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GIALLO

Secondo Goethe il giallo è il colore più vicino alla luce, soprattutto quella solare. L'illuminazione radiante, il suo uscire da una sorgente centrale per irradiarsi in tutte le direzioni  fa percepire il giallo come un colore centrifugo e liberatorio; all'opposto del blu in cui l'occhio si immerge con una tensione centripeta e meditativa. Pare quindi che il giallo sia superficiale quanto il blu profondo.
In molte culture è associato a tutte le divinità solari ed è il colore imperiale, il giallo era l'attributo di Amon-Ra ed il colore del primo imperatore cinese, di tutti i suoi successori e oggi uno dei simboli della Cina.
Ma il giallo, colore dello zolfo e della bile, si trasforma facilmente in simbolo infernale (è il lucifero dantesco) e di malattia (era la bandiera gialla che segnalava la quarantena e le epidmie). Per questo fu anche il colore dell'emarginazione degli Ebrei, degli appestati, dei mendicanti e delle prostitute, dei traditori e dei codardi. Nell'antica Grecia invece i pazzi per essere riconosciuti erano obbligati a vestire di giallo. Tuttavia la stella gialla con cui i nazisti marchiarono gli ebrei finì per coincidere con il simbolismo positivo del giallo come consapevolezza ed intelligenza: la fuga dei migliori cervelli dalla Germania e dall'Italia fu un duro colpo per le potenze in campo.
In Italia i romanzi polizieschi si chiamano "gialli" dal colore della copertina. Ottima la scelta dell'editore ma sta di fatto che sono basati sulla vittoria dell'intelligenza dell'investigatore contro la malvagità e la forza bruta.
Nel tradizionale Teatro di Pechino il trucco giallo degli attori indica la crudeltà, la dissimulazione ed il cinismo, mentre il vocabolo francese rire jaune, ridere giallo, viene usato quando si reputa uno scherzo non divertente ed è simile all’espressione sorriso giallo della cultura araba che ha tuttora il significato di un allegria falsa e dissimulata poichè nell’Islam il giallo dorato significa saggezza e buon consiglio, il giallo pallido tradimento e inganno.
Kandinsky con il suo "suono giallo" lo associa alla creazione del cosmo ed Emily Dickinson ne parla così:

La Natura usa il Giallo più raramente
Di ogni altra Tinta
Lo serba tutto per i Tramonti
Prodiga d'Azzurro
Consuma lo Scarlatto, come una Donna
Che il Giallo si permette
Solo di rado e con misura
Come le Parole di un Innamorato

Pubblicato il 28/6/2011 alle 8.41 nella rubrica colori.

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