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  ioJulia
 
Diario
 


Non voglio parlare di me, ma seguire il secolo, il rumore e l’evolversi del tempo
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*Copyright: Alcune foto presenti su questo blog sono state scattate da me altre reperite in internet. Qualora qualcuno ritenesse violati i suoi diritti d'autore mi può contattare per chiederne la rimozione.


29 dicembre 2009

DIALOGO DI UN VENDITORE DI ALMANACCHI E DI UN PASSEGGERE

Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere. Almanacchi per l'anno nuovo?
Venditore. Si signore.
Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo?
Venditore. Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere. Come quest'anno passato?
Venditore. Più più assai.
Passeggere. Come quello di là?
Venditore. Più più, illustrissimo.
Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Venditore. Signor no, non mi piacerebbe.
Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
Venditore. Saranno vent'anni, illustrissimo.
Passeggere. A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?
Venditore. Io? non saprei.
Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Venditore. No in verità, illustrissimo.
Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Venditore. Cotesto si sa.
Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
Venditore. Cotesto non vorrei.
Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
Venditore. Lo credo cotesto.
Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
Venditore. Signor no davvero, non tornerei.
Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque?
Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti.
Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo?
Venditore. Appunto.
Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Venditore. Speriamo.
Passeggere. Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete.
Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Passeggere. Ecco trenta soldi.
Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi
nuovi; lunari nuovi.


Giacomo Leopardi  -  Operette morali




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24 dicembre 2009

PICCOLE COSE

Le cortesie più piccole
– un fiore o un libro –
piantano sorrisi come semi
che germogliano nel buio.

Emily Dickinson




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15 dicembre 2009

PARNASSUS

   "Il mondo intero sopravvive perchè qualcuno sta raccontando una storia, sempre la stessa da millenni".
La storia di Parnassus invece è quella di Faust  e di tutti gli uomini che hanno accettato il rischio della perdizione pur di superare i limiti della natura, la storia del patto col diavolo. Proprietario di una scalcagnata compagnia teatrale ha stretto un patto con Belzebù: voleva che le fantasie diventassero reali, voleva uno specchio oltre il quale i desideri prendessero forma, e per questo regalo dovrà cedere sua figlia agli Inferi.
Il film sta in equilibrio tra il sogno e l'incubo, trasporta lo spettatore dentro immagini inimmagginabili, mille chilometri oltre la frontiera della realtà. E' una sfida alla morte, un tentativo folle di arrivare oltre il tempo e lo spazio e lo è stato anche il film nella sua realizzazione, poichè il fascinosissimo Heath Ledger, l'altro protagonista della favola, è morto durante le riprese.
Terry Gilliam, il regista, non si è arreso all'evidenza e almeno nel regno del cinema e della fantasia Ledger doveva vivere ancora. Così vengono convocati Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell per prolungare la vita scenica di quell'attore bravo e amato. Si poteva completare il film con trucchi digitali o sostituire l'attore nelle scene incomplete ma Gilliam porta tutto oltre le colonne dell'impossibile.
Siamo nel cielo dell'invenzione assoluta.
La trama perde sì spesso la linearità e la semplicità della favola, i contratti col diavolo si moltiplicano, la posta in gioco si fa sempre più alta e confusa: in fondo anche a Mefistofele quello che interessa è il gioco, il risultato finale conta poco. E il gioco, l'avventura, il film sono strabilianti.
Il cinema supera se stesso, eslpode in una fantasmagoria di visioni, fatica a rimanere dentro lo schermo. Ogni limite è sbriciolato e anche Heath Ledger sembra sfuggire alla morte almeno per le due ore eterne di questa incursione nelle terre dell'onnipotenza fantastica.

"Daresti un prezzo ai tuoi sogni?"




