.
Annunci online

  ioJulia
 
Diario
 


Non voglio parlare di me, ma seguire il secolo, il rumore e l’evolversi del tempo
www.flickr.com

*Copyright: Alcune foto presenti su questo blog sono state scattate da me altre reperite in internet. Qualora qualcuno ritenesse violati i suoi diritti d'autore mi può contattare per chiederne la rimozione.


30 aprile 2008

CULTURA O ERUDIZIONE

La cultura dell'uomo è quasi sempre in divenire. L'uomo colto non è colui che sa ma colui che apprende. La cultura comporta anche l'educazione dell'anima, ingentilisce i modi, nobilita i sentimenti. L'uomo che ha necessità di coltivare il proprio spirito quotidianamente, assiduamente può dirsi colto. 
L'erudizione è un processo statico, acquisito una volta per tutte, che una buona memoria basta a conservare.







permalink | inviato da ioJulia il 30/4/2008 alle 16:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


30 aprile 2008

F80

Magnolia bianca con all'interno un piccolo ragno
Magnolia bianca - giardino sotto casa - Varsavia - 30 aprile 2008 - (foto by Julia)


Mi nascondo - nel mio fiore,
Perché mentre appassirà nel tuo Vaso -
Tu - senza saperlo - sentirai per me -
Quasi - una malinconia
-

Emily Dickinson




permalink | inviato da ioJulia il 30/4/2008 alle 13:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


29 aprile 2008

LUDWIG WITTGENSTEIN

 
"Anche i pensieri talvolta cadono immaturi dall'albero"

                                                                             (Vienna 26 aprile1889 - Cambridge 29 aprile 1951)
                              




permalink | inviato da ioJulia il 29/4/2008 alle 21:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


28 aprile 2008

LE BURRNESH

Una burrnessh in primo piano che fuma   Le chiamano vergini giurate. Quand’erano giovani, hanno rinunciato alla femminilità per diventare maschi. E poter così bere, fumare e sparare. Ma anche prendersi cura dei fratelli, amministrare i beni di famiglia e costruire la casa per gli anziani genitori. Oggi ne sono rimaste poche decine. Vivono sulle montagne del Paese delle aquile, al confine con il Kosovo.
Le burrnesh (dal termine albanese burré, uomo) sono un’antica tradizione delle montagne albanesi e kosovare che risale a più di 300 anni fa. E a celebrarle è il Kanun di Lekë Dukagjini, il più austero dei codici nazionali giunti fino a oggi. La conversione avviene quando la bambina, fiorita fanciulla, giura la sua verginità davanti ai 12 uomini più importanti del villaggio. Una donna che ha promesso castità infinita e totale per conquistarsi l’onore di essere uomo. Di vestirsi, di armarsi, di combattere, ma anche di concedersi lussi perfettamente maschili, come il fumo e l’alcol, proibiti alle donne nella società albanese.
Le vergini giurate apparivano un tempo anche in Serbia e in Montenegro, oggi sono «un incanto umano» molto raro e se ne trovano pochissime (si parla di qualche decina) nascoste nelle montagne dove l’Albania confina col Kosovo. Le ragioni e i misteri che hanno portato donne kosovare e albanesi a farsi vergini per sempre sono da cercare nei costumi e nelle viscere di questa terra.
Una fanciulla magari bella, magari sognatrice di famiglia e di bambini, che regala la sua vita all’onore di sua madre e di suo padre. Vite santificate, perché in quelle terre perdute una figlia, purissima guerriera, dà alla sua famiglia un vanto che tocca la gloria epica. Qualcosa che ricorda un mito nazionale della passata ideologia comunista: quello del malesor (montanaro), cioè il guerriero coraggioso, simbolo dell’indipendenza secolare dagli ottomani. Abbandonando riti e miti, la tradizione delle vergini ha una spiegazione molto più moderna. In un’Albania rurale dove per una donna il fumo, il lavoro, il sesso e qualunque soffio di libertà diventano una vergogna, la burrnesh si mette addosso questa maschera semplicemente per vivere. E forse anche per nascondere la sua omosessualità, un sacrilegio che nel suo paese non è neppure immaginato. 
Non è il caso di Qamile Stema, 87 anni, gilet nero con orologio a pendolo. «Ero una normalissima ragazza, ma sono diventata uomo solo per far felice mio padre» racconta, sventolando le mani rugose come la corteccia dei suoi alberi. «Lui aspettava il maschio, ma io sono nata la nona di nove femmine. Non avevo scelta». O Diana Rakipi, 54 anni, sesta di nove figli: «Il mio fratellino morì per la maledizione di un malocchio. Così per ricordarlo ho voluto diventare un maschio bello com’era lui» racconta Diana, che succhia una sigaretta dopo l’altra con il gusto di chi da femmina non avrebbe potuto farlo. Diana veste oggi la divisa della guardia giurata nel porto di Durazzo dove lavora. Il cappello militare non nasconde l’antica femminilità che le passeggia sulla pelle e nel sorriso. Voglia di femminilità tradita dall’anello d’oro e dagli occhi turchini.«Delle donne amo la sensibilità, mentre dei maschi apprezzo il coraggio della sincerità». 
È così inquietante la fusione dei sessi in questo strano essere, che pare arrivato da un altro mondo. «Nulla di strano, la nostra è una terra di magici travestimenti» racconta l’antropologo albanese Moikom Zego. «In qualche villaggio dopo la nascita di un figlio l’uomo si finge madre e accoglie gli ospiti sdraiato nel letto. Vestito da donna». 

