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Diario
 


Non voglio parlare di me, ma seguire il secolo, il rumore e l’evolversi del tempo
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*Copyright: Alcune foto presenti su questo blog sono state scattate da me altre reperite in internet. Qualora qualcuno ritenesse violati i suoi diritti d'autore mi può contattare per chiederne la rimozione.


9 marzo 2016

L' "INVERNO A PALAZZO FORTUNY"

 quest’anno si apre a quattro donne di grande personalità, la prima è proprio la compagna di Mariano Fortuny, Henriette: i due si incontrarono a Parigi nel 1902; sebbene Mariano fosse già famoso la fama vera gli sarebbe derivata proprio dall’impresa creata con lei in Palazzo Fortuny, dove i due installarono un laboratorio di stampa a mano su seta, dal quale sarebbero usciti l’impalpabile stola Knossos , con i suoi motivi minoici, e la tunica Delphos, di diafana seta fittamente plissettata: una veste essenziale e sensualissima che scivolava sul corpo con la stessa perfetta eleganza del chitone dell’ Auriga di Delfi. E che conquistò le trend setter del tempo, dalla marchesa Casati a Isadora Duncan, dalla baronessa Rothschild a Eleonora Duse, guadagnando alla coppia un successo mondiale. L’aveva ideata Henriette e sempre lei, per decenni, avrebbe mandato avanti la fortunata attività sporcandosi le mani con i pigmenti con cui s’inchiostravano le matrici di stampa. Fu lei, poi, sposata da Mariano solo nel 1924, a lasciare nel 1965 il palazzo alla città. La mostra rende omaggio per la prima volta a questa donna geniale, che scelse di vivere nell’ombra del compagno, appagata dal ruolo di amatissima musa: lo fa esponendo le sue creazioni, i ritratti sensuali che lui le dedicò, gli strumenti di lavoro, evidenziando anche le sue doti pionieristiche di fotografa grazie a 200 fotografie inedite. Accanto alla vicenda di Henriette si dipana la vita della pittrice Romaine Brooks, che torna in Palazzo Fortuny dopo la mostra-omaggio alla marchesa Casati, dov’era esposto il suo diabolico, allucinatorio ritratto della Divina Marchesa. Ora Romaine Brooks (1874-1970) rivive una monografica ricca di opere inedite, che rivela i suoi talenti di pittrice, di fotografa e di eccellente, compulsiva disegnatrice. Quando ricadde nei fantasmi di un passato terribile (patì sin dall’infanzia il rifiuto della detestata, ricchissima madre, dedita a folli eccentricità ma soprattutto all’inutile ricerca di una cura per la schizofrenia dell’adorato figlio maschio, presto scomparso), Romaine si "curò" con il disegno, e con esso riuscì a non naufragare nei suoi incubi. Tre intere sale sono dedicate alle sue bellissime carte, quasi incise da un tratto fluido e ininterrotto che delinea i mostri della sua mente, mentre nel gran salone ci sono i dipinti per lo più in autoritratti e ritratti affilati, da "ladra d’anime", secondo Robert de Montesquiou che raccontano la sua vita infelice e privilegiata negli Anni folli, fra viaggi intercontinentali, soggiorni a Capri allora l’Eden dei ricchi omosessuali del mondo intero, dove lei inaugurò i suoi amori saffici, salotti letterari e serate di eccessi. C’è Gabriele D’Annunzio, che la chiamava "Cinerina" per via della sua tavolozza grigio-argentea, alla Whistler, e c’è Natalie Clifford-Barney, amatissima ma volubile compagna di Romaine. Ecco poi la duchessa di Clermont Tonnerre, rivale in amore di Romaine, e l’esangue Jean Cocteau. E Ida Rubinstein, la modella prediletta, per via di quelle membra così lunghe, sottili e aristocratiche: a lei, dopo averle scattato decine di languide fotografie, Brooks dedicherà i dipinti più ambiziosi, dalla Venere triste a Persefone-La Primavera . Nel salone al secondo piano vanno invece in scena le bellissime immagini fotografiche di Sarah Moon (1941), dedicate alle pietre corrose di Palazzo Fortuny e al tema della piega: un’evocazione del Delphos, ma tradotto nella pietra dei panneggi di sculture trovate nel mondo. E al piano terreno, due cicli di dipinti di Ida Barbarigo (1920), discendente dei Cadorin, pittori a Venezia dal XVI secolo: le diafane Erme degli anni ’80 e i sanguigni, brutali Saturni del decennio successivo.
La mostra a Venezia, Palazzo Fortuny, si protrae fino al 1 maggio. Per chi si trovasse nei paraggi una grande, bella, non comune occasione..

Fonte A. Masoero




permalink | inviato da ioJulia il 9/3/2016 alle 8:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


1 marzo 2016

MARZO

Self-Portrait - Berthe Morisot

 Berthe Morisot   -   Self portrait   -   1885 


Il suo volto ci è familiare: cognata ( sposerà il fratello Eugene) e musa prediletta di Edouard Manet, Berthe Morisot è ritratta in numerose opere del maestro francese. E’ la giovane donna seduta in primo piano, con un ventaglio, nel celebre “Il balcone” del Musée d’Orsay. La Morisot fu, con Mary Cassatt, l’unica vera protagonista femminile dell’impressionismo. Come scrisse Paul Valery, “la peculiarità di Berthe Morisot fu di vivere la sua pittura e di dipingere la sua vita”. Studi di donne en plein air o nell’intimità dell’ambiente domestico si affiancano alle immagini ispirate al proprio universo familiare. Alla serenità delle scene rappresentate si accorda una pittura costruita su toni chiari, con pennellate rapide, intrise di luce, il cui carattere intimista è accentuato dai tagli fotografici, vicini a quelli dell’amico Degas.




permalink | inviato da ioJulia il 1/3/2016 alle 19:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

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