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STORIE DI EXTRA ORDINARIA LETTERATURA

L'essere che il 2 febbraio 1709 si arrampicò sulla nave Duke era simile a un animale, scalzo e avvolto in una pelle di capra. Era agitato e balbettava qualche parola. Daniel Defoe nel suo romanzo lo chiamò Robinson Crusoe. Era invece Alexander Selkirk scozzese di Lower Largo. Pirata, ubriacone e  violento si era imbarcato a diciassette anni su una nave corsara con cui saccheggiò francesi e spagnoli tra il Mediterraneo e i Caraibi. Aveva trascorso quattro anni e quattro mesi sull'isola Mas a Tierra nell'arcipelago cileno di Juan Fernandez. Al contrario di Crusoe non aveva nessun Venerdì e non era un naufrago. Il capitano della sua nave lo aveva abbandonato lì dopo una lite lasciandogli un coltello, una coperta, una scure, squadra e compasso, un fucile, una pentola, tabacco e una bibbia. Selkirk  per tre anni navigò con i pirati che l'avevano salvato e poi tornò in Inghilterra dove diventò una celebrità. Ma la vita civile non faceva per lui, riprese con risse e bevute e si rimise in mare dove morì di febbre gialla nel 1721 a soli quarantacinque anni.

Pubblicato il 26/8/2010 alle 15.59 nella rubrica cose curiose.

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