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  ioJulia
 
Diario
 


Non voglio parlare di me, ma seguire il secolo, il rumore e l’evolversi del tempo
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*Copyright: Alcune foto presenti su questo blog sono state scattate da me altre reperite in internet. Qualora qualcuno ritenesse violati i suoi diritti d'autore mi può contattare per chiederne la rimozione.


29 febbraio 2008

PAURA LIQUIDA

Zygmunt Bauman    Zygmunt Bauman è gentilissimo, vigoroso nonostante l’età, incapace di parlare con una persona senza instaurare un rapporto umano. Ha una intelligenza acutissima che si muove su ogni cosa, niente resta fuori dalla sua curiosità onnivora. Ebreo polacco, durante l’invasione nazista ha combattuto con l’armata rossa, meritandosi la croce al valore. Nella Polonia comunista, ha sostenuto tesi critiche verso il governo, ed è stato costretto all’esilio nel 1968, rifugiandosi prima in Israele e poi a Leeds, dove ha insegnato sociologia fino al 1990. Da quella data inizia il suo periodo più creativo. Decine di libri che analizzano la nostra condizione postmoderna attraverso concetti chiave che hanno fatto epoca: modernità liquida, amore liquido, vite di scarto. Il suo ultimo libro, Paura liquida (Laterza).
... «Paura - scrive Bauman - è il nome che diamo alla nostra incertezza: alla nostra ignoranza della minaccia, o di ciò che c’è da fare per arrestarne il cammino o, se questo non è in nostro potere, almeno per affrontarla. La paura esiste dappertutto, può essere un uomo con una kefiah, oppure un ritardo della figlia, o una strada sconosciuta, o una piccola recessione in borsa, o un virus isolato in Indonesia. Ognuno di noi conosce queste paure, e non riesce mai ad affrontarle, se non emotivamente. 
Reali o immaginarie, genuine o fittizie, le paure sono tante. L’aspetto più spaventoso delle nostre paure è che noi non sappiamo per certo, né lo potremo mai sapere, quali sono genuine e quali inventate: non sappiamo cos’è realmente spaventoso e cosa è stato inventato per tentarci o costringerci a spendere più soldi in cose di cui non abbiamo veramente bisogno, o per dare il nostro sostegno a politici che non hanno necessariamente a cuore i nostri interessi... Le paure provengono virtualmente da qualsiasi luogo: lavori instabili, competenze inaffidabili, le poste nel gioco della vita che cambiano costantemente, fragilità delle relazioni. Tutte queste paure si alimentano l’un l’altra e si rinforzano, combinandosi in uno stato mentale e di sensibilità che possiamo descrivere solo come “insicurezza ambientale”. Ci sentiamo insicuri, vagamente minacciati, senza conoscere l'origine delle nostre ansie, insicuri su cosa fare... Le paure sono, per così dire, “fluttuanti”, “dis-ancorate”. Non dobbiamo meravigliaci se in tali condizioni siamo, per così dire, “psicologicamente pronti” al disastro - ci aspettiamo che il mondo sia un contenitore pieno di pericoli. Continue notizie di nuovi oltraggi forniscono enormi carichi di ansia inespressa che aspetta solo un punto di sfogo.
La lotta per la giustizia sociale è sempre stata una lotta per la liberazione dalla paura... Ciò che ci spaventa è qualcosa di anormale, fuori dall’ordinario, non necessario, privo di un buon motivo: sono gli stessi tratti che caratterizzano l’“ingiustizia”. Man mano che i Paesi e le popolazioni dalla povertà auto-inflitta diventano più ricchi, le paure più terrificanti e le più esecrate ingiustizie tendono a slittare dalla sfera della sopravvivenza fisica a quella della dignità umana e dell’autostima. Ciò che allora temiamo di più è la prospettiva di essere rifiutati. In altre parole, fa slittare il problema della sopravvivenza sociale; preservazione dello stato sociale ereditato o acquisito. Nella costellazione attuale delle condizioni, e anche delle prospettive anelate, di vita decente e piacevole, la stella della parità brilla ancora di più, mentre quella dell’uguaglianza scompare. La visione di condizioni di vita uniformi e universalmente condivise viene rimpiazzata da quella della diversificazione illimitata; e il diritto a diventare uguali viene sostituito dal diritto di essere e rimanere diverso senza che per questo vengano negate dignità e rispetto»....

 




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26 febbraio 2008

ESSERE O NON ESSERE

(Amleto, atto III, scena I)

To be, or not to be: that is the question:                                    
Whether 'tis nobler in the mind to suffer
The slings and arrows of outrageous fortune,                      
Or to take arms against a sea of troubles,
And by opposing end them? To die: to sleep;
No more; and by a sleep to say we end
The heart-ache and the thousand natural shocks
That flesh is heir to, 'tis a consummation
Devoutly to be wish'd. To die, to sleep;
To sleep: perchance to dream: ay, there's the rub;
For in that sleep of death what dreams may come
When we have shuffled off this mortal coil,
Must give us pause: there's the respect
That makes calamity of so long life;
For who would bear the whips and scorns of time,
The oppressor's wrong, the proud man's contumely,
The pangs of despised love, the law's delay, 
The insolence of office and the spurns
That patient merit of the unworthy takes,
When he himself might his quietus make
With a bare bodkin? who would fardels bear,
To grunt and sweat under a weary life,
But that the dread of something after death,
The undiscover'd country from whose bourn
No traveller returns, puzzles the will
And makes us rather bear those ills we have
Than fly to others that we know not of?
Thus conscience does make cowards of us all;
And thus the native hue of resolution
Is sicklied o'er with the pale cast of thought,
And enterprises of great pith and moment
With this regard their currents turn awry,
And lose the name of action.  
 

 Renè Magritte - Decalcomanie -

Essere… o non essere. E’ il problema.
Se sia meglio per l’anima soffrire
Oltraggi di fortuna, sassi e dardi,
o prender l’armi contro questi guai
e opporvisi e distruggerli. Morire,
dormire… nulla più. E dirsi così
con un sonno che noi mettiamo fine
al crepacuore ed alle mille ingiurie
naturali, retaggio della carne!
Questa è la consunzione da invocare
Devotamente. Morire, dormire;
dormire, sognar forse… Forse; e qui
è l’incaglio: che sogni sopravvengano
dopo che ci si strappa dal tumulto
della vita mortale, ecco il riguardo
che ci arresta e che induce la sciagura
a durar tanto anch’essa. E chi vorrebbe
sopportare i malanni e le frustate
dei tempi, l’oppressione dei tiranni,
le contumelie dell’orgoglio, e pungoli
d’amor sprezzato e rèmore di leggi,
arroganza dall’alto e derisione
degl’ingegni sul merito paziente,
chi lo potrebbe mai se uno può darsi
quietanza col filo di un pugnale?
Chi vorrebbe sudare e bestemmiare
Spossato, sotto il peso della vita,
se non fosse l’angoscia del paese
dopo la morte, da cui mai nessuno
è tornato, a confonderci il volere
ed a farci indurire ai mali ignoti?
La coscienza, così, fa tutti vili,
così il colore della decisione
al riflesso del dubbio si corrompe
e le imprese più alte e che più contano
si disviano, perdono anche il nome
dell’azione.

(Eugenio Montale, 1988)
                                                                                                                                                                     




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25 febbraio 2008

PERFECT DAY

Lou Reed  -  Perfect Day






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25 febbraio 2008

MEMORIES

aereo piper PA18
 

               Il mio battesimo di volo...


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24 febbraio 2008

VORREI

Vorrei che qualche volta  fossero solo le mie scarpe a portarmi in viaggio...

Due uomini camminano lungo una strada

Dorothea Lange - Toward Los Angeles - 1932


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23 febbraio 2008

JOHN KEATS

"Qui giace uno il cui nome fu scritto sull'acqua"
(John Keats - epitaffio - Cimitero acattolico di Roma
)

Lapide del poeta J. Keats   
                                                       
                                                                           Al sonno                

O soave che balsamo soffondi
alla quieta mezzanotte, e serri
con attente e benevole le dita
gli occhi nostri del buio compiaciuti,
protetti dalla luce, avvolti d'ombra
nel ricovero di un divino oblio.

O dolcissimo sonno! Se ti piace
chiudi a metà di questo, che è tuo, inno
i miei occhi in vedetta, o attendi l'amen
prima che il tuo papavero al mio letto
largisca in carità il suo dondolio.

Poi salvami, altrimenti il giorno andato
lucido apparirà sul mio guanciale
di nuovo, producendo molte pene,
salvami dall'alerte coscienza
che viepiù insignorisce il suo vigore
causa l'oscurità, scavando come
una talpa. Volgi abile la chiave
nella toppa oliata e dà il sigillo
allo scrigno, che tace, del mio cuore.


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21 febbraio 2008

CORVI IN CITTA'

Si sta in inverno
sugli alberi
come le foglie



Gruppo di corvi sui rami di un albero


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21 febbraio 2008

ANDRES SEGOVIA

Omaggio ad Andrés Segovia:

Asturias 


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16 febbraio 2008

IL TEMPO INNAMORATO

" Di quei crisantemi, che non vogliono cedere alla stagione, avrebbe detto che il tempo se ne era innamorato. Ci sono delle apparenze e delle creature che trattengono il tempo, lo ingannano, lo stregano, lo innamorano; per cui, a poco a poco, sono respinte dalla vita: tutte salve, senza ferite, senza segni, quasi fatte d'una sola stagione, finiscono col somigliare ai frutti finti o agli uccelli imbalsamati."

da "Il tempo innamorato"  Gianna Manzini


natura morta

"Natura morta" - Caravaggio



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14 febbraio 2008

QUANTI SONO GLI UOMINI....

   Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno
la perdono, e se la prendono con te;
se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,
se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;
Se sai non ricambiare menzogna con menzogna,
odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,
e a evitare di far discorsi troppo saggi;
se sai sognare - ma dai sogni sai non farti dominare;
se sai pensare - ma dei pensieri sai non farne il fine;
se sai trattare nello stesso modo due impostori
- Trionfo e Disastro - quando ti capitano innanzi;
se sai resistere a udire la verità che hai detto
dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi;
se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati,
le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante;
se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo mucchio
e te lo giochi, all'azzardo, un'altra volta,
e se perdi, sai ricominciare
senza dire una parola di sconfitta;
se sai forzare cuore, nervi e tendini
dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza,
a tener duro, quando in te nient'altro esiste,
tranne il comando della Volontà;
se sai parlare alle folle senza sentirti re,
o intrattenere i re parlando francamente,
se ne amici ne nemici riescono a ferirti,
pur tutti contando per te, ma troppo mai nessuno;
se riesci ad occupare il tempo inesorabile
dando valore a ogni istante della vita,
il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,
e, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo! 

   Rudyard Kipling 


   




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14 febbraio 2008

ROMEO AND JULIET

DIRE STRAITS










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13 febbraio 2008

ROSSO SANGUE

Ecco l'annuncio che ho letto poco fa sulla rinuncia di Steven Spielberg ai giochi olimpici in Cina:

"Steven Spielberg ha annunciato che non prenderà parte ai preparativi per le cerimonie di apertura e chiusura delle prossime Olimpiadi di Pechino (dall'8 al 24 agosto) a causa della posizione della Cina sulla crisi del Darfur. Il regista di Hollywood, che avrebbe dovuto avere un ruolo come consulente artistico, segue mesi di campagne portate avanti dagli attivisti che da un lato accusano il governo comunista cinese di non consentire libertà di espressione in materia di diritti civili, dall'altro accusano la stessa Cina di avere uno stretto rapporto con il governo sudanese che a sua volta permette ogni tipo di abuso nella regione del Darfur.
Spielberg si unisce inoltre ad una vasta schiera di artisti che continuano a manifestare il proprio dissenso vero Olimpiadi ospitate da un paese che non rispetterebbe i diritti umani e chiede alla Cina di esortare il governo sudanese a porre fine alla crisi, che dal 2003 vede il governo locale impiegato in una guerra contro i ribelli dal 2003 e che ha già prodotto più di duecentomila morti e una stima di 2,5 milioni di persone deportate
...."


fonte: GoogleNews

Le sue motivazioni ruguardano più che altro l'ingerenza della Cina nella crisi del Darfur.
Nella mia piccolezza mi sono sempre chiesta come è possibile che l'onore di ospitare le Olimpiadi venga concesso ad un paese così sordo ad ogni tipo di giustizia. Oltre al Darfur c'è anche questo:

La Repubblica Popolare Cinese, nonostante le riforme e la conversione al libero mercato degli ultimi 15 anni, non ha introdotto alcuna libertà dal punto di vista politico. Essa è considerata responsabile di crimini contro i suoi stessi cittadini. La situazione dei diritti umani nella Repubblica Popolare Cinese continua a subire numerose critiche da parte della maggior parte delle associazioni internazionali che si occupano di diritti umani che riportano numerose testimonianze di abusi ben documentati in violazione delle norme internazionali. Da un lato il governo ammette le deficienze, dall'altro parla della situazione dei diritti umani come la migliore di tutti i tempi. Il sistema legale è stato spesso criticato come arbitrario, corrotto e incapace di fornire la salvaguarda delle libertà e dei diritti fondamentaali. Nelle carceri laogai ("riforma attraverso il lavoro"), secondo molte fonti, vigerebbero condizioni di vita disumane al limite dello schiavismo e sarebbero applicati sistematicamente tortura e tecniche di lavaggio del cervello.
Il governo cinese si è frequentemente macchiato di violazioni dei diritti umani nei confronti di minoranze etniche e religiose e dissidenti politici: l’esempio più celebre, per l’opera di sensibilizzazione mondiale in cui si è prodigato il Dalai Lama, è l’occupazione armata del suolo tibetano. Si pensa da più parti, inoltre, che in Cina vengano applicate gravi limitazioni alla libertà di informazione, alla libertà religiosa, quella di parola e persino alla libertà di movimento dei cittadini. Non esistono sindacati indipendenti ed è permesso solo il sindacato statale. Lo stato assicura, comunque, i diritti dei lavoratori; ma la quantità annua di morti sul lavoro ha destato molte preoccupazioni e parecchie critiche e denunce non solo da organizzazioni umanitarie, ma anche dall’interno degli stessi organi di governo cinesi.
Un'altra accusa di lesione dei diritti umani rivolta del governo cinese è la pianificazione familiare obbligatoria. Le accuse verso questo progetto sono molto pesanti:
la lesione della libertà dei genitori; l’uso massiccio e obbligatorio dell’aborto, per di più in modi particolarmente dolorosi (soprattutto in passato); le dure repressioni contro i cittadini che, specialmente in zone rurali o povere, opponevano resistenza al progetto; la violenza verso le donne, visti i casi certificati di sterilizzazioni forzate, operate in molti casi ai danni delle colpevoli; discriminazione verso le donne; in moltissime famiglie (dato anche il divieto di diagnosticare il sesso del nascituro), specialmente nelle zone rurali, le neonate sarebbero uccise, oppure non registrate all’anagrafe (costringendole alla totale assenza di diritti politici e alla rinuncia di istruzione e di qualunque assistenza sanitaria). 

fonte: Wikipedia

Quale valore possono avere questi giochi e con quale spirito ci si può accostare a guardarli....





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12 febbraio 2008

ATTICA - ARGOLIDE

Prima di partire per questo breve viaggio ho letto i primi due libri dell'opera di Pausania Periegesi della Grecia, una guida particolare scritta tra il 160 e il 177 d.C. che offre notizie sui luoghi della Grecia, sui monumenti, sulle tradizioni, sulla storia fusa tra mito e realtà. Sicuramente la Grecia che avrei voluto visitare era questa... La maggior parte delle opere architettoniche e d'arte descritte nel libro non ci sono più ma l'emozione di aver toccato con mano alcuni di questi luoghi è stata davvero grande e indimenticabile. Lascio la parola a Pausania:   

"....Per l’Acropoli vi è un solo ingresso; non ne ha un altro, perché è tutta scoscesa e ha un muro solido. I Propilei hanno un tetto di pietra bianca e per ornamento e per grandiosità ancora ai miei tempi eccelleva. Sulle effigi dei cavalieri non ho da parlare con esattezza, se sono i figli di Senofonte o diversamente, fatte con straordinaria bellezza. Alla destra dei Propilei c’è il tempio di Nike êpterow [senza le ali]. Da qui si può vedere il mare, e da questo punto dicono che Egeo si gettò giù e morì...
Per quanti entrano nel tempio che chiamano Partenone, per essi quante decorazioni stanno nei cosiddetti frontoni, tutte riguardano la nascita di Atena, nella parte posteriore c’è invece la contesa di Posidone contro Atena per la terra; la statua è fatta di avorio e di oro...
Vi è anche un edificio chiamato Eretteo: davanti all’ingresso vi è l’altare di Zeus Hypatos [Altissimo], dove non sacrificano nessun essere vivente, ma dopo avervi deposto focacce non usano neppure far uso di vino. Per chi entra dentro vi sono altari, di Posidone, sul quale fanno sacrifici anche per Eretteo secondo un oracolo.  Sulle pareti vi sono dipinti della stirpe dei Butadi e – l’edificio è infatti a due stanze – dentro vi è in un pozzo acqua di mare. Questo non è grande prodigio: infatti altri l’hanno anche quelli che abitano l’entroterra e pure i Cari di Afrodisia; ma questo pozzo, (è degno) di nota, produce l’eco delle onde quando soffia il vento da sud. Sulla roccia vi è il segno di un tridente: queste cose raccontano che Posidone mostrò come segni per la contesa della regione...
C’è poi una pietra non grande, ma quanto vi si possa sedere un uomo piccolo: su di essa raccontano che quando Dioniso venne nella regione riposò Sileno. Chiamano Sileni quelli dei Satiri più avanti in età; sui Satiri, chi siano, volendo saperne più di ogni altro, con molti sono venuto in discussione su di loro...."
   
   

 Teatro di Erode Attico                                              Eretteo

           

Particolare del portico dell'Eretteo                    Partenone

         

 Satiro del Tempio di Dioniso                                         Panorama di Tolo

  

Le foto postate sono state scattate da me (Fuji FinePix F31 fd digital)
Potete copiarle ma per favore riportate la fonte.
                  



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10 febbraio 2008

STASERA

Stasera

Balaustrata di brezza
per appoggiare stasera
la mia malinconia


Giuseppe Ungaretti 
da L'Allegria - Il Porto Sepolto - 1916



Giovane donna sui gradini di casa

Edward Hopper  -  1943



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10 febbraio 2008

FEDE

 " La fede è questo: il rispetto dell'incognito divino, l'amore di Dio nella coscienza della differenza tra Dio e l'Uomo, tra Dio e il mondo, l'affermazione del 'No' divino in Cristo, il fermarsi, turbati, davanti a Dio […]. La fede è la conversione, il radicale nuovo orientamento dell'uomo che sta nudo davanti a Dio, che per acquistare la perla di gran prezzo è diventato povero e che per amore di Cristo è pronto a perdere la sua anima […]. La fede non è mai compiuta, mai data, mai assicurata, è sempre e sempre di nuovo, dal punto di vista della psicologia, il salto nell'incerto, nell'oscuro, nel vuoto […]. Non vi è nessuna presupposizione umana (pedagogica, intellettuale, economica, psicologica, ecc..) che debba essere adempiuta come preliminare della fede […]. La fede è sempre l'inizio, la presupposizione, il fondamento. Si può credere come Galileo e come Greco, come fanciullo e come vegliardo, come uomo colto o come ignorante, come uomo semplice e complicato, si può credere nella tempesta e nella bonaccia, si può credere a tutti i gradini di tutte le immaginabili scale umane. L'energia della fede interseca trasversalmente tutte le differenze della religione, della morale, delle condotta e dell'esperienze della vita, della penetrazione spirituale e della posizione sociale. La fede è per tutti altrettanto facile e altrettanto difficile. "

                                                                                                        Karl Barth  -  Epistola ai Romani




Albrecht Dürer - Melencolia I

Foto by Citizenarcane


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