo ad amarlo e ad apprezzarlo forse in modo diverso. Nasceva oggi a Boston nel  1809.
La sua influenza culturale è notevole. Alcuni esempi:

Il pittore belga Renè Magritte
cita direttamente l'autore in almeno due dei suoi dipinti. Nel quadro "Il dominio di Arnheim", il pittore prende in prestito da Poe il titolo di un suo racconto; nella tela "La riproduzione vietata" vediamo in primo piano, riflesso in uno specchio, il libro "Arthur Gordon Pym" di Poe.
The Raven è un album doppio di Lou Reed
, uscito nel 2003 che rivisita in chiave rock non solo l'omonima opera di Poe, ma in generale la vita del poeta e le altre sue opere.
Poe viene citato nel testo della canzone "I am the walrus" 
dei Beatles
.
Il gruppo musicale
inglese degli Alan Parson Project
ha dedicato un un intero album ai suoi racconti dal titolo Morgue.
Uno dei racconti di Poe, è anche il titolo di una canzone degli Iron Maiden .
Poe influenza anche lo scrittore Jules Verne
precursore della letteratura fantascientifica.
Annabel Lee ispira la prima incisione del cantautore italiano C.Baglioni.
Nell' episodio dei Simpson "La paura fa novanta", un intero miniepisodio è dedicato a "Il corvo".
 

Poem

I miei incantesimi sono infranti.
La penna mi cade, impotente, dalla mano tremante.
Se il mio libro é il tuo caro nome, per quanto mi preghi,
non posso più scrivere. Non posso pensare, né parlare,
ahimé non posso sentire più nulla,
poiché non é nemmeno un'emozione,
questo immobile arrestarsi sulla dorata
soglia del cancello spalancato dei sogni,
fissando in estasi lo splendido scorcio,
e fremendo nel vedere, a destra
e a sinistra, e per tutto il viale,
fra purpurei vapori, lontano
dove termina il panorama nient'altro che Te.



"La riproduzione vietata" R. Magritte




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18 gennaio 2008

HAWAII

Il 18 gennaio 1778, il capitano James Cook della marina inglese fu il primo europeo a raggiungere queste isole.Cook le nominò isole Sandwich in onore del suo protettore Lord Sandwich, nome che
oggigiorno è considerato coloniale ed antiquato.



Chinaman's hat  - Hoau -  Hawaii








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