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QUALCOSA DI BELLO


                             Albedo - Emil Alzamora


La scultura è come l’arte drammatica, la più difficile e insieme la più facile di tutte le arti. Copiate un modello, e l’opera è compiuta; ma imprimervi un’anima, creare un tipo, nel rappresentare un uomo e una donna, è il peccato di Prometeo. Nella scultura questi successi sono rari quanto nell’umanità lo sono i poeti. Michelangelo, Michel Columb, Jean Goujon, Fidia, Prassitele, Policleto, Puget, Canova, Albrect Durer sono i fratelli di Milton, di Virgilio, di Dante, di Shakespeare, di Tasso, di Omero e di Molière. L’opera di questi scultori è così grandiosa che basta una sola statua a rendere immortale uno di loro.
Cosi' la pensava Honoré de Balzac.

Le sculture minimaliste di Emil Alzamora rappresentano il corpo umano nella sua forma più pura. Le sue figure sono spesso raffigurate come se fossero catturate in uno stato di animazione sospesa influenzato da forze interne ed esterne. Anonime, simboleggiano una comprensione universale per il corpo umano nelle sue varie manifestazioni.
L'artista afferma: “Il per sempre è adesso. La scultura è l'incarnazione perfetta di questa atemporalità ”. La sua intenzione è quella di catturare questa "sospensione" temporale e condividere la sua esperienza del "presente allargato."

Pubblicato il 24/5/2020 alle 21.39 nella rubrica ioguardo.

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