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  ioJulia
 
Diario
 


Non voglio parlare di me, ma seguire il secolo, il rumore e l’evolversi del tempo
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*Copyright: Alcune foto presenti su questo blog sono state scattate da me altre reperite in internet. Qualora qualcuno ritenesse violati i suoi diritti d'autore mi può contattare per chiederne la rimozione.


28 giugno 2011

GIALLO

Secondo Goethe il giallo è il colore più vicino alla luce, soprattutto quella solare. L'illuminazione radiante, il suo uscire da una sorgente centrale per irradiarsi in tutte le direzioni  fa percepire il giallo come un colore centrifugo e liberatorio; all'opposto del blu in cui l'occhio si immerge con una tensione centripeta e meditativa. Pare quindi che il giallo sia superficiale quanto il blu profondo.
In molte culture è associato a tutte le divinità solari ed è il colore imperiale, il giallo era l'attributo di Amon-Ra ed il colore del primo imperatore cinese, di tutti i suoi successori e oggi uno dei simboli della Cina.
Ma il giallo, colore dello zolfo e della bile, si trasforma facilmente in simbolo infernale (è il lucifero dantesco) e di malattia (era la bandiera gialla che segnalava la quarantena e le epidmie). Per questo fu anche il colore dell'emarginazione degli Ebrei, degli appestati, dei mendicanti e delle prostitute, dei traditori e dei codardi. Nell'antica Grecia invece i pazzi per essere riconosciuti erano obbligati a vestire di giallo. Tuttavia la stella gialla con cui i nazisti marchiarono gli ebrei finì per coincidere con il simbolismo positivo del giallo come consapevolezza ed intelligenza: la fuga dei migliori cervelli dalla Germania e dall'Italia fu un duro colpo per le potenze in campo.
In Italia i romanzi polizieschi si chiamano "gialli" dal colore della copertina. Ottima la scelta dell'editore ma sta di fatto che sono basati sulla vittoria dell'intelligenza dell'investigatore contro la malvagità e la forza bruta.
Nel tradizionale Teatro di Pechino il trucco giallo degli attori indica la crudeltà, la dissimulazione ed il cinismo, mentre il vocabolo francese rire jaune, ridere giallo, viene usato quando si reputa uno scherzo non divertente ed è simile all’espressione sorriso giallo della cultura araba che ha tuttora il significato di un allegria falsa e dissimulata poichè nell’Islam il giallo dorato significa saggezza e buon consiglio, il giallo pallido tradimento e inganno.
Kandinsky con il suo "suono giallo" lo associa alla creazione del cosmo ed Emily Dickinson ne parla così:

La Natura usa il Giallo più raramente
Di ogni altra Tinta
Lo serba tutto per i Tramonti
Prodiga d'Azzurro
Consuma lo Scarlatto, come una Donna
Che il Giallo si permette
Solo di rado e con misura
Come le Parole di un Innamorato




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22 giugno 2011

PUNTO E VIRGOLA

   "Sospensione intermedia, ha il fascino delle nature anfibie, doppie: già il nome è l'insieme di due elementi distinti e la pausa che suggerisce sta in una zona di mezzo poco definibile, fluttuante. La natura sfumata è la sua bellezza". Così definisce questo segno di punteggiatura Filippo La Porta.
E' una raffinatezza che le altre lingue non conoscono. Tra tutti gli elementi di punteggiatura è il più democratico. Suggerisce una pausa nella lettura ma non la impone, sarà chi lo legge a stabilire quanto fermarsi. Fa prendere fiato senza però interrompere lo scorrere dei pensieri.
Pare che stia sparendo sopraffatto dal suo opposto: il punto esclamativo che perentorio e assoluto trionfa ovunque.




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18 giugno 2011

IL GIRO DEL MONDO DA UN DIVANO ALL'ALTRO

"Couchsurfing": letteralmente andare per divani. Ci sono quasi tre milioni di persone che in 246 paesi si sono date al couchsurfing. Girare il mondo soggiornando a casa altrui è una filosofia che porta sempre più iscritti all'associazione www.coachsurfing.org. C'è chi offre un materasso e chi una stanza enorme, c'è chi attraversa il pianeta per davvero e chi ascoltando racconti altrui, perfino chi trova l'amore e cambia vita. 
Malte Jager fotografo berlinese ha seguito una decina di surfer condividendo gioie e dolori del girovagare per case altrui. Il risultato è il libro Couchsurfin' the world, un giro del mondo in 400 immagini, 36mila chilometri e 40 salotti, dal Benin all'India, dal Tajikistan al Brasile. Il suo scatto newyorkese si è classificato secondo al World Press Photo 2011 nella categoria "Daily Life". Non c'è un filo rosso che leghi le esperienze, ogni abitazione è diversa e ogni paese ha i suoi riti di ospitalità. In Burkina Faso Malte ha dormito presso una famiglia umile e religiosa. Una quindicina di persone tra bambini e adulti. Il figlio diciannovenne faceva i salti mortali per pagarsi un'ora di connessione in un internet cafè, eppure per cinque giorni sono stati orgogliosi di avere con loro degli stranieri arrivati da lontano.
Open minded, generoso e tollerante, che vale nei due sensi, questo sta alla base di chi vuole essere un coachsurfer.