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12 dicembre 2009

NUOVE RIVISTE

    Green economy, fantascienza e letteratura vivono un grande momento. E lanciano nuove riviste. Nemeton significa bosco sacro ed è la prima rivista eurpoea (semestrale in italiano e inglese) dedicata all' High Green Tech. "Il sentiero dell'architettura porta nella foresta". Ovvero il sapere dell'architetto e del'agronomo alleati per esplorare i nuovi confini dell'abitare sostenibile. Giardini pensili, biopiscine, case di paglia, terra cruda e bambù.. Ma anche alimentazione, design, filosofia. 

Ufo, viaggi nel tempo, altri mondi, robot intelligenti: tutta la fantascienza si dà appuntamento in edicola ogni mese con la rivista If. "Un ritorno alla cara vecchia carta stampata in un mondo di pagine web che va incontro al piacere della lettura e vuole essere punto di riferimento per la riflessione sul fantastico",  spiega Carlo Bordoni direttore di If  e sociologo all'università di Firenze.    

Si chiama No Tag la rivista distribuita in libreria che ha due qualità: è gratis ed è dedicata ai racconti italiani. "Se chiedi a chi ama leggere cosa manca ai nostri scrittori risponderanno: il racconto. Una forma spesso ignorata dalla grande editoria" dice il curatore di questo mensile pubblicato da Eumenswil.                               




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8 dicembre 2009

PENSIERI CONTRO

C'è una divinità malefica nella tradizione sarda che si chiama sempilcemente "Quello fuori di noi". Il male è altro. E' il diverso, l'alieno. E' il diavolo. Così abbiamo creduto per secoli, ce lo hanno insegnato a scuola, le religioni ne hanno dato spiegazioni e rappresentazioni dettagliate. In realtà il male è in tutti noi. Abita il nostro interno. Già Freud aveva visto che Eros non produce solo bene, la ricerca di appagamento nell'altro può portare al suo malefico soffocamento. I confini tra il bene e il male non sono quindi mai così netti come siamo portati a credere. E' il caso di chi ricorrendo alle tipiche frasi come "Io sono sincero, dico tutto quello che penso" si sente autorizzato a tirare fendenti a destra e a manca. Non risparmia nessuno, assolvendosi da ogni responsabilità in nome di una qualità, la sincerità, normalmente connessa al bene. In realtà chi si comporta così mette in atto azioni di un sadismo sconcertante. Ecco che le carte si sono quindi rimescolate in un attimo: il male è produttore di bene così come il bene è capace di creare il male. Nel saggio La necessità del male Valcarenghi propone una pedagogia per il riconoscimento del nostro lato malvagio. Oggi l'educazione si orienta a riconoscere solo il bene nei bambini mentre il male è trattato come incidente di percorso, come qualcosa che non deve accadere perchè non naturale. Il risultato è che nella personalità infantile inizia a formarsi un senso di colpa insidioso perchè il bambino sente di non essere solo buono. Secondo questa impostazione la norma "comportati bene" dovrebbe coincidere con la nostra natura dal momento che siamo nati buoni. Non è ovviamente così. La norma è necessaria proprio perchè non coincide con il desiderio, altrimenti non sarebbe necessaria. Il male si aggira in prossimità del nostro Io. E' la sua Ombra. Se l'Io rappresenta la coscienza l'Ombra è l'inconscio. Sta in disparte a lungo poi può esprimersi attraverso inattesi colpi di coda. Che spesso fanno male, sono dolorosi ma che inaspettatamente possono rivelarsi costruttivi. Una crisi coniugale che si risolve per un sms lasciato nel cellulare, è un esempio. Quel gesto è insieme una distrazione e una cattiveria dell'inconscio che prende per l'Io la decisione di risolvere la situazione. Troppo spesso la razionalità non ha l'energia necessaria per le rivoluzioni della vita. Un capovolgimento radicale può essere allora guidato dalle forze oscure. L'Ombra è personificazione del male ma a volte mostra un aspetto favorevole e non infausto alla malvagità.
Si apre una nuova prospettiva: il male a volte fa bene.

Da una rilettura di Claudio Widmann.




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1 dicembre 2009

DICEMBRE

Lionel Walden  -  I bacini di Cardiff   -   1894




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