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  ioJulia
 
Diario
 


Non voglio parlare di me, ma seguire il secolo, il rumore e l’evolversi del tempo
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*Copyright: Alcune foto presenti su questo blog sono state scattate da me altre reperite in internet. Qualora qualcuno ritenesse violati i suoi diritti d'autore mi può contattare per chiederne la rimozione.


24 febbraio 2009

ASPREZZE

 Aspra son io come quel vento vivo
di marzo, il quale par crudo di geli
ma discioglie la neve su pel clivo.
Vento di marzo che agita gli steli
pigri, scopre viole in mezzo all'erba,
scompiglia erranti nuvole nei cieli.
Asprigna io sono e rido un poco acerba;
mordere più che accarezzar mi piace
ed apparir più che non sia superba.
Come il vento di marzo io non dò pace:
godo sferzare ogni anima sopita
e trarne l'ire a un impeto vivace

per sentirla vibrar fra le mie dita.

(da Seduzioni di Amalia Guglielminetti  -  1909)




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21 febbraio 2009

MUSICA SENZA PAROLE

C'è la necessità di spiegare la metamorfosi  per cui il suono, energia fisica emessa da uno strumento e destinata rapidamente a svanire, si trasforma in emozioni, sentimenti, ricordi e anche nuove conoscenze di sé. 
Scrive in Carte da suono  il compositore Salvatore Sciarrino: "Vi sono alcuni che, ascoltando musica, non sanno trattenersi dal chiudere gli occhi: per costoro la dimensione visiva reale viene a disturbare la dimensione visiva suscitata dalla musica. La musica ha le sue immagini? Certo. Tutte le nostre percezioni sono legate".
Immagini interiori, invisibili, indicibili. 
La musica è qualcosa la cui essenza sfugge ed è difficile raccontare l'arte dei suoni. 
In Italia un'intera generazione di intellettuali di prim'ordine  Pavese, Moravia, Ginzburg, Tobino, Levi... pur impegnata su diversi fronti culturali non ha mai  sentito il bisogno di dedicare alla musica praticamente nulla di significativo all'interno della propria produzione e nessuno ha mai sfiorato l'immaginazione di Marcel Proust quando parla della Sonata di Vinteuil, la capacità di Thomas Bernhard di entrare, con Il soccombente nella testa di un pianista che capisce di non avere abbastanza talento rispetto ai propri ideali. O l'acutezza di Thomas Mann quando racconta la Sonata op. 111 di Beethoven. 
Ma è così che Pier Paolo Pasolini nel Poeta delle ceneri ha saputo esprimere l'intensità del suo bisogno di musica, un'arte che non ha frequentato e che ha amato con personale creatività:
"Ebbene ti confiderò prima di lasciarti, / che io vorrei essere scrittore di musica, / vivere con degli strumenti, / dentro la torre di Viterbo che non riesco a comprare, /... e lì comporre musica / l'unica azione espressiva / forse, alta e indefinibile come le azioni della realtà".

da una rilettura di S. Cappelletto




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17 febbraio 2009

PLASTICA


Panton Chair


Femminile per scelta linguistica e per carattere. Duttile ma con personalità. Forte ma con leggerezza. In centocinquant'anni di storia la plastica ha reso la nostra vita più facile, ha tolto pesi inutili, ha dato forma alle forme in piena libertà. Una storia di curve e superfici lisce malleabili ed eternamente giovani che inizia nel 1835 quando Henri Regnault scopre per caso in una bottiglia di cloruro di vinile lasciata al sole una massa bianca informe ma elastica: è il primordiale PVC.
Un materiale che ha rivoluzionato il mondo e il design che da un certo momento in poi prende forme e colori altrimenti impossibili.
Negli anni cinquanta cominciano a prendere vita progetti che diventeranno oggetti cult per collezionisti. La Ball Chair di Aero Aarnio, un globo bianco dove tornare in silenzio alle origini; l'esplosione come un grido di libertà in un mondo di grigi e verdini del rosso Valentina per la macchina da scrivere Olivetti diEttore Sottsass; la celebre Panton Chair di Verner Panton alla quale Vogue dedicò trent'anni dopo la copertina perchè massimo emblema di eleganza e femminilità.
E la intramontabile BIC Cristal di Marcel Bich che tutti conosciamo...




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13 febbraio 2009

CAMALEONTE

Yasumasa Morimura artista giapponese è un camaleonte dell'arte. E' il fotografo che diventa le star, si autoritrae nei panni dei protagonisti della storia recente e nelle tele dei  grandi pittori.
Morimura è capace attraverso la fotografia di offrire inaspettate riletture di alcuni temi centrali dell’arte reinterpretando in prima persona opere di famosi pittori europei e scatti che hanno fatto la storia.
A questo incredibile camaleonte dell'arte è dedicata la mostra alla Byblos Art Gallery di Verona con una raccolta dal titolo Requiem for the XX Century. Twilight of the turbulant Gods.  
E' una galleria di personaggi chiave del XX secolo dei quali Morimura offre una nuova versione di alcune delle loro più celebri immagini divenute icone per intere generazioni: Mao, Che Guevara, il buffo Hitler di Charlie Chaplin, l’istrione Einstein invitandoci a riflettere sul significato delle loro esperienze e sul peso della loro eredità politica, culturale e soprattutto sociale.
Tra le mie preferite 
Dream of Universe / Albert , After Marlene Dietrich  e Vermeer Study:Looking Back Mirror.

                 





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11 febbraio 2009

CONDIVIDERE

"Quando Gesù ci parla di suo Padre noi ci fidiamo delle sue parole.
Quando ci indica la sua casa gli volgiamo le spalle
ma quando ci confida di conoscere il dolore lo stiamo ad ascoltare
perchè quella è una conoscenza anche nostra."


Tratto dalla biografia di Emily Dickinson




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8 febbraio 2009

LIMITI

Di queste vie che scavano il tramonto
una ne avrò percorsa (non so quale)
ormai l'ultima volta, indifferente
e senza sospettarlo, sottomesso

a Chi ha fissato onnipotenti norme
e una segreta e rigida misura
per le ombre, per i sogni e le parvenze
che stessono e intessono la vita.

Se ad ogni cosa è compimento e limite
e l'ultima volta e mai più e l'oblio,
chi potrà dirci a chi, in questa casa,
senza saperlo, abbiamo detto addio?

Cessa la notte oltre il vetro già grigio
e nel mucchio di libri che una tronca
ombra distende sul vago scrittoio
ce n'è qualcuno che non leggeremo.

(Jorge Luis Borges)




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2 febbraio 2009

MARI DELLA SOLITUDINE

 Il 2 febbraio 1709, il marinaio scozzese Alexander Selkirk venne ritrovato su un’isola deserta dell’arcipelago Juan Fernàndez.
L'Isla Robinson in Cile non è l’isola narrata da Defoe ma l’epopea del naufrago nasce qui in mezzo al Pacifico a settecento chilometri dalle coste cilene. Lui si chiamava Alexander Selkirk ed era un marinaio scozzese, anzi un corsaro che batteva i mari del Sud. Nel 1704 si era imbarcato su un galeone, il Cinque Ports, che si fermò in questo vulcanico e abbandonato arcipelago per fare scorta di viveri e d’acqua. La storia racconta che Selkirk fosse preoccupato per le condizioni della nave e che cercò di convincere alcuni compagni a restare sull’isola con lui. Non ebbe successo ma neppure volle risalire sul galeone. Il Cinque Ports affondò qualche settimana dopo e Selkirk rimase da solo sull’isola per quattro anni e quattro mesi quando un’altra nave corsara arrivò sull’isola e lo riportò in patria.
Selkirk visse principalmente in una grotta, che si può visitare, non lontano dalla baia oggi abitata. Poi si addentrò nei boschi dell’isola. Tornò sulla spiaggia solo nel febbraio del 1709 quando, dall’alto del suo rifugio, vide sventolare la bandiera britannica.
Alla sua epopea sono stati dedicati numerosi libri, il primo si chiamava La storia del vero Robinson Crusoe. I dettagli della vicenda che vi si racconta variano a seconda del narratore ma tutti concordano sul fatto che Selkirk quando rimase solo soffrì per mesi di una profondissima depressione.
A lui, dieci anni dopo, si ispirò Daniel Defoe per il suo Crusoe.




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1 febbraio 2009

FEBBRAIO

 
Fernand Leger, The city, 1919




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