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BIANCO

Van Gogh nelle sue lettere si chiedeva se doveva per forza dipingere un muro bianco in bianco. Gli impressionisti infatti non scorgono nessun bianco nella natura e spesso questo colore non viene considerato tale.
Il bianco è il simbolo dell'inizio e poi per estensione della purezza, dell'innocenza. Così nelle religioni antiche come nel cattolicesimo veniva usato nelle cerimonie più importanti come il battesimo, la prima comunione e il matrimonio; ma anche come distanza dalle passioni: la biancheria intima mantiene nel nome la necessità del candore e della pulizia, pulizia che richiama il bianco per tutto ciò che è igienico.
In natura trova la sua massima espressione nella neve e quindi nel freddo.
E poi rappresenta l'eleganza, la pace, la giovinezza e ciò che non si realizza, impossibile non pensare alle Notti bianche di Dostoevskij .
Troviamo invece i concetti opposti di fine e inizio in Oriente dove il lutto è bianco e rappresenta sia la morte che la reincarnazione.
Gli esseri umani hanno un'inclinazione innata per la luce perchè il buio è sinonimo di pericolo, di non conosciuto. E' da qui che nascono le ragioni del razzismo: gli europei settentrionali vedevano nel colore nero della pelle significati negativi di malignità sporcizia, minaccia. Ed è infatti nel 1604 che compare per la prima volta il termine inglese bianco inteso come razza bianca dopo gli avvenuti contatti dei marinai inglesi con i nativi dell'Africa.
Per Kandinsky il bianco è sinonimo di silenzio.  Il bianco agisce sulla nostra psiche come un grande silenzio, che per noi è assoluto. Interiormente risuona come un non suono, abbastanza simile a certe pause nella musica.. E' un silenzio che non è morto, ma pieno di possibilità.  Se penso al bianco penso alle nuvole, a quei mari di nuvole che si perdono all'orizzonte e che guardo volandoci sopra.

 

Pubblicato il 13/1/2012 alle 15.33 nella rubrica colori.

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