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POESIA METROPOLITANA



Ci si siede nella metropolitana di Istanbul su panchine a forma di libro aperto su pagine di poesia. Mi vengono in mente le parole di Davide Rondoni

C'è un punto in ombra, un posto fesco. Un posto dove la vita germoglia. Dove le ombre e le luci si alternano, quasi musicalmente. Va custodito. Un posto che è segreto.. E' la nostra anima. O chiamatelo spirito, o luogo del fiato primario, chiamatela come vi pare. Ma c'è quel luogo di noi e nostro non è. Non lo dominiamo ma esiste. Ed è fresco, vitale, irrigato. L' anima dell'uomo è il suo riparo.. Lì mormora una conversazione sempre nuova. E' il segreto dell'uomo come dicevano gli antichi e ripeteva Ungaretti. La poesia custodisce quel luogo, ne aumenta la forza.

 Ascolto Istanbul di Orhan Veli Kanik

Ascolto Istanbul ad occhi chiusi
Spira una leggera brezza dapprima
Lentamente oscillano
Le foglie sugli alberi
Da lontano, molto lontano
I perenni trilli degli acquaioli
Ascolto Istanbul ad occhi chiusi.

Ascolto Istanbul ad occhi chiusi
E mentre passano gli uccelli
A stormi e stridii dall'alto
Le reti si ritirano dalle chiuse
I piedi di una donna sfiorano l'acqua
Ascolto Istanbul ad occhi chiusi.

Ascolto Istanbul ad occhi chiusi
Sono freschi i bazar
Allegro Mahmut pascià
Pieni di colombi i cortili
Pervengono battiti di martello dai bacini
Dalla dolce brezza primaverile odori di sudore
Ascolto Istanbul ad occhi chiusi.

Pubblicato il 12/8/2010 alle 11.58 nella rubrica Istanbul.

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