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PRIMA VISIONE





1914, l’Italia sta per entrare in guerra. Una comune di giovani nordeuropei ha trovato sull’isola di Capri il luogo ideale per la propria ricerca nella vita e nell’arte. Ma l’isola ha una sua propria e forte identità, che si incarna in una ragazza, una capraia il cui nome è Lucia. Il film narra l’incontro tra Lucia, la comune guidata da Seybu e il giovane medico del paese. E di un’isola unica al mondo, la montagna dolomitica precipitata nelle acque del Mediterraneo che all’inizio del Novecento ha attratto come un magnete chiunque sentisse la spinta dell’utopia e coltivasse ideali di libertà. Lucia è una carta bianca pronta per essere scritta, una creatura vergine indecisa sulla via da intraprendere, divisa tra visioni del mondo distanti e confliggenti: il medico (la scienza, il positivismo) e la rivoluzione sociale; il pittore guru (l’anima, la spiritualità) e la rivoluzione interiore (la comunità fondata dall’artista, che rassembra quelle degli anni 70, considerata dalla società isolana come un oggetto alieno, una congrega di pervertiti); la famiglia (le radici ataviche dell’identità) e gli affetti che non può rinnegare né respingere.


Un film interessante. Alcune cose andrebbero ridimensionate, tipo il passaggio da analfabeta a bilingue e assidua lettrice di Lucia, il fluente e argomentativo inglese del medico che nemmeno oggi lo si trova, le lunghe danze liberatorie per lasciare piu' spazio all'arte e alla psicologia. Perche' va detto che il personaggio di Seybu riprende quello reale del pittore simbolista Karl Wilhelm Diefenbach che visse a Capri fino alla morte nel 1913 e che la frase " la rivoluzione siamo noi" pronunciate sempre da Seybu e' la straordinaria affermazione/opera di Joseph Beuys, una fotografia a grandezza naturale in cui l'artista si incammina verso di noi e ci chiama alla marcia, per essere con lui artisti e rivoluzionari. E' Beuys il vero spirito guida di Capri - Revolution.

Come e' Lucia il  vero spirito libero, l'unica a mio avviso a conquistare la liberta', gli altri credono di essere liberi ma sono comunque incapaci di uscire dal mondo delle loro regole e convinzioni.


Per approfondire



Joseph Beuvys


Karl Wilhelm Diefenbach


Pubblicato il 8/2/2020 alle 7.5 nella rubrica ioguardo.

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