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16 giugno 2011

STREET ART

 

Alexandre Farto è un artista portoghese che  scolpisce l’intonaco dei muri usandolo come tela e colore dando vita ad immagini forti ed espressive.




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10 giugno 2011

L'ALTRA VERITA' : GUERRE BUGIARDE

"La guerra in Iraq nacque dalla necessità di correggere l'errore che la geografia aveva commesso quando mise il petrolio dell'Occidente sotto le sabbie dell'Oriente, ma nessuna guerra ha l'onestà di confessare:"Io uccido per rubare".
Una moltitudine perse la vita in Sudan, tra la fine del ventesimo secolo e gli inizi del ventunesimo, in una lunga guerra petrolifera che si travestì da conflitto etnico religioso. Torri e trivelle, tubazioni e oleodotti spuntavano, come per magia, sui villaggi incendiati e le coltivazioni distrutte. E nella regione del Darfur, dove continuò la strage, gli indigeni, tutti musulmani, iniziarono ad odiarsi quando si seppe che poteva esserci petrolio sotto i loro piedi.
Disse di essere una guerra etnica e religiosa anche il massacro sulle colline del Ruanda, sebbene uccisori e uccisi fossero tutti cattolici. L'odio, l'eredità coloniale, veniva dai tempi in cui il Belgio aveva deciso che erano tutsi quelli che avevano le mucche e hutu quelli che lavoravano la terra, e che la minoranza tutsi avrebbe dovuto dominare la maggioranza hutu.
In questi anni, un'altra moltitudine ha perso la vita nella Repubblica Democratica del Congo, al servizio delle imprese straniere che si contendevano il coltan. Questo minerale raro è imprescindibile per la fabbricazione di telefoni cellulari, computer, microchip e batterie usate dai mezzi di comunicazione, che, tuttavia, si dimenticarono di menzionarlo."
Ogni riferimento...

Specchi
Eduardo Galeano




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3 giugno 2011

FINDING VIVIAN

  Nel 2009 all'età di 83 anni Vivian Maier muore in solitudine e disgrazia. Tre giorni prima un giovane agente immobiliare, John Maloof, decide di visionare i negativi comprati ad un'asta di quartiere per 400 dollari. Tra le centinaia di pellicole compare il nome di Vivian Maier. Le foto rappresentano volti e situazioni rubati alle strade di New York, Chicago, Manila, Bangkok, Pechino. Che fossero speciali si capì ma il miracolo avvenne con la pubblicazione delle foto su Flickr. Centinaia di commenti di esperti chiedevano informazioni sull'autore delle fotografie ma John Maloof nulla sapeva se non il nome. Dopo svariate ricerche finalmente scopre che nata a New York nel 1926 ma cresciuta in Francia fino a 25 anni Maier è stata una bambinaia; donna riservata, solitaria che usava la sua Brownie (poi passerà alla Leica) come un filtro tra lei e il mondo, che non aveva una famiglia, un amore, nessuno che le volesse bene. Che non ha mai stampato i 100mila negativi accumulati in 60 anni di scatti, le foto erano solo un modo per comunicare con gli altri.  Joel Meyerowitz autore di un testo fondamentale sulla fotografia di strada ha definito le sue immagini "piene di arguzia, spirito giocoso e soprattutto guidate da un'umanità discreta". Non è solo la fotografia di colei che è stata definita alla pari di Diane Arbus o Walker Evans a stregare l'agente immobiliare ma tutto il mondo di silenzi e solitudine, la camera oscura dell'anima di Vivian Maier.
Le sue immagini stanno girando il mondo e saranno a Londra a luglio per l'edizione del "London Street Photography Festival" edizione 2011.

Vivian Maier

VivianMaier. blogspot




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1 giugno 2011

GIUGNO



Ivan  Šiškin  -   Midday  -  1869  -  Mosca




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