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AGOSTO TRA ARTE ED ENIGMISTICA - TROVA LE DIFFERENZE



Due immagini, la prima: una foto di corso Garibaldi a Brescia, con la Fontana della Pallata e l’inizio di corso Goffredo Mameli ; e la seconda: “La Pallata sotto la neve”, suggestivo dipinto a olio di Angelo Inganni, incredibilmente simili. All’occhio allenato di esperti solutori di enigmi e di parole crociate di certo non sarà sfuggita la figura femminile che compare sulla parte destra di entrambe le immagini. A passo svelto sta per lasciare il campo visivo dell’osservatore. L’ombrello per proteggersi dalla copiosa nevicata inclinato quasi allo stesso modo in entrambi i casi. Ed è importante notare che la fotografia non è stata “costruita” ad arte. La nevicata arrotonda i profili delle statue della fontana, e ricopre  con uno spessore incredibilmente analogo i tetti della città, la strada, i balconi e gli interstizi e le feritoie della Pallata. Una serie di coincidenze, che fa quasi pensare ad uno squarcio spazio-temporale che collega un primo pomeriggio di un grigio e freddo giorno del 1878 con un altrettanto grigio e freddo primo pomeriggio di febbraio 2013. Proverbiali la minuzia nei dettagli, l’attenzione e l’interesse che riponeva l’Inganni nel riportare su tela i luoghi più importanti della sua città amata.  Si può notare dal raffronto una diversa soluzione prospettica di Inganni che conferisce profondità al dipinto, cogliendo sia il lato destro che quello sinistro di Corso Mameli  ma al tempo stesso nel ritrarre scene di vita quotidiane, con particolare predilezione per le piccole figure, macchiette, che animano la scena. Tali attenzioni hanno permesso un raffronto con una fotografia dei giorni nostri. Attenzioni che consegnano una Brescia immutata che, almeno in questo caso, non ha bisogno di lifting o di ritocchi e che non sente sulle spalle i 135 anni in più.





Pubblicato il 20/8/2016 alle 16.50 nella rubrica cose curiose.

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