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EROS E ARTE

               "Louise - scrive Charles Baudelaire - era una prostituta da cinque franchi. Una volta venne con me al Louvre dove non era mai stata: divenne tutta rossa, si coprì il volto e, tirandomi per la manica mi chiedeva, davanti a statue e quadri immortali, com' era possibile che si ostentassero pubblicamente simili indecenze".
In effetti, al Louvre, si vede molto erotismo e molto bene. Il sedere più bello è quello dell' Ermafrodito   scolpito da Gian Lorenzo Bernini, fa capolino il masochismo con Allegoria della vittoria di Matthieu Le Nain, l' omosessualità è esibita con Jacques-Louis David e il suo Leonida alle Termopili (con soldati che si toccano), scene orgiastiche appaiono in La morte di Sardanapalo di Eugène Delacroix, c' è una bionda inseguita da angioletti che le appiccano il fuoco al petto e tra le gambe dipinta da Jean-Honoré Fragonard, c' è il lesbismo con Jean-Auguste Dominique Ingres in Il bagno turco e le sue donne nude che si osservano e toccano, masturbazione in Venere e Adone di Dirck de Quade van Ravesteyn, seduzione in Domenichino, palpeggio esplicito in Rubens in Issione re dei Lapiti, donne che si accarezzano con la Scuola di Fontainebleau (che ho inserito) e una specie di stupro in Lotta tra Amore e Castità del Perugino.
Perché l' arte antica può osare e non disturba il comune senso del pudore mentre foto e pubblicità creano a volte disagio. L' arte è un medium che consente di ritenere accettabile anche una sessualità esibita o perversa ciò che non accade nei film e in fotografia perché qui si ritrova un residuo del vero. E ciò che rende le oscenità dell' arte classica più accettabili è il riferimento dei temi erotici raffigurati alla mitologia classica che serve da schermo nobile. 
Storicamente ci sono state oscillazioni nella pudicizia: il Quattrocento non era sessuofobico e annovera tra gli artisti molti omosessuali, tanto che non si dà gran peso alle accuse di sodomia rivolte a Leonardo; lo è la Controriforma, che fa dipingere i braghettoni al Giudizio universale di Michelangelo per coprire i nudi, di nuovo non lo è il Settecento libertino. Le avanguardie sono state anerotiche, se si eccettua Salvator Dalì e per quanto riguarda l'arte moderna non c'è altro che esagerazione come strumento di trasgressione e rottura.
E' così che si riscopre l' erotismo nell' arte classica, dove tutto quello che siamo già era.

Pubblicato il 27/5/2014 alle 19.46 nella rubrica iopenso.

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