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  ioJulia
 
Diario
 


Non voglio parlare di me, ma seguire il secolo, il rumore e l’evolversi del tempo
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*Copyright: Alcune foto presenti su questo blog sono state scattate da me altre reperite in internet. Qualora qualcuno ritenesse violati i suoi diritti d'autore mi può contattare per chiederne la rimozione.


22 giugno 2012

OBLIO

Ogni domenica sul New York Times c'è una pagina in cui si parla dei matrimoni celebrati in città durante la settimana. Sempre più spesso le persone appena divorziate chiedono di cancellare dall'archivio online del giornale l'articolo sulle loro nozze: in genere è il primo risultato che compare quando cercano il proprio nome su Google. L'archivio online del New York Times parte dal 1851. Quello del Times di Londra addirittura dal 1785: ci sono le inchieste su Jack lo squartatore (1 ottobre 1888) e la cronaca dell'esecuzione di Maria Antonietta (23 ottobre 1793). Internet sta cambiando il modo in cui scriviamo, leggiamo, pensiamo. Ma cambia anche i destinatari. Prima l'articolo uscito su un quotidiano durava lo spazio di un mattino. Oggi dura per sempre: i giornalisti scrivono per un lettore che abita nel futuro e le loro responsabilità aumentano. Ma forse viene anche calpestato un diritto sacro di ogni essere umano: il diritto all'oblio.

fonte: De Mauro 




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10 giugno 2012

LETTERE D'AMORE


               

E' forse il non molto conosciuto "La lettera d'amore" di Jan Vermeer. In questa scena di interno gli oggetti del vivere quotidiano descritti con rara e ostinata minuzia sono solo la cornice di una dimensione dell’anima quasi indefinibile e sospesa. Il mistero che ne deriva è il fascino più profondo dell’opera e le infinite domande che la scena pone rimangono senza una risposta. 
Negli anni in cui Vermeer dipingeva la
Lettera d’amore vengono scritte le lettere d'amore più appassionate riferite dalla letteratura. Sembra che le donne prendessero spesso l’iniziativa inviando missive cariche di palpitanti lusinghe agli scrittori famosi, sperando. Louise Michel scriveva a Victor Hugo: “Vi scrivo dalla mia notte; a voi evocare le stelle”. E queste le parole con cui  Balzac venne tentato da madame Hanska, aristocratica polacca: "Signore, la vostra anima è vecchia di secoli; e tuttavia mi dicono siete ancor giovane…una sconosciuta vi ama." Marina Cvetaeva così scrive a Boris Pasternak: "La lettera: una forma di rapporto ultraterreno, meno perfetta del sogno, ma le leggi sono le stesse. Infatti l’Assenza è il paese dell’Anima". La lettera, come l’amore, dipende dall’assenza.
Ma è l'Ottocento il secolo delle lettere d'amore più smodate e che vede in primo piano questa volta gli uomini. Il luogo comune curiosamente appartiene a Rimbaud: "Torna, tutto perdonato", scrive a Paul Verlaine. Mentre scriverà Karl Gustav Jung a una giovane che è stata in cura da lui, e di cui si è innamorato, Sabina Spielrein: "Con la sua lettera lei ha con bravura preso il mio inconscio tra le sue dita".
Più incredibili sono le parole scritte da Sigmund Freud a Martha: "Dolce tesoro, quel po’ di cocaina che ho preso mi rende troppo loquace".
C'è chi si chiede se sono più brave le donne a scriverle .. 
Sono sempre stata affascinata dai rapporti epistolari e più in generale dai carteggi ma non avevo mai preso in considerazione la forma particolare delle lettere d'amore. Ho tratto una lettura interessante da un saggio di D. Galateria che si chiude con questa domanda:
"Ma si è mai amati, si chiedeva mademoiselle de Lespinasse, da chi amiamo"?




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1 giugno 2012

GIUGNO

 
 Alice Dalton Brown  -  Blues Come Through  - Oil on Canvas  - 1999

 

    

 




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