Fonte: Panorama




permalink | inviato da ioJulia il 28/4/2008 alle 18:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


27 aprile 2008

QUALCOSA O QUALCUNO

 Ammettiamo pure che le precise parole di Gesù non siano giunte sino a noi o addirittura che il personaggio Gesù non sia più recuperabile in senso storico.
E' esistito però Qualcosa o Qualcuno che per il tramite di oscuri individui ha operato quella rivoluzione. C'è stata una ispirazione. Una rivelazione, una illuminazione.
E se non vogliamo ammettere dobbiamo comunque dire che Qualcosa o Qualcuno ha comunicato a quegli oscuri individui una verità nuova. Rivoluzionaria. Che essi non potevano inventare. Di cui nessuno prima avava avuto nemmeno un sentore.
Quel Qualcosa quel qualcuno noi lo chiamiamo Gesù.
Gli riconosciamo un'esistenza, una voce, una personalità.
Gesù è la fonte di quella verità che ha rivoluzionato la fede. Che ha reso possibile la fede a tutti gli uomini, solo che siano capaci di sentire amore.


Questo brano è tratto dal "Diario" di Guido Morselli. Ammiro le pesone che riescono a guardarsi dentro e a comunicare agli altri pensieri su argomenti intimi e delicati come questo, delicatamente... Le parole si fanno strada lievi senza  la minima intenzione di attestare, convincere, confutare..




permalink | inviato da ioJulia il 27/4/2008 alle 12:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa


25 aprile 2008

LO SCANDALO DI CONTRADDIRMI

Lo scandalo del contraddirmi, dell'essere
con te e contro te; con te nel cuore,
in luce, contro te nelle buie viscere;

del mio paterno stato traditore
- nel pensiero, in un'ombra di azione -
mi so ad esso attaccato nel calore

degli istinti, dell'estetica passione;
attratto da una vita proletaria
a te anteriore, è per me religione

la sua allegria, non la millenaria
sua lotta: la sua natura, non la sua
coscienza; è la forza originaria

dell'uomo, che nell'atto s'è perduta,
a darle l'ebbrezza della nostalgia,
una luce poetica: ed altro più

io non so dirne, che non sia
giusto ma non sincero, astratto
amore, non accorante simpatia...

Come i poveri povero, mi attacco
come loro a umilianti speranze,
come loro per vivere mi batto

ogni giorno. Ma nella desolante
mia condizione di diseredato,
io possiedo: ed è il più esaltante

dei possessi borghesi, lo stato
più assoluto. Ma come io possiedo la storia,
essa mi possiede; ne sono illuminato:

ma a che serve la luce?

