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Diario
 


Non voglio parlare di me, ma seguire il secolo, il rumore e l’evolversi del tempo
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*Copyright: Alcune foto presenti su questo blog sono state scattate da me altre reperite in internet. Qualora qualcuno ritenesse violati i suoi diritti d'autore mi può contattare per chiederne la rimozione.


21 dicembre 2012

PENSIERI CONTRO

            C'è una divinità malefica nella tradizione sarda che si chiama sempilcemente "Quello fuori di noi". Il male è altro. E' il diverso, l'alieno. E' il diavolo. Così abbiamo creduto per secoli, ce lo hanno insegnato a scuola, le religioni ne hanno dato spiegazioni e rappresentazioni dettagliate. In realtà il male è in tutti noi. Abita il nostro interno. Già Freud aveva visto che Eros non produce solo bene, la ricerca di appagamento nell'altro può portare al suo malefico soffocamento. I confini tra il bene e il male non sono quindi mai così netti come siamo portati a credere. E' il caso di chi ricorrendo alle tipiche frasi come "Io sono sincero, dico tutto quello che penso" si sente autorizzato a tirare fendenti a destra e a manca. Non risparmia nessuno, assolvendosi da ogni responsabilità in nome di una qualità, la sincerità, normalmente connessa al bene. In realtà chi si comporta così mette in atto azioni di un sadismo sconcertante. Ecco che le carte si sono quindi rimescolate in un attimo: il male è produttore di bene così come il bene è capace di creare il male. Nel saggio La necessità del male Valcarenghi propone una pedagogia per il riconoscimento del nostro lato malvagio. Oggi l'educazione si orienta a riconoscere solo il bene nei bambini mentre il male è trattato come incidente di percorso, come qualcosa che non deve accadere perchè non naturale. Il risultato è che nella personalità infantile inizia a formarsi un senso di colpa insidioso perchè il bambino sente di non essere solo buono. Secondo questa impostazione la norma "comportati bene" dovrebbe coincidere con la nostra natura dal momento che siamo nati buoni. Non è ovviamente così. La norma è necessaria proprio perchè non coincide con il desiderio, altrimenti non sarebbe necessaria. Il male si aggira in prossimità del nostro Io. E' la sua Ombra. Se l'Io rappresenta la coscienza l'Ombra è l'inconscio. Sta in disparte a lungo poi può esprimersi attraverso inattesi colpi di coda. Che spesso fanno male, sono dolorosi ma che inaspettatamente possono rivelarsi costruttivi. Troppo spesso la razionalità non ha l'energia necessaria per le rivoluzioni della vita. Un capovolgimento radicale può essere allora guidato dalle forze oscure. L'Ombra è personificazione del male ma a volte mostra un aspetto favorevole e non infausto alla malvagità.
Si apre una nuova prospettiva: il male a volte fa bene.

Da una rilettura di Claudio Widmann.
 




permalink | inviato da ioJulia il 21/12/2012 alle 14:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


10 dicembre 2012

PENSIERO DEL GIORNO

"Ci sono due tipi di sofferenti a questo mondo: quelli che soffrono per una carenza di vita e quelli che soffrono per una sovrabbondanza di vita. Io mi sono sempre ritrovato nella seconda categoria. Se ci pensi un attimo, quasi tutti i comportamenti dell'uomo e le sue attività in sostanza non sono diverse da quelle degli animali. Le più avanzate tecnologie e la nostra abilità artigiana ci portano al livello dei super-scimpanzé, non di più. In realtà la differenza fra, diciamo, Platone e Nietzsche e l'uomo medio, è maggiore di quella che esiste fra lo scimpanzé e l'uomo medio. Il regno del vero spirito, del vero artista, del santo del filosofo, sono in pochi a raggiungerlo. Perché così pochi? Perché la storia del mondo e l'evoluzione non sono esempi di progresso ma piuttosto un'infinita e futile addizione di zeri? Non si sono sviluppati i valori più importanti. Diamine i Greci 3000 anni fa non erano certo meno progrediti di noi. Allora quali sono le barriere che impediscono all'essere umano di arrivare per lo meno vicino al suo vero potenziale? La risposta a questa domanda la si può trovare in un'altra domanda. Qual è la caratteristica umana più universale? La paura. O la pigrizia".

da Waking Life




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1 dicembre 2012

DICEMBRE

 
Maurits Cornelis Escher - Pozzanghera
 




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