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BLU

Più accurate o più creative le nostre facoltà dipendono anche dalle tonalità che ci circondano. Si legge sulla rivista Science. Per scrivere un  romanzo occorre iniziare dipingendo la stanza di blu. Il colore che ci avvolge riesce infatti a cambiare il modo in cui il cervello funziona. Come in un gioco di specchi un ambiente color cielo senza nubi predispone la mente a creatività, pensiero positivo, ricerca della novità. Il blu. Il blu non aveva il significato e la diffusione che ha oggi. Viaggiando indietro nei secoli non solo l’uso di questo colore nella pittura e nell’abbigliamento era assai raro, almeno fino al medioevo, ma addirittura il lessico latino era privo di vocaboli specifici per definire questa tinta, tanto che si ipotizza che i nostri antenati non riuscissero a "vedere" il blu. Per i romani  poco nobile perchè era il colore degli occhi delle popolazioni barbare.
E proprio nel medioevo comincia a farsi largo soprattutto nell'arte come simbolo della luce. Col passare dei secoli il blu acquista una sempre maggiore popolarità come "colore morale" poichè le leggi impongono le tinte scure, blu e nero nell’abbigliamento, riservando i colori accesi a precise categorie sociali: il bianco e il nero, sia da soli sia in associazione, riguardano soprattutto i poveri e gli infermi; il rosso i carnefici e le prostitute; il giallo i falsari, gli eretici e gli ebrei; il verde, da solo o associato al giallo, i musicisti, i buffoni e i pazzi. Nell'Ottocento viene esportato negli Stati Uniti e diventa il blu "nazionale, militare e politico". Oggi è il colore dei corpi diplomatici e di pace, delle auto blu, dei blue jeans fino alla sua globalizzazione  come colore della libertà...
E poi c'è l' IKB, l'International Blu Klein, il colore brevettato da Yves Klein nel 1960; l’IKB diventa “l’espressione più perfetta del blu” come lui stesso afferma nel suo diario. Tra tutti i colori Yves sceglie il blu: una parte essenziale deriva dall’influenza delle teorie romantiche di Goethe ma insieme a questo concorrono molti altri fattori quali l’idea dell’indefinito: il blu infatti richiama il mare e il cielo, elementi infiniti nella natura visibile e perciò il concreto ai limiti dell’astratto. Il blu della sua prima opera monocroma quando a diciannove anni guardando il cielo vi aveva posto la sua firma. Il blu di Yves Klein è stato fonte d’ispirazione per numerose altre opere artistiche contemporanee che spaziano dal cinema alla moda e al design.
E il blu Modica dell'artista erede di Giorgio De Chirico, di Alberto Savinio artisti della visione e della memoria insieme. Modica privilegia paesaggi e interni illuminati dal suo colore preferito un blu che è piuttosto un mutevolissimo azzurro che variando instancabilmente include il celeste, il turchese, il ceruleo e magari il Blu Klein.
E il segreto del blu Maya, recentemente risolto e pubblicato sulla rivista Antiquity, il pigmento turchese che caratterizza opere d'arte, offerte votive e che ricopriva il corpo delle vittime sacrificali. Resistente a climi estremi, si mantiene intatto nei secoli  non c'è solvente ultramoderno che riesca ad aggredirlo, è stato definito una delle grandi conquiste artistiche e tecnologiche della Mesoamerica.
E c’è posto anche per la malinconia tra le note naturalmente del blues...


Disque bleu - Yves Klein

Pubblicato il 22/3/2009 alle 21.9 nella rubrica colori.

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