Pier Paolo Pasolini




permalink | inviato da ioJulia il 25/4/2008 alle 14:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


24 aprile 2008

I VIAGGI DI FREUD

primo piano di Freud

In una lettera del settembre del 1900 indirizzata alla moglie Martha, Freud scrive una frase che riassume il significato profondo della sua passione per i viaggi: «Perché dunque lasciamo questo luogo ideale per bellezza e tranquillità, e ricco di funghi? Perché ci resta ancora solo una settimana e il nostro cuore, come abbiamo constatato, volge al Sud, verso i fichi, i castani, l’alloro, i cipressi, le case ornate di balconi, gli antiquari e così via».
«Il nostro cuore volge al Sud». Quando Freud scrive queste parole ha già pubblicato L’interpretazione dei sogni, senza essere ancora riuscito a raggiungere Roma, città di tutti i suoi desideri e di tutte le sue inibizioni, e di cui non smette di parlare nella sua opera. Roma – la Roma antica, più che la Roma barocca – è presente in lui attraverso i sogni, le letture. Ed è verso questa città, che gli aprirà in seguito la via verso il Sud – la strada per Napoli, Pompei, Ravello, Paestum, Positano, la Costiera Amalfitana fino a Palermo e Agrigento – che il suo sguardo si volge, come per fondersi con l’ago calamitato di una bussola che intima a lui, viaggiatore perduto nei suoi fantasmi, di prendere il cammino per una vera terra promessa: una terra libera da ogni chiusura, senza frontiere né sciovinismo, una terra simile all’immensa distesa dell’inconscio.
Roma è per Freud ciò che Israele è per Mosè. Quando contempla nel 1912 la famosa statua di Michelangelo nella chiesa di San Pietro in Vincoli, scrive a Martha: «Rendo visita tutti i giorni al Mosè di S. Pietro in Vincoli, sul quale forse un giorno scriverò qualcosa». In una lettera precedente aveva annunciato il desiderio di diventare romano: «Roma era certamente la cosa migliore per me. Mi piace più che mai, probabilmente anche perché sono magnificamente alloggiato. Ho deciso che il luogo dove trascorrerò la mia vecchiaia non sarà un cottage ma Roma».
Nell’Interpretazione dei sogni Freud racconta che, in occasione del suo ultimo viaggio in Italia, un anno prima, mentre passava per il Lago Trasimeno, a ottanta chilometri da Roma, aveva dovuto tristemente fare marcia indietro. Data l’identificazione con Annibale, l’eroe favorito dei suoi anni del ginnasio, si era impedito di realizzare il suo desiderio più ardente: il generale cartaginese, come è noto, non era mai riuscito a raggiungere la città imperiale.
Riandando con la memoria a questo periplo, Freud ricorda un episodio della sua infanzia divenuto celebre. Un giorno suo padre Jacob gli aveva raccontato un vecchio aneddoto a dimostrazione che i tempi presenti fossero migliori di quelli passati: una volta, un cristiano gli aveva «gettato con un colpo il berretto nel fango, gridando: “Giù dal marciapiede, ebreo!”» Freud aveva allora domandato al padre quale fosse stata la sua reazione e Jacob gli aveva risposto: «Ho raccolto il berretto». A questa scena, che gli era dispiaciuta, il figlio ne aveva opposto un’altra, più conforme alle sue aspirazioni: quella, storica, in cui Amilcare fa giurare al figlio Annibale che lo vendicherà dei romani e che difenderà Cartagine fino alla morte.
Mito fondante dell’epopea psicoanalitica, questo aneddoto narra della debolezza di un padre di fronte all’antisemitismo, descrivendo allo stesso tempo l’itinerario di un figlio che si dà per missione quella di rivalutare la funzione paterna attraverso un atto di ribellione “annibaliana”, un atto che mette in causa l’attaccamento per il “mondo di ieri”, cioè per quell’idealismo liberale e progressista professato dalla generazione dei padri. Ma la Roma di Freud non è solo il simbolo di una rivincita da realizzare. Come Goethe prima di lui, Freud si sente trasformato dall’Italia romana. E, dopo essersi finalmente impadronito di Roma, più scende verso Sud, e più si sente penetrato dalla bellezza dei paesaggi e dei luoghi, dagli odori, dai profumi, dai sapori di cui ignorava l’esistenza. Nella sua topografia, scopre il segreto di piaceri infiniti: piacere della bocca, dell’occhio, dell’udito, dell’anima.

Fonte: Lettera Internazionale


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. personaggi letteratura di viaggio

permalink | inviato da ioJulia il 24/4/2008 alle 20:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


24 aprile 2008

BACK TO BLACK

Amy Winehouse 






permalink | inviato da ioJulia il 24/4/2008 alle 12:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


23 aprile 2008

I DEMONI DI SAN PIETROBURGO

Locandina del film con il titolo e i tre volti dei protagonisti  "Se libero pensiero significa desiderare il meglio per il proprio popolo, allora sì, io sono un libero pensatore".
Una delle tante citazioni tratte dall'ultimo film di Giuliano Montaldo "I demoni di San Pietroburgo" che raccontano la vita e i romanzi di Dostoevskij. Uscirà in prima nazionale domani all'Ariston gi Genova. Per questo film Montaldo ha ricevuto il premio Grinzane Cavour per la regia di film tratti da opere letterarie e sarà dedicata proprio a "I Demoni di San Pietroburgo"  una proiezione-evento al Moscow International Film Festival che si terrà dal 19 al 28 giugno 2008 nella capitale russa. Montaldo ha scelto spesso vicende drammatiche e personaggi tormentati pescandoli più volte in opere letterarie. E' stato così per L'Agnese va a morire, Gli occhiali d'oro, Sacco e Vanzetti e Giordano Bruno.
   
   "
Il silenzio, la paura rendono la nostra vita infelice, sgradevole anche falsa. Guai avere paura delle parole."




permalink | inviato da ioJulia il 23/4/2008 alle 19:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


22 aprile 2008

KUBA

Kuba è quasi un vicino di casa... Dispiace vederlo chiuso nella sua casa di vetro ma è amato e coccolato. E' un meraviglioso esemplare di iguana verde, un capolavoro della natura..
Oggi affido alla sua muta bellezza il messaggio di una maggiore consapevolezza per il rispetto del suo e del nostro mondo..

Iguana verde che dorme su di un tronco
Kuba - Varsavia - Gennaio 2008  (foto by Julia)




permalink | inviato da ioJulia il 22/4/2008 alle 19:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


22 aprile 2008

THE CALL FOR CLIMATE

                
Il mondo si mobilita per la Giornata della Terra edizione 2008. Da New York a Tokyo, da San Francisco a Caracas, da Mosca a Barcellona, passando anche per Roma, il Pianeta oggi si mobilita per 24 ore per fermare i cambiamenti climatici e restituire alla Terra i suoi polmoni verdi. E lo fa in tanti modi diversi con quasi 4mila eventi già in rubrica sparsi in 174 Paesi.
A tenere le fila della manifestazione in tutto il mondo è l’Earth Day Network, la rete fondata quasi 40 anni fa da Gaylord Nelson, senatore democratico del Wisconsin e organizzatore della prima grande manifestazione per la Terra, che risale al 22 aprile 1970. Questa edizione della Giornata ha come leit motiv una mobilitazione telefonica: «The Call for Climate». Gli organizzatori invitano i visitatori del sito e i partecipanti agli eventi Earth Day a telefonare ai propri governanti e parlamentari, per spronarli a «mettere in atto leggi rigorose e giuste sui cambiamenti climatici». Per l’Italia è riportato il numero di telefono della Camera dei Deputati (06-67601).
Nei soli Stati Uniti d’America l’obiettivo degli attivisti dell’Earth Day è quello di generare un milione di telefonate al Congresso. A Roma, in piazza del Campidoglio, è previsto per le 20 un concerto «a impatto zero» con Vinicio Capossela, Sud Sound System e Cesaria Evora tra i principali protagonisti. 
 
Fonte: ilGiornale

"Qui abbiamo una bilancia che pesa due cose diverse, da una parte abbiamo dei lingotti d'oro. Non sono fantastici? Cosa darei per uno di quei lingotti d'oro. Sull'altro piatto della bilancia c'è l'intero pianeta". Questa citazione è tratta da Una scomoda verità, il film documentario statunitense del 2006 diretto da Davis Guggenheim e avente come protagonista l'ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore. Vinse il premio Oscar nel 2007 come miglior documentario.
Ho provato a chiamare il numero per l'Italia, non risponde nessuno....




permalink | inviato da ioJulia il 22/4/2008 alle 14:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


21 aprile 2008

PIGS ON THE WING

Pink Floyd 



Battersea Power Station è la grande centrale elettrica situata sulle rive del Tamigi a Londra  costruita tra il 1929 e il 1933 dal famoso architetto Giles Gilbert Scott, messa sotto tutela dalle Belle Arti  nel 1980 e poi abbandonata. Sembra che oggi ci sia un progetto serio per riportarla ad essere un punto vivo della città. Ma la scopro quale più famoso edificio industriale del mondo grazie  all'album dei Pink Floyd "Animals".
Dopo il grande successo ottenuto con l'album "The dark side of the moon" che li fece apprezzare anche da chi pensava che il rock dovesse essere per forza brutto, sporco e cattivo, con "Animals" tornarono a toni più duri e aspri. I testi raccontavano, attraverso allegorie di animali, di ingiustizia e oppressione nella società capitalistica. E per dare al messaggio  anche una forte espressione visiva decisero di fotografare un maiale in volo sulla Battersea Power Station, il maiale come simbolo della speranza su di un paesaggio industriale impietrito e monumentale.
Mentre oggi basterebbe una ricerca su Google immagini o mezz'ora di photoshop nel 1976 dovettero farlo veramente. Il maiale di gomma, della lunghezza di un pullman, venne confezionato in un cantiere di palloni aerostatici e poi fotografato per tre giorni, una vera performance artistica a cielo aperto. Ne nacque una delle immagini più significative che abbiano mai illustrato la copertina di un disco. Un incidente portò a termine l'azione. Il secondo giorno il maiale si staccò dalle corde che lo trattenevano e cominciò a prendere quota. Nemmeno il tiratore scelto riuscì a fermarlo.
L'eccitazione fu grande e i giornali londinesi fecero a gara per descrivere nei loro articoli piloti d'aereo stupiti, strani messaggi radio e la sorpresa del contadino che vide infine atterrare il maiale la sera sul suo campo.
Con la fuga del maiale i Pink Floyd furono padroni per un giorno del cielo sopra Londra: anche questo è rock.

Fonte: Henning Sigge da "Il magazine dell'architettura"




permalink | inviato da ioJulia il 21/4/2008 alle 15:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


20 aprile 2008

PALLINE

 

Driving range di Wilanow - Varsavia - aprile 2008  (foto by Julia)




permalink | inviato da ioJulia il 20/4/2008 alle 21:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


19 aprile 2008

CHARLES DARWIN

"Se dovessi ricominciare a vivere la mia vita, adotterei come regola quella di leggere della poesia e di ascoltare della musica almeno una volta alla settimana, poiché, forse le parti del mio cervello ora atrofizzate sarebbero mantenute attive dall'uso".

            
Charles Robert Darwin (12 febbraio 1809 – 19 aprile 1882), geologo e naturalista inglese

 




permalink | inviato da ioJulia il 19/4/2008 alle 15:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


19 aprile 2008

I DEMONI

 copertina del libro con figure di demoni  " Quando l'umanità sarà giunta alla vera felicità non esisterà più il tempo poichè non sarà più necessario"... E' una frase pronunciata da Kirillov, il personaggio del libro Demoni di Dostoevskij. Il passare del tempo non è forse il passare degli esseri e quindi il loro divenire.. Trasferirsi, trasformarsi, sia verso qualcosa di migliore che di peggiore significa forse che non siamo più o non siamo ancora ciò che dovremmo essere..

Rileggendo forse si dovrebbe evitare di immergersi in libri come questo specie durante il weekend.. inducono a pensieri inquietanti..




permalink | inviato da ioJulia il 19/4/2008 alle 12:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

sfoglia     marzo   <<  1 | 2  >>   maggio
 

 rubriche

cittadina del mondo
Varsavia
ioleggo
ioascolto
haiku
iopenso
cose curiose
tempo
io e Dio
ioviaggio
ioguardo
calendario
persone
colori
Copenhagen
Bucarest
Istanbul
Doha
Brussel
Bangkok

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

ioJulialastfm musica